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	<title>SiciliaInformazioni</title>
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	<description>Quotidiano Sicilia</description>
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		<title>Sbarco nell’Okinawa grillina  Sonia Alfano in prima linea</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 16:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Giallombardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sonia Alfano, Antonio Ingroia e Antonio Venturino. Poi c’è Pippo Civati, il pontiere Pd della prima ora. E’ la truppa d’assalto che dovrebbe “sbarcare” a Okinawa, l’isola grillina degli inquieti, delusi, incazzati, accreditata di una ventina di unità a Montecitorio e dodici anime perse a Palazzo Madama. Il leader maximo conta sui talebani in servizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Sonia Alfano, Antonio Ingroia e Antonio Venturino.</strong> Poi c’è Pippo Civati, il pontiere Pd della prima ora. E’ la truppa d’assalto che dovrebbe “sbarcare” a Okinawa, l’isola grillina degli inquieti, delusi, incazzati, accreditata di una ventina di unità a Montecitorio e dodici anime perse a Palazzo Madama. Il leader maximo conta sui talebani in servizio permanente effettivo; sa e tace, vigila, qualche volta allarga le braccia con gli intimi. Può solo brandire l’arma dello scontrino fasullo, dei rimborsi non restituiti, della gogna e del tradimento (“Pezzi di merda”), ma si rende conto che non si può andare contro le leggi della fisica: la forza centrifuga fa sbandare anche i congegni più attrezzati, non bastano gli insulti e il dileggio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Annalisa Cuzzocrea, che firma un articolo su Repubblica</strong>, sbatte Sonia Alfano in prima linea. La presidente della Commissione antimafia del Parlamento europeo rivela di avere dedicato tempo e passione all’aggancio del dissenso grillino, alla ricerca di quell’isola che non c’è, che popola i sogni del centrosinistra e procura incubi nel centrodestra e nei vertici del Movimento 5 Stelle.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da più di un mese i contatti fra Sonia Alfano e i contras</strong> avrebbero ricevuto una improvvisa accelerazione tanto da fare bene sperare: “L’idea è quella di fare un gruppo e staccarsi, a partire dai temi della legalità, ma non solo”, confida l’europarlamentare siciliana ad Annalisa Cuzzocrea. “Ho un canale permanente aperto con loro”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La notizia è che martedì scorso c’è stata una riunione “carbonara” in una località ignota.</strong> Cena di lavoro e di lotta nell’abitazione di un parlamentare M5S, alla quale avrebbero partecipato sette deputati e due senatori, tra i quali una donna. Sonia Alfano conferma. “Molte delle persone che erano alla cena le ho sentite, &#8211; rivela a Repubblica &#8211; sto andando avanti e a breve accadrà qualcosa”. Poi, però, mette le mani avanti. Non aspettatevi scilipotate, insomma. “Concretizzeremo questo impegno che non vuole essere concorrenziale, ma mettersi a disposizione del paese”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pur con tutte le buone intenzioni, concorrenziale lo rimarrebbe comunque</strong>. Se Grillo perde i contras, gli equilibri parlamentari potrebbero perfino modificarsi e la sua strategia – niente accordi con nessuno e ritorno alle urne prima possibile – essere sospesa sine die.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Civati segue da vicino l’evolversi dell’operazione, mentre Antonio Ingroia</strong> fa la sua parte, senza scoprirsi. È stato un pontiere della prima ora, alla vigilia delle elezioni di febbraio, prendendosi la porta in faccia più volte. Non è la sindrome di Stoccolma, perché i grillini non gli hanno messo le manette, ma che sia rimasto dentro il meccanismo, il fascino della protesta senza se e senza ma, lo attira in modo irresistibile. Ingroia vive in una nebulosa per il momento, “viaggiando” fra Rosario Crocetta e il dissenso grillino, che non è come stare fra Scilla e Cariddi, tutt’altro. Si resta nella terra di mezzo del centrosinistra “in fieri”, appesantito da sconfitte e delusioni. I due “rivoluzionari” – Ingroia e Crocetta – hanno in comune molte opzioni, tante quante sono le ragioni di divergenza. Ma l’idea di fare ragionare i cittadini del Movimento 5 Stelle li fa stare a contatto di gomito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Antonio Venturino, vice presidente dell’Ars</strong>, dopo l’uscita dal Movimento, si muove all’interno di questa area con cautela ma anche con decisione. Insegue gli stessi obiettivi di Sonia Alfano e di Pippo Civati e rivendica una primogenitura su questo percorso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per tutti si tratta di organizzare uno spin-off duro e puro</strong>, comprensibile e abitato da buoni propositi. Le armi di Grillo sarebbero così spuntate e prevarrebbe la responsabilità piuttosto che il camaleontismo. È una strategia che ha bisogno dei suoi tempi e che potrebbe maturare in tempi sufficientemente brevi, ma non brevissimi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sonia Alfano è, però, l’ariete. Il punto di forza</strong>, e per il ruolo e la collocazione politica (viene dalle fila Idv) e perché pratica l’antimafia da sempre. Ma potrebbe diventare anche il tallone d’Achille. C’è chi ricorda, per esempio, la sua improvvisa exit strategy durante le amministrative di Palermo. Aveva abbandonato Antonio Di Pietro, impegnato a Palermo a favore di Leoluca Orlando, per sostenere Fabrizio Ferrandelli, candidato sindaco ed oggi deputato regionale Pd. Poi, di punta in bianco, sparì. La cercarono invano. E quando la ritrovarono si congratularono con lei, era stata appena scelta come presidente della Commissione europea antimafia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’ariete sfonda porte blindate.</strong> Può fare la differenza nella ricerca dell’alternativa all’impasse grillino. Se la missione ha successo non la tiene più nessuno.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Ilva, si dimette tutto il Cda  &#8220;La situazione è molto grave&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 15:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Giallombardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il consiglio d&#8217;amministrazione dell&#8217;Ilva si è dimesso. Lo ha reso noto la stessa azienda, dopo una riunione di circa tre ore a Milano, precisando che le dimissioni avranno effetto dalla data dell&#8217;assemblea dei soci che il consiglio ha convocato per il &#8220;giorno 5 giugno alle ore 9&#8243;. &#8221;Vista la gravità della situazione &#8211; si legge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il consiglio d&#8217;amministrazione dell&#8217;Ilva si è dimesso. Lo ha reso noto la stessa azienda, dopo una riunione di circa tre ore a Milano, precisando che le dimissioni avranno effetto dalla data dell&#8217;assemblea dei soci che il consiglio ha convocato per il &#8220;giorno 5 giugno alle ore 9&#8243;. &#8221;Vista la gravità della situazione &#8211; si legge in una nota &#8211; e incidendo il provvedimento di sequestro anche sulla partecipazione di controllo di Ilva, detenuta da Riva Fire, i Consiglieri Bruno Ferrante, Enrico Bondi e Giuseppe De Iure hanno presentato le dimissioni dalle rispettive cariche con effetto dalla data dell&#8217;Assemblea dei Soci, che il Consiglio ha convocato per il giorno 5 giugno ore 9, ponendo all&#8217;ordine del giorno la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L&#8217;azienda ha annunciato che impugnerà il sequestro. &#8220;Il consiglio di amministrazione di Ilva ha esaminato oggi il provvedimento del gip di Taranto del 22 maggio corrente e ha dato mandato ai propri legali di impugnarlo nelle sedi competenti&#8221;. &#8220;L&#8217;ordinanza dell&#8217;autorità giudiziaria colpisce i beni di pertinenza di Riva Fire e in via residuale gli immobili di Ilva che non siano strettamente indispensabili all&#8217;esercizio dell&#8217;attività produttiva nello stabilimento di Taranto &#8211; prosegue l&#8217;azienda -. Per tali motivi il provvedimento ha effetti oggettivamente negativi per Ilva, i cui beni sono tutti strettamente indispensabili all&#8217;attività industriale e per questo tutelati dalla legge n.231 del 2012, dichiarata legittima dalla Corte Costituzionale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Dai sindacati arriva l&#8217;appello al governo perché si assuma la gestione del sito di Taranto. &#8221;E&#8217; giunta l&#8217;ora che il governo si assuma direttamente la responsabilità della gestione dello stabilimento Ilva di Taranto e di tutti gli altri siti del gruppo siderurgico&#8221; dice Rocco Palombella, segretario generale della Uilm.</p>
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		<title>Telefonate minatorie alla Lazio  prima del derby: &#8221;Dovete perdere&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 15:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Giallombardo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni giocatori della Lazio hanno ricevuto telefonate minatorie prima della finale di Coppa Italia in programma domani all&#8217;Olimpico contro la Roma. Ai giocatori, come ha denunciato il club biancoceleste, è stato intimato di perdere il match. Intanto, l&#8217;allenatore della Lazio Vladimir Petkovic si è detto pronto alla sfida di domani all&#8217;Olimpico contro la Roma. &#8220;La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Alcuni giocatori della Lazio hanno ricevuto telefonate minatorie prima della finale di Coppa Italia in programma domani all&#8217;Olimpico contro la Roma. Ai giocatori, come ha denunciato il club biancoceleste, è stato intimato di perdere il match.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Intanto, l&#8217;allenatore della Lazio Vladimir Petkovic si è detto pronto alla sfida di domani all&#8217;Olimpico contro la Roma. &#8220;La finale di Coppa Italia è una opportunità di entrare nella storia e vincere un trofeo chiudendo la stagione in modo positivo. Vale tantissimo ma è importante non pensare a tutto questo, i ragazzi devono entrare in campo facendo una buona prestazione e dando il massimo, se lo faremo possiamo anche raggiungere l&#8217;obiettivo&#8221;.</p>
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		<title>Puglisi, Borsellino, Falcone sacerdoti della verità</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 10:49:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(essepi) Don Pino Puglisi ha restituito dignità a tanti ragazzi, ma ha soprattutto restituito dignità alla Chiesa. Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, hanno restituito dignità a tanti siciliani, ma soprattutto alla Giustizia e allo Stato. La Chiesa aveva peccati di cui farsi perdonare. Peccati di omissione e di indulgenza. Se i mafiosi hanno stipulato i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">(essepi) Don Pino Puglisi ha restituito dignità a tanti ragazzi, ma <strong>ha soprattutto restituito dignità alla Chiesa.</strong> <strong>Paolo Borsellino e Giovanni Falcone,</strong> hanno restituito dignità a tanti siciliani, ma soprattutto alla Giustizia e allo Stato. La Chiesa aveva peccati di cui farsi perdonare. Peccati di omissione e di indulgenza. Se i mafiosi hanno stipulato i patti di sangue con un santino,  fanno donazioni alle parrocchie, hanno ammazzato cristiani e si sono battuti il petto, un motivo ci sarà stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Se le assoluzioni per insufficienza di prove hanno lasciato per decenni in libertà criminali sanguinari e capimafia riconosciuti e riconoscibili, se le condanne non sono arrivate fino in fondo, usufruendo di aggiustamenti durante i vari gradi di giudizio, un motivo ci sarà stato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pino Puglisi ha fatto il miracolo, regalando la sua vita alla Chiesa.</strong> E riceve a Palermo un sacrosanto riconoscimento. Chi vorrà pregarlo, potrà rivolgersi a lui con confidenza e speranza: la beatificazione non modifica nulla nel cuore di coloro che l’hanno conosciuto, ma regala agli altri e per sempre, una nuova devozione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Paolo Borsellino e  Giovanni Falcone</strong> sono “sacerdoti” laici dello Stato e della Giustizia, le due pietre angolari della convivenza civile. La loro vita “normale” è stata straordinaria. <strong>Hanno compiuto, anche loro, un miracolo.</strong> Chiunque entri in un’aula del tribunale, ora sa che ci sono anche magistrati con la tempra e il cuore di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“E’un atto rivoluzionario oggi far bene il proprio lavoro”, ha ricordato Roberto Saviano</strong> nell’aula bunker, fa davanti a ragazzi venuti a Palermo da ogni parte d’Italia. Ed il loro lavoro era la ricerca della verità. Non c’è niente di più importante, perché – come ha ricordato Peppino Di Lello: “Se non c’è verità, non c’è democrazia”.</p>
<p style="text-align: justify;">I due magistrati uccisi dalla mafia, e i tanti servitori dello Stato caduti nella guerra al crimine, hanno dato forza, valori, passione a chi ha il compito di cercare la verità. Sergio Lari, il magistrato che indaga sulle stragi, ha promesso, a se stesso e agli altri, che non si stancherà mai di cercare i criminali che quel 4 marzo 1993 – in un summit di mafia &#8211; decisero di colpire lo Stato, uccidendo i suoi uomini migliori.</p>
<p style="text-align: justify;">Tanti parroci e uomini di chiesa, grazie a don Pino Puglisi, cercheranno la <em>verità </em>nel cuore di coloro che si rivolgeranno a loro per sapere, capire, ritrovarsi, dare dignità e senso alla vita ricevuta in dono.</p>
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		<title>Don Pino Puglisi proclamato Beato  Romeo: &#8220;Mafiosi, convertitevi&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 10:49:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cardinale Salvatore De Giorgi, delegato del Santo Padre Francesco, ha letto la lettera in latino con cui il Papa ha proclamato beato don Pino Puglisi. Folla di fedeli, oggi, a Palermo, per la celebrazione che si è svolta al Foro Italico. Don Pino Puglisi potrà essere festeggiato il 21 ottobre di ogni anno. Di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il cardinale Salvatore De Giorgi, delegato del Santo Padre Francesco, ha letto la lettera in latino con cui <strong>il Papa ha proclamato beato don Pino Puglisi.</strong> Folla di fedeli, oggi, a Palermo, per la celebrazione che si è svolta al <strong>Foro Italico</strong>. Don Pino Puglisi potrà essere festeggiato il <strong>21 ottobre</strong> di ogni anno. Di seguito, il riepilogo della nostra diretta:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>12.18 -</strong> &#8220;Un padre discreto, nell&#8217;accompagnamento e nell&#8217;ascolto generoso: ironizzava spesso sulle sue grandi orecchie. Un padre che provocava all&#8217;amore: amava definirsi un rompiscatole. Soprattutto un padre sempre in sapiente attesa dei tempi della fede di ciascuno&#8221;. Lo ha detto il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, nell&#8217;omelia in occasione del rito di beatificazione di don Pino Puglisi. &#8220;Servo, pastore, padre &#8211; ha aggiunto &#8211; soprattutto nei confronti dei piccoli, suoi veri prediletti, dei poveri. apadre ferito per la poverta&#8217; di tanti figli lontani da Dio&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>12.11 -</strong> Il 21 ottobre di ogni anno potra&#8217; essere festeggiato don Pino Puglisi. E&#8217; quanto e&#8217; stato annunciato durante il rito di beatificazione del parroco antimafia ucciso da Cosa nostra il 15 settembre del 1993.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>12.01 -</strong> &#8220;La mafia, tanto devota a parole, uccise don Pino. Oggi rendiamo grazie al Signore &#8211; ha detto Paolo Romeo &#8211; perche&#8217; il suo martirio conferma la verita&#8217; della parola di Dio, secondo cui se uno dice di amare Dio e odia il suo fratello, e&#8217; un bugiardo. La verita&#8217; e&#8217; che i mafiosi, che spesso pure si dicono e si mostrano credenti, muovono meccanismi di sopraffazione e ingiustizia, di rancore e di odio, di violenza e di morte&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>11.43 -</strong> Il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, rivolge parole di condanna nei confronti dei &#8220;mafiosi, rifiutano &#8211; ha detto &#8211; il Dio della vita e dell&#8217;amore, per loro riecheggi il forte grido di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi: &#8216;Nel nome di Cristo, lo dico ai responsabili, convertitevi. Un giorno verra&#8217; il giudizio di Dio&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>11.34 -</strong> Il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, nel corso della sua omelia subito dopo la beatificazione di Don Pino Puglisi, parlando al mare di fedeli nella distesa del foto Italico, ha ricordato i giudici Rosario Livatino, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: &#8220;Si sono impegnati &#8211; ha detto &#8211; a ridare dignita&#8217; alla nostra isola, alle nostre citta&#8217;&#8221;. Le sue parole sono state accompagnate da un lungo applauso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>11.23</strong> &#8211; &#8220;Con la nostra autorita&#8217; apostolica, concediamo che il venerabile Servo di Dio Giuseppe Puglisi, presbitero diocesano, martire, pastore secondo il cuore di Cristo, insigne testimone del suo regno di giustizia e pace, seminatore evangelico di perdono e riconciliazione, sia d&#8217;ora in poi chiamato Beato e che si possa celebrare la sua festa ogni anno il 21 ottobre, nei luoghi e nei modi stabiliti dal diritto&#8221;. E&#8217; questo un passaggio del contenuto della lettera apostolica letta dal cardinale Salvatore De Giorgi, delegato del Santo Padre Francesco, al rito di beatificazione di don Pino Puglisi al foro Italico di Palermo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>11.12 -</strong> Dopo la proclamazione dal palco è stato rimosso il lenzuolo bianco che ha scoperto una grande immagine del Beato Pino Puglisi. Poi, si sono levate in volo decine di colombe bianche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>10.58 -</strong> Il cardinale Salvatore De Giorgi, delegato del Santo Padre Francesco, ha letto la lettera in latino con cui il Papa ha proclamato beato don Pino Puglisi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>10.57</strong> &#8211; &#8220;Quel giorno dell&#8217;omicidio Palermo pianse, oggi e&#8217; nella gioia perche&#8217; da quel sangue e&#8217; nato un popolo nuovo&#8221;. Lo ha detto il postulatore della causa di beatificazione, monsignore Vincenzo Bertolone, che ha raccontato la storia di don Pino Puglisi e le motivazioni del decreto di beatificazione per il martirio &#8220;in odium fidei&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>10.49 -</strong> &#8220;Quel giorno dell&#8217;omicidio Palermo pianse, oggi e&#8217; nella gioia perche&#8217; da quel sangue e&#8217; nato un popolo nuovo&#8221;. Lo ha detto il postulatore della causa di beatificazione, monsignore Vincenzo Bertolone, che ha raccontato la storia di don Pino Puglisi e le motivazioni del decreto di beatificazione per il martirio &#8220;in odium fidei&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>10.39 -</strong> Sono entrate nel vivo le celebrazioni per la beatificazione di padre Pino Puglisi, che oggi sara&#8217; canonicamente venerato come primo martire della mafia della Chiesa palermitana. La cerimonia religiosa si sta tenendo al Foro Italico di Palermo, gremito di gente e fedeli. Il cardinale Paolo Romeo si e&#8217; avvicinato al cardinale Salvatore De Giorni, delegato del Santo Padre Francesco, per chiedere che si proceda alla beatificazione. &#8220;L&#8217;arcivescovo di Palermo &#8211; dice Romeo &#8211; ha chiesto al sommo pontefice di volere iscrivere nel numero di beati il servo di Dio Giuseppe Puglisi, sacerdote di questa diocesi e martire della fede&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/44333/il-giorno-della-gioia-ma-anche-del-dolore"><strong>&#8211; LEGGI LE ALTRE DICHIARAZIONI</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>&#8211; IL PROGRAMMA</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Al via la cerimonia per la beatificazione di padre Pino Puglisi</strong>. Al Foro Italico di Palermo il palco e&#8217; pronto come pure tutte le altre zone dove sono ospitati gli 80.000 ed i 100.000 fedeli provenienti da ogni parte d&#8217;Italia con pullman e altri mezzi di trasporto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il martirio di Padre Puglisi richiama l&#8217;educazione delle coscienze</strong> &#8211; afferma il cardinale Polo Romeo &#8211; e la Chiesa deve essere in prima linea. Qui si capisce la grandezza del martirio di don Puglisi, che e&#8217; stato ucciso perche&#8217; era un prete che formava le coscienze, costruiva la comunita&#8217; parrocchiale e aiutava le persone a uscire dai meccanismi che le rendono schiavi. Questo evidentemente dava fastidio. Percio&#8217; penso che la sua beatificazione ci aiutera&#8217; a prendere coscienza del vero cambiamento da attuare. La gente pensa infatti che devono cambiare gli altri. E invece don Puglisi ci dice che ognuno di noi ha qualcosa da cambiare nel proprio cuore, nel proprio pensare, nel proprio agire. Solo cosi&#8217; la civilta&#8217; dell&#8217;amore potra&#8217; affermarsi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La celebrazione Eucaristica a cui prenderanno parte 40 Vescovi, 750 presbiteri e 70 diaconi,</strong> sara&#8217; presieduta dal cardinale<strong> Paolo Romeo,</strong> mentre il rito di beatificazione sara&#8217; presieduto dal cardinale <strong>Salvatore De Giorgi</strong>, delegato del Santo Padre Francesco.</p>
<p style="text-align: justify;">Allo svelamento della foto di padre Puglisi si cantera&#8217; il &#8220;Te Deum&#8221;, quindi l&#8217;Arcivescovo Emerito di Palermo, leggera&#8217; la lettera apostolica e incensera&#8217; le reliquie di Padre Puglisi, (un frammento di costola prelevato in occasione dell?estumulazione della salma dal cimitero dei Sant&#8217;Orsola). La liturgia sara&#8217; animata da un Coro &#8211; guida di circa 250 cantori, costituito dal Coro &#8220;Sancte Joseph&#8221; e il &#8220;Sant&#8217;Ignazio di Loyola&#8221; di Bagheria e un Coro &#8211; Assemblea di 750 elementi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La direzione dei gruppi corali e dell&#8217;ensemble di ottoni,</strong> coinvolto per l&#8217;occasione, sara&#8217; affidata al Maestro di Cappella della Chiesa Cattedrale di Palermo e Docente del Conservatorio &#8220;V. Bellini&#8221; di Palermo Mauro Visconti. I canti dell&#8217;ordinario sono gli stessi composti dallo stesso Mauro Visconti in occasione della venuta del Papa Benedetto XVI a Palermo il 3 ottobre 2010. I canti del proprio sono stati composti per l&#8217;occasione dai maestri Mauro Visconti e Vincenzo Tarantino. All&#8217;offertorio i doni saranno condotti all&#8217;altare dai due fratelli di padre Puglisi Gaetano e Francesco oltre che da altre persone che sono state vicine al Beato.</p>
<p style="text-align: justify;">A distribuire la Comunione ai fedeli 300 ministri straordinari. Al termine sara&#8217; cantato l&#8217;Inno ufficiale della Celebrazione della Beatificazione di don Giuseppe Puglisi il cui testo e&#8217; stato composto da mons. Giuseppe Liberto, direttore emerito della Cappella Pontificia Sistina, su un testo preparato da mons. Crispino Valenziano. Tra le Autorita&#8217; presenti alla celebrazione: Piero Grasso, presidente del Senato, Angelino Alfano, vice premier (vice primo ministro) e Ministro dell&#8217;Interno, Annamaria Cancellieri, Ministro della Giustizia, Sergio Mattarella, Giudice Costituzionale, Alessandro Marangoni, Capo della Polizia f.f., Rosario Crocetta Presidente della Regione Siciliana, Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo, il Sindaco di Godrano fra i tanti dei Comuni della Diocesi, On. Giuseppe Lumia, gia&#8217; Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Giampiero D?Alia, Ministro per la Pubblica Amministrazione e semplificazione, Simona Vicari, Sottosegretario allo Sviluppo Economico. L?evento si avvarra&#8217; di un grande spiegamento mediatico. Sara&#8217; infatti trasmessa in diretta da Rai 1 e da altre emittenti locali, oltre che in streaming dal sito dell?Arcidiocesi di Palermo e dalla radio diocesana &#8220;In blu&#8221;, mentre in serata, sempre Rai 1 <strong>trasmettera&#8217; uno speciale su Padre Puglisi da piazza Anita Garibaldi,</strong> condotto da Massimo Giletti. Nella giornata di domenica anche la trasmissione &#8220;A sua immagine&#8221; sara&#8217; dedicata all&#8217;evento.</p>
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		<title>Perugia, uomo ucciso  a colpi di bastone nella sua ditta</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 10:48:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[Il titolare di un&#8217;azienda agricola, 51 anni, residente a Marsciano (Perugia) è stato ucciso questa mattina all&#8217;alba a colpi di bastone. L&#8217;omicidio è avvenuto all&#8217;interno del capannone dell&#8217;azienda agricola della vittima Roberto Burnelli. Caccia aperta da parte dei carbinieri di Todi e Perugia, anche con l&#8217;impiego di un elicottero, all&#8217;assassino, ben noto alle forze dell&#8217;ordine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolare di un&#8217;azienda agricola, 51 anni, residente a Marsciano (Perugia) è stato ucciso questa mattina all&#8217;alba a colpi di bastone. L&#8217;omicidio è avvenuto all&#8217;interno del capannone dell&#8217;azienda agricola della vittima Roberto Burnelli. Caccia aperta da parte dei carbinieri di Todi e Perugia, anche con l&#8217;impiego di un elicottero, all&#8217;assassino, ben noto alle forze dell&#8217;ordine e alla vittima.</p>
<p>Vittima e aggressore, entrambi originari del posto, infatti, si conoscevano. L&#8217;omicidio, avvenuto intorno alle sei, avrebbe un movente passionale. Fuori dal capannone della tragedia ci sono molti amici e vicini di casa che parlano di &#8220;tragedia annunciata&#8221; </p>
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