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	<title>SiciliaInformazioni &#187; Cultura &amp; Arte</title>
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	<description>Quotidiano Sicilia</description>
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		<title>“La Capannina”, Forte dei Marmi  apre le porte al mondo dell’arte</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 11:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Giallombardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 16 giugno al 15 settembre 2013, il locale “ La Capannina” di Forte dei Marmi si trasformerà in una galleria d’arte a cielo aperto, ospitando a rotazione artisti di fama nazionale ed internazionale. Lo storico ‘aperitivo’ che ha intrattenuto nel corso del Novecento artisti, scrittori, poeti e intellettuali (Montale, Repaci, Ungaretti, Levi e Pea, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dal 16 giugno al 15 settembre 2013, il locale “ La Capannina” di Forte dei Marmi si trasformerà in una galleria d’arte a cielo aperto, ospitando a rotazione artisti di fama nazionale ed internazionale. Lo storico ‘aperitivo’ che ha intrattenuto nel corso del Novecento artisti, scrittori, poeti e intellettuali (Montale, Repaci, Ungaretti, Levi e Pea, nobili quali Della Gherardesca, Rucellai, Spigliosi, Sforza, ma anche attori del livello di Totò etc..), torna in vita e si apre per tre mesi al mondo della cultura.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle 19 fino alle 21 circa saranno esposti al pubblico mosaici, dipinti, sculture, ceramiche e fotografie, opere d’arte che regaleranno all’aperitivo de La Capannina quel valore aggiunto che la storia del locale e di Forte dei Marmi impone. Gli artisti che parteciperanno alla rassegna sono Choi Yoon Sook (scultrice), Giacomo Mozzi (fotografo), Piero Giannoni (mosaicista), Sabrina Zappalà (pittrice), Ivo Poli (ceramista), Andrea Pucci (scultore) e Gabriele Libero Balderi (pittore/installatore).</p>
<p style="text-align: justify;">Piero Giannoni, mosaicista noto in tutto il mondo che opera da anni presso lo ‘Studio Poli’ di Pietrasanta, è noto in particolar modo per i ritratti che ha donato a personalità di spicco a livello nazionale, quali Giorgio Napolitano, Paolo Conte, Vittorio Sgarbi, Giorgio Armani, ma anche per opere di carattere religioso, paesaggistico e naturalistico che riesce a produrre grazie a preziosi e colorati tasselli di vetro, giunti direttamente dall&#8217;isola di Murano.</p>
<p style="text-align: justify;">Prestigiosa anche la collaborazione con il ‘Marble Studio Stagetti di Pietrasanta’, che vedrà la partecipazione della sua punta di diamante Choi Yoon Sook, artista coreana vincitrice nel 2012 dell’ ‘Art in the city’, 1° Premio internazionale d’arte. Le sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche in Italia, Stati Uniti, Inghilterra, Russia e Corea, sculture che diventano umane, personaggi antropomorfi per lo più in travertino e onice. La figura umana, racchiusa in pochi tratti essenziali ma accurati, è fissata nello spazio in posizioni dinamiche, studiatissime, ma allo stesso tempo naturali e leggere.</p>
<p style="text-align: justify;">Spazio anche alla pittura con un’artista molto nota: la versiliese Sabrina Zappalà, autrice di numerose decorazioni esterne sia a Pietrasanta che a Forte dei Marmi, ma anche di delicati paesaggi su tela e su tavola in cui rimane intatto il fascino delle tecniche tradizionali nelle loro molteplici sfumature.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la fotografia, la rassegna vedrà la partecipazione di Giacomo Mozzi, professionista del settore, autore di importanti reportage, collaboratore a livello fotografico e video del critico d’arte e giornalista Lodovico Gierut. Recentemente Mozzi ha partecipato alla Biennale Internazionale di arte contemporanea di Brescia.</p>
<p style="text-align: justify;">Parteciperanno anche ‘Le Ceramiche Poli’ nella figura di Ivo Poli, il cui operato è richiesto da artisti del calibro di Igor Mitoraj, Mauro Corda, Novello Finotti, Romano Cosci, Maria Gamundi, Ernesto Treccani.</p>
<p style="text-align: justify;">E ancora Andrea Pucci, giovane scultore viareggino, autore di divertenti costruzioni di cartapesta per il Carnevale di Viareggio, ma anche di sculture in vetroresina, pitture e ritratti; e infine Gabriele Libero Balderi, promettente pittore e poliedrico artista, collaboratore del Centro Arti Visive di Pietrasanta-Lucca. Balderi fa parte del gruppo ‘RiGenerazioni’ (inserito nei percorsi della Biennale di Venezia 2011). Al suo attivo la costruzione di numerose opere di cartapesta del Carnevale di Viareggio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ogni artista, oltre ad esporre le proprie opere, ne realizzerà una dedicata esclusivamente a La Capannina, che rimarrà in esposizione permanente all’interno del locale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La rassegna è patrocinata dal Comune di Forte dei Marmi.Orario: dalle 19 alle 21. Aperture a Giugno nei giorni 16, 22, 23, 28, 29 30. A luglio tutti i mercoledì, venerdì, sabato e domenica; ad agosto tutti i giorni; a settembre solo il sabato.</p>
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		<title>Torino, l’arte del ‘900 tra generazioni e discipline diverse</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jun 2013 22:28:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Giallombardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 7 al 30 giugno a Palazzo Arduino di Torino, in completa libertà espressiva, 15 artisti contemporanei: Katarina Balunova, Oscar Bagnoli, Valeria Carbone, Laura Cassetti, Valeria Ciotti, Marillina Fortuna, Mauro Franco, Gianfranco Galizio, Mario Giammarinaro, Fernando Montà, Piera Paderni, Angela Policastro, Egle Scroppo, Gianni Maria Tessari e Maya Zignone hanno dato vita alla mostra d’arte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dal 7 al 30 giugno a Palazzo Arduino di Torino, in completa libertà espressiva, 15 artisti contemporanei: Katarina Balunova, Oscar Bagnoli, Valeria Carbone, Laura Cassetti, Valeria Ciotti, Marillina Fortuna, Mauro Franco, Gianfranco Galizio, Mario Giammarinaro, Fernando Montà, Piera Paderni, Angela Policastro, Egle Scroppo, Gianni Maria Tessari e Maya Zignone hanno dato vita alla mostra d’arte “L’arte del 900 tra generazioni e discipline diverse”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ci sono mostre che nascono da un tema dato. Altre da fattori cronologici. Altre ancora dal raggruppamento di artisti che condividono alcuni aspetti dell’arte questa ne rispecchia tutti gli intenti. I protagonisti di questa mostra sono artisti operosamente tenaci che lavorano da anni con continuità e costanza. Silenziosi, fuori dal chiasso, dalla confusione e dal caos del sistema dell’arte contemporanea, coerenti e onesti nella loro ricerca personale, sempre fedeli alla cifra che li contraddistingue. In questa collettiva si dipanano storie, vicende, idee ed esperienze, tutte diverse fra loro, ma che non vietano al gruppo di mostrarsi assieme, di rivelare un modo autonomo e originale di presentarsi, di confrontarsi l’un l’altro, rafforzando con il dialogo aperto e un dibattito franco e sincero, le singole personalità. Testimoniano, nella diversità dei loro spunti ispirativi, la ricerca e la sperimentazione dell’arte attuale che si nutre di assunti e capacità interpretative peculiari del momento storico in cui viviamo. Guardare al futuro è nostro dovere ma per procedere bisogna avere la forza del passato che è l’unico stimolo per inventare nuove soluzioni credibili e realizzabili.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ed è in tale contesto che si inserisce l’installazione di Piera Paderni: “Indagare Lo Spazio”. Una installazione dove lo Spazio, strettamente correlato al Tempo, viene analizzato nel suo assunto più ampio mentre le antiche pietre del Castello rimandano echi sedimentati nei secoli.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L’artista Katarina Balunova di origine della Repubblica Slovacca adottiva torinese, oltre ad esporre un suo lavoro pittorico come tutti i suoi compagni di questa avventura, presenterà inoltre in mostra una serie di fotografie realizzate con degli scatti di immagini prese dal territorio. La città di Cuorgnè tramite il lavoro dell’artista, sarà anche essa protagonista dell’evento artistico culturale ospitato nella suggestiva storica e bellissima sede che è il Palazzo Arduino.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Una mostra ricca di stimoli che ha valore soprattutto come misurazione culturale, perché l’arte, come la vita, è un continuo relazionarsi con se stessi e con gli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La mostra “L’arte del ‘900 tra generazioni e discipline diverse” a cura di Willy Darko testo critico in catalogo di Barbara Aimar, è visitabile a Palazzo Arduino Via Arduino 27 Cuorgnè, Torino tutti i giorni su appuntamento telefonando al n. 011 8118786, sabato dalle 16.00 alle 20.00 domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00.</p>
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		<title>&#8220;I Libri d&#8217;acqua&#8221; di Antonio Nocera a Venezia</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 19:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Giallombardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito degli Eventi Collaterali della 55a Esposizione Internazionale d&#8217;Arte, la Biennale di Venezia ha presentato la mostra &#8220;I Libri d&#8217;acqua del Maestro Antonio Nocera. Al vernisagge sono intervenuti: per il Comune di Venezia, l&#8217;assessore Bruno Filippini, Il presidente della Fondazione Nicola Pellicane e il prof. Fabrizio Marrella. Sono giunte inoltre le congratulazioni del Presidente della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ambito degli Eventi Collaterali della 55a Esposizione Internazionale d&#8217;Arte, la Biennale di Venezia ha presentato la mostra &#8220;I Libri d&#8217;acqua del Maestro Antonio Nocera. Al vernisagge sono intervenuti: per il Comune di Venezia, l&#8217;assessore Bruno Filippini, Il presidente della Fondazione Nicola Pellicane e il prof. Fabrizio Marrella. Sono giunte inoltre le congratulazioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, in una sentita lettera indirizzata al maestro scrive: &#8220;Sono certo che i tuoi lavori susciteranno interesse del pubblico, non solo per la qualità inventiva e la resa artistica, ma anche per l&#8217;ispirazione che li guida nel considerare fenomeni caratteristici della nostra epoca e fecondi scambi tra le diverse tradizioni e realtà culturali&#8221;. L&#8217;artista attinge dalla millenaria sapienza artigiana veneziana, l&#8217;uso dei materiali pregiati come vetro e carta per realizzare il grande libro che è esposto negli spazi del Monastero di San Nicolò al Lido di Venezia.</p>
<p style="text-align: justify;">Al centro della sua ispirazione si trova il tema della migrazione, segno dell&#8217;aspirazione e della necessità al viaggio, che ognuno di noi, con diverse modalità, affronta nel corso della sua vita: un segno della fondamentale e irrinunciabile spinta alla ricerca della libertà, come stimolo di conoscenza e crescita. Le opere di questo progetto sono denominate dalla presenza del mare, ora chiaro e limpido ora nero come il carbone ora calmo e tranquillo ora impetuoso e angosciante. Acque dove galleggiano nidi carichi di esserini che rimandano alla memoria i barconi pieni di migranti di tutte le epoche privandosi di antichissime tradizioni e di una cultura millenaria in cerca di un luogo dove potere risiedere e lavorare tranquillamente. L’artista cerca di trasmettere nelle sue opere il bello e non il banale, qualcosa che viva nel tempo e non negli attimi. Il progetto &#8220;I Libri d&#8217;acqua&#8221; rientra nella tematica sviluppata negli ultimi anni di Nocera con &#8220;Oltre il nido&#8221;, nato dalla riflessione sul tema della casa come aspirazione primaria e diritto fondamentale dell&#8217;essere umano simbolicamente rappresentato dal nido nel 2010. Il Maestro pone al centro del suo lavoro aspetti cruciali riguardanti i diritti fondamentali dell’essere umano che lo conducono a collaborare con enti, istituzioni pubbliche e organismi internazionali (Parlamento Europeo, UNESCO, ONU, UNICEF, INCA) sul tema dei diritti: un’opera di Antonio Nocera è stata dedicata ai caduti nella miniera di Marcinelle in Belgio. Catastrofe avvenuta l’8 agosto del 1956 in una miniera di carbone, denominata Bois du Cazier, recentemente inserita tra i patrimoni dell’Unesco. L’incidente provocò 262 morti su un totale di 274 uomini presenti nella miniera.</p>
<p style="text-align: justify;">I libri di Nocera sono taccuini di viaggio senza parole, racconti non scritti che si susseguono, protetti dalle pagine e, si dischiudono al nostro sguardo. Libri che sembrano scaturire, come divini oggetti di mitologica memoria, dall’acqua.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra è composta da una grande scultura-installazione composta da 22 pannelli di alluminio dipinti, concatenati l’uno all’altro, che poggiano su un basamento in ferro delle dimensioni di 400&#215;400 cm ricolmo di vetro di varie sfumature di blu. E’ un grande libro aperto che sembra sorgere dalle acque del mare e stagliarsi verso il cielo ed è collocata nell&#8217;area centrale del Chiostro del Monastero; sono esposti anche una ventina di libri d&#8217;artista, di varie misure e fogge.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Antonio Nocera nasce a Calvano (Napoli) nel 1949 studia presso l’Istituto d’Arte e Accademia di Belle Arti di Napoli. Si trasferisce a Milano nel 1970 dove tiene la sua prima mostra alla Galleria La Ripa, nei suoi 40 anni di esperienza artistica, ha spesso posto al centro del suo lavoro gli aspetti cruciali riguardanti i diritti fondamentali dell’essere umano: dalle barricate di Parma alla Rivoluzione Francese, dalla migrazione al diritto alla casa, dal rispetto della dignità dell’individuo al diritto al lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La mostra “I Libri d’acqua” a cura di Louis Godart e Laura Fusco è già visitabile gratuitamente e lo sarà fino 24 novembre 2013 al Lido di Venezia, Riviera San Nicolò, 26. Durante tutto il periodo della mostra il pubblico potrà visitare l’atelier dell’artista messo a disposizione dal Monastero dove sono state realizzate molte delle sue opere esposte.</p>
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		<title>I sogni di Omar Galliani a Venezia</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 21:19:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Giallombardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Se dovessi scegliere fra gli artisti contemporanei la cui notorietà ha travalicato i confini nazionali (e per la verità ve ne sono tanti) tra quelli che più mi incuriosiscono vi è senz’altro Omar Galliani. Forse perché la poetica della sua figurazione non è comune ai tanti pittori più o meno figurativi. Non è una poetica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se dovessi scegliere fra gli artisti contemporanei la cui notorietà ha travalicato i confini nazionali (e per la verità ve ne sono tanti) tra quelli che più mi incuriosiscono vi è senz’altro Omar Galliani. Forse perché la poetica della sua figurazione non è comune ai tanti pittori più o meno figurativi. Non è una poetica retorica come spesso accade vedere. La sua è evocativa, le sue figure appartengono al passato ed egli magicamente, attraverso la sua straordinaria manualità, le fa “riemergere” dal sonno eterno. Galliani ha, per così dire, quella capacità medianica di dare la sensazione, trovandoci davanti alle sue opere, di essere sempre in difetto di qualcosa. Si ha la sensazione di essere carenti di spiritualità. Spiritualità che trovi in modo magico nelle sue opere e con le sue opere.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il Caffè Florian &#8211; il cui legame con la Biennale di Venezia è noto perché proprio lì nacque l’idea della Mostra biennale veneziana ad opera di Riccardo Selvatico (commediografo e poeta) &#8211; proprio in occasione della 55ª Biennale, nell’ambito della rassegna giunta alla XII edizione dal titolo “Temporanea &#8211; le realtà possibili del Caffè Florian”, ospita nella Stanza Cinese Omar Galliani il quale realizza, dipingendo l’intera stanza cinese del Caffè, l’opera: “Il sogno della principessa Lyn Ji”. «Ho sognato &#8211; scrive Omar Galliani &#8211; una stanza di sogni disegnati sui muri, dove una principessa d’Oriente lega il suo nome alla città che ha visto, per prima in Europa, accorciarsi le distanze geografiche e culturali tra Oriente e Occidente. Ho pensato di disegnarla interamente a matita e di offrire sui tavolini di marmo un altro segno della mia malinconica visita a Xian, quando ho letto per la prima volta il nome di Lei». Un nome celebrato anche da una poesia scritta per l’occasione dal grande Roberto Mussapi, a partire “Dal sogno del pittore veneziano”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il Caffè Florian di Venezia è uno dei pochi caffè storici italiani sopravvissuti alle “colpevoli sbadataggini” di una politica affaristica tutta italiana la quale ha lasciato che spesso la memoria venisse travolta e macinata dalle ruspe del malaffare”. Palermo come tutte le città siciliane non ha più traccia dei suoi caffè storici; al loro posto sono sorti negozi di griffate e costosissime inutilità. Mi auguro che per tali nefandezze prima o poi la politica e i suoi complici paghino il salato conto delle loro omissioni. Il ricordo di questo splendido luogo che è il Caffè Florian non poteva non suscitarmi un momento di disgusto per tutto ciò che è accaduto alla mia Palermo, una volta felicissima, ma che oggi è feudo di Viceré.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L’altro appuntamento di Galliani a Venezia, evento collaterale della 55ª Biennale, è a Palazzo Barbarigo Minotto con l’opera monumentale “The Dream of Eurasia” che sarà possibile visitare fino al 30 settembre 2013. Eurasia è la protagonista di una installazione dell’artista ed è possibile seguire lo svolgersi dell’evento sul sito www.venicebiennale-eurasia2013.org Il volto perfetto dell’ovale di Eurasia riprodotto in una quantità notevole di esemplari, tanti da costituire una sorta di DNA euroasiatico nel quale, secondo il mio personale pensiero, culture diverse per religione, idiomi, tradizioni possano formare una nuova etnia, un nuovo e importante popolo euroasiatico non più diviso da guerre ideologiche e di religione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Due eventi espositivi di Omar Galliani: al Caffè Florian con “Il sogno della Principessa Lyn Ji a cura di Stefano Stipitivich fino al 30 settembre visitabile a Piazza San Marco &#8211; Venezia Orari: 10.00-24.00 e a Palazzo Barbarigo Minotto, S. Marco 2504 &#8211; Venezia, “The Dream of Eurasia”, opera monumentale realizzata attraverso 987 testimonianze, alla ricerca di un DNA euroasiatico, a cura di Leonardo Rotatori fino al 30 settembre 2013 visitabile dalle 14.00-18.00, chiuso il martedì, ingresso libero.</p>
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		<title>&#8220;La materia e la luce&#8221;, Ernesto Treccani  in mostra a Milano</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2013 11:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Giallombardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La materia e la luce&#8221;, è il titolo della mostra dedicata a un particolare aspetto della produzione artistica di Treccani. La mostra vede l&#8217;esposizione di sculture in maiolica decorata, piatti dipinti, vetri e smalti realizzati tra i primi anni cinquanta e la metà degli anni duemila. In particolare 11 piatti in vetro, 35 opere in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;La materia e la luce&#8221;, è il titolo della mostra dedicata a un particolare aspetto della produzione artistica di Treccani. La mostra vede l&#8217;esposizione di sculture in maiolica decorata, piatti dipinti, vetri e smalti realizzati tra i primi anni cinquanta e la metà degli anni duemila. In particolare 11 piatti in vetro, 35 opere in ceramica: piatti, sculture e vasi; 19 smalti, una decina di tele di collezione privata, 179 opere grafiche e 5 smalti della collezione Studio Treccani. Corredano la mostra cataloghi, materiali d&#8217;archivio, corrispondenza provenienti dall&#8217;Archivio Treccani. La mostra intende approfondire questa produzione, mettendo in luce i legami tra le opere in mostra e la produzione pittorica e figurativa, insieme alla documentazione di progetti a largo respiro come le grandi vetrate, Energia e luce e la facciata della Casa delle rondini. Questi lavori non costituiscono qualcosa di marginale rispetto alla pittura, ma sono parte integrante della sua ricerca artistica, non soltanto per la continuità dei soggetti rappresentati: paesaggi, volti, figure, siepi e i cieli dei suoi quadri, e nemmeno soltanto per la continuità del modo di lavorare di Treccani, di intendere il suo mestiere di pittore, sempre agli incontri con le persone e ai luoghi. In questo tipo di produzione si evidenziano in particolare due componenti: la materia e la luce. &#8220;Il mio problema &#8211; ha scritto infatti una volta, ma è una questione su cui è tornato a più riprese &#8211; è la distruzione del colore e la creazione della luce. Quello che conta è la luce della composizione che risulta dai rapporti del colore. Ma la creazione della luce nella composizione incontra, nel fare artistico, la limitazione dei materiali da cui la stessa invenzione creativa può nascere: &#8220;L&#8217;artista scrive ancora il pittore &#8211; è un uomo che si conquista un mestiere. Qualsiasi soluzione per realizzare i sogni di un&#8217;artista dipende dai mezzi impiegati. I materiali hanno una straordinaria importanza nell&#8217;espressione, essi accompagnano il lungo cammino che porta all&#8217;immagine. In una certa misura essi determinano il risultato prima del loro impiego. La proposta creativa è legata alla scelta dei mezzi, i colori acrilici invece dell&#8217;olio, la tela piuttosto che il muro o altro supporto rappresentano un vincolo necessario all&#8217;immagine. E&#8217; un errore contrastare il valore dei mezzi. Può sembrare un paradosso eppure solo facendo proprie fino in fondo le ragioni dei materiali e accettando i condizionamenti del procedimento, si libera la sostanza dell&#8217;invenzione artistica che è di natura soggettiva&#8221;. Questa piccola ma intensa rassegna, nell&#8217;accostare opere di materia tanto diversa, vetro, smalto, ceramica ma anche qualche tela, ognuna delle quali richiede procedimenti particolari ed ha, nelle tonalità della luce, una resa differente, mostra come l&#8217;artista abbia saputo far proprie fino in fondo le ragioni dei materiali e, accettando i condizionamenti del procedimento, sia riuscito a liberare la sostanza della sua invenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ernesto Treccani nasce a Milano il 26 agosto del 1920 fin da giovanissimo &#8220;respirò&#8221; nell&#8217;ambiente familiare una determinante atmosfera di grande cultura, suo padre fu il fondatore della celeberrima enciclopedia, ancora giovanissimo, mentre era impegnato negli studi universitari di ingegneria, sentì il richiamo prepotente per la pittura avvertendo in questa espressione artistica il modo più confacente per estrinsecare i suoi più intimi sentimenti che si propagavano al campo politico, logica conseguenza, entra a far parte dei gruppi progressisti del mondo artistico che non temevano di esprimere il loro dissenso nei confronti della &#8220;preconfezionata&#8221; cultura fascista. Fondatore e direttore della rivista &#8220;Corrente&#8221;, poté esprimere, pubblicamente le sue idee, anche se non gradite al regime fascista imperante. La sua prima esposizione venne ospitata dalla &#8220;Bottega di Corrente&#8221; insieme ad artisti che, nel tempo, divennero delle icone della pittura italiana e mondiale, Birolli, Guttuso, Migneco e Sassu, solo per citarne alcuni, sempre la stessa &#8220;Bottega&#8221; ospitò nel 1943 sue opere nell&#8217;ambito di una collettiva che vide esporre Cassinari e Morlortti. Treccani era l&#8217;artista che non si cullava sugli allori, continuò a sperimentare, quasi a volere esorcizzare l&#8217;immobilità che l&#8217;età e la malattia, lo relegarono su una poltrona, una limitazione dinamica che non rappresentò un ostacolo insormontabile al suo modo di operare abituale anzi costituì uno stimolo mnemonico per la sua mente vivissima, visioni osservate e riposte nello &#8220;scrigno del bello&#8221;, un tesoro accumulato negli anni, i suoi colori sempre vivi come un tempo, per nulla diluiti nell&#8217;avanzare degli anni che fiaccano le membra, ma non riusciranno mai ad ottenebrare la genialità artistica di un Maestro come Ernesto Treccani. Muore a Milano 27 novembre del 2009.</p>
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<p style="text-align: justify;">Catalogo La materia e la luce. Vetri, ceramiche e smalti di Ernesto Treccani. Testi di Maddalena Muzio Treccani, Giorgio Seveso, Silvio Riolfo. Edizioni Scalpendi</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La mostra aperta fino al 21 giugno 2013 è stata allestita nelle sale espositive della Casa delle Rondini, che prende il nome della facciata in ceramica policroma realizzata da Ernesto Treccani nel 1985 in Via Carlo Porta n. 5 &#8211; Milano &#8211; Orari: martedì, mercoledì e giovedì 9.12,30 / 15-18,30. Venerdì 15-18,30. Ingresso libero.</p>
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		<title>Le carrozze del Quirinale di nuovo in mostra</title>
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		<pubDate>Tue, 28 May 2013 15:46:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Giallombardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo alcuni mesi di chiusura riapre la collezione presidenziale con visite guidate che, condotte da due storici dell&#8217;arte dell&#8217;équipe interna, portano un sabato al mese cento visitatori tra i segreti delle scuderie di sua maestà. E per l&#8217;occasione sono state rispolverate e restaurate le più belle tra le livree del personale di scuderia, abiti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo alcuni mesi di chiusura riapre la collezione presidenziale con visite guidate che, condotte da due storici dell&#8217;arte dell&#8217;équipe interna, portano un sabato al mese cento visitatori tra i segreti delle scuderie di sua maestà. E per l&#8217;occasione sono state rispolverate e restaurate le più belle tra le livree del personale di scuderia, abiti di cocchieri, postiglioni, staffieri, battistrada, protagonisti del corteo sabaudo quando re e regina lasciavano la reggia in occasione di visite, matrimoni e quant&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Una panoramica delle bellezze che oggi sono conservate al Quirinale sono le carrozze. La collezione è una tra le più importanti d&#8217;Italia ed è composta da oltre cento esemplari che rappresentano quasi la totalità delle tipologie di carri prodotti nel tardo Settecento fino al primo Novecento queste magnifiche carrozze con i loro accessori e il loro corredo sicuramente il mondo ci invidierà.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Le Scuderie Sabaude sono situate all&#8217;interno del complesso del Quirinale in uno spazio periferico situato lungo il confine nord-est del recinto fortificato degradante verso la fontana di Trevi, nel grande Fabbricato edificato dall&#8217;arch. Antonio Cipolla nel 1874 oggi detta &#8220;Fabbricato Cipolla&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Le scuderie ultimate nel 1875 appunto dall&#8217;arch. Antonio Cipolla, ospitano oggi le più pregiate carrozze nonché l&#8217;antica collezione delle livree appartenenti alla corte sabauda.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La costruzione è abbastanza vasta da poter contenere le scuderie, una pagliara, gallerie per i finimenti ed il vestiario, una rotonda da utilizzare come maneggio, centoventisei stanze per il personale, rimesse per le carrozze. Oggi questo fabbricato ospita ancora l&#8217;antica Galleria dei Finimenti e delle Livree, un Gabinetto Storico con i corredi di scuderia più preziosi, e l&#8217;ufficio del Grande Scudiere cioè il funzionario regio che si occupava di questo importante settore della vita di corte, le carrozze.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Sono esposte berline storiche di gran gala e carrozze associate ad eventi che hanno marcato la storia d&#8217;Italia.</p>
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<p style="text-align: justify;">Le carrozze in uso alla corte furono in massima parte realizzate alla fine dell&#8217;Ottocento da ditte specializzate. Nella sala rotonda si conservano quattro gioielli unici. Si tratta delle prestigiose berline di gran gala che provengono da Torino. L&#8217;esemplare più antico è il Berlingotto Reale del 1789 con la cassa decorata ad opera di Vittorio Rapous con pitture allegoriche rappresentanti le virtù. Opera unica e bella da qualsiasi parte la si osservi. Questo raffinato ed unico coupè fu commissionato in occasione delle nozze del duca di Aosta Vittorio Emanuele con Maria Teresa d&#8217;Asburgo Este; è ricco di sculture anche su tutti i montanti che ne esaltano la bellezza.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La Berlina detta &#8220;Degli Sposi&#8221; o &#8220;Di Maria Teresa&#8221; realizzata nel 1817 per le nozze di Carlo Alberto principe di Carignano con Maria Teresa d&#8217;Asburgo Lorena fu decorata dal pittore di corte Giovanni Vacca: ghirlande di fiori ripropongono alcuni motivi che si possono riscontrare nelle pitture degli interni dei palazzi reali di Torino; mentre l&#8217;interno è riccamente abbellito di sete, cordoni, stole, rasi e velluto. La berlina &#8220;degli Sposi&#8221; sarà usata più tardi sia di Vittorio Emanuele II e da Umberto I; e poi, la berlina detta &#8220;Il Telemaco&#8221;, una berlina a quattro posti e otto finestrini con cristalli in telai in velluto cremisi e, figure femminili con contorni di ghirlande di fiori.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ciò che rende questa berlina unica e straordinaria è la preziosa pittura di Giovanni Vacca a raffigurare il viaggio di Telemaco e del suo fedele amico Mentore, alla ricerca del padre Ulisse.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Egiziana, costruita per il carnevale del 1819 su ordine di Felice di Savoia, duca del Genovese, e offerta a sua moglie Maria Cristina di Borbone. I progettisti ricorrendo al mondo delle divinità antiche ed alla mitologia progettano e realizzano un insieme che ha per tema il tempio della dea Iside.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La carrozza in stile egiziano che intende rappresentare il mondo delle divinità antiche ed alla mitologia, col passare del tempo la carrozza cambia destinazione: furono tinteggiati in nero gli originari fondi color avorio e la vettura venne utilizzata per i solenni trasporti funebri e viene utilizzata per gli avvenimenti funebri dei reali. Due sono le documentazioni storiche del suo utilizzo, nel 1849 per il trasporto del feretro di Carlo Alberto e nel 1900 per il funerale di Re Umberto I di Savoia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La mostra delle carrozze è permanente con ingresso da via Dataria.</p>
<p style="text-align: justify;">Gruppi da 25 persone che dovranno essere presenti all&#8217;ingresso prima dell&#8217;inizio della visita con un documento di riconoscimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Le date in cui è possibile richiedere l&#8217;accesso al Museo per il 2013 sono le seguenti: 25 Maggio &#8211; 22 giugno &#8211; 28 settembre &#8211; 26 ottobre &#8211; 30 novembre &#8211; 14 dicembre.</p>
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