Un quartiere devastato da bombe incendiarie al napalm, una tragedia immane. Quando anche il treno tradisce, che cosa resta?

di Salvatore Parlagreco
30 giugno 2009 11:17
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Quindici morti, uomini donne bambini sotto le macerie. Dispersi. Cinquanta feriti, alcuni agonizzanti. Mezza città a ferro e fuoco come se avesse subito un bombardamento al napalm per la fuoruscita di Gpl da uno dei serbatoi trasportati da una locomotiva che attraversava la stazione di Viareggio.

Solo per miracolo non sono esplosi altri undici contenitori. Che cosa sarebbe accaduto?

Sarebbe spazzata via una città, sarebbe stata un’ecatombe.

Quando pensi ad un treno che corre su una rotaia, lo senti amico. Ti suscita immagini serene. Non ti può tradire, non può farti del male. Ti porta da un posto all’altro come se ti tenesse per mano, ti permette di viaggiare insieme a uomini e donne come te, con le quali parli, fai amicizia, scambi ricordi ed esperienze. Un viaggio in treno riempie la tua vita.

Anche quando hai notizia di un incidente ferroviario resti fedele al treno, cerchi istintivamente una responsabilità esterna al mezzo, qualcosa che ha provocato il disastro e che non fa parte delle ferrovie. A pensare male del treno ti senti in colpa perché, anche se ci hai viaggiato una sola volta, è bastato per sentirlo dalla tua parte.

Il treno non è per uno solo, è per tutti. Pretende la comunità, respinge la solitudine. Ti fa essere uomo fra gli uomini. Non può farti del male.

Ti fa stare con “i piedi a terra” mentre voli sui binari a duecento all’ora. Ti porta ogni giorno sul posto di lavoro, facendoti correre meno pericoli di una infida strada, teatro di incidenti terribili. Ogni giorno morti e feriti, sangue e dolore, sventure e disperazione. E incoscienza, imprudenza, malandrinerie.

L’aereo è più comodo, più confortevole, ti porta lontano, ti fa stare sulle nuvole rimanendo con la testa sulle spalle, ti fa osservare il mondo dall’alto, ma non ti fa stare con i piedi a terra. Non sei tu a volare, è “lui”. Sei totalmente nelle sue mani, non puoi farci proprio niente qualunque cosa accada. Ti regala impotenza, frustrazione e paura anche per una folata di vento. Turbolenza, si affrettano a riferirti per rassicurare, ma tu che ne sai? Sei rimasto con il cuore in gola e non hai la più pallida idea di che cosa stia accadendo mentre stai dentro quella casa volante di latta.

No, l’aereo non può mai essere tuo amico.

Il treno sì, sempre.

Poi, però, un carrello esce fuori dai binari e tutto intorno diventa una palla di fuoco, l’inferno sulla terra.

Le fiamme rubano la vita a uomini donne e bambini che riposano nelle loro case, ignare di stare vivendo l’ultimo istante della loro vita credendo di trovarsi nel luogo più sicuro al mondo. E’ stato il treno ad uccidere? Il treno amico, compagno di viaggio?

No, non è possibile. È stato un suo vagone, un serbatoio che trasporta Gpl. Un vagone “straniero”, un carrello affaticato, costruito da “altri”, autorizzato ad entrare senza documenti in casa nostra. Dentro la città è passato quel carrello e quel vagone. Perché?

Le stazioni sono nate prima delle città, spiegano. Impensabile portarle lontano.

E quelle bombe al napalm trasportate da una locomotiva incolpevole devono entrare dentro le città, sostare, stare accanto a case, scuole, piazze piene di gente?

Per rispondere a queste domande, ci dicono, c’è tempo. Per ora bisogna ridare speranza alla gente, curare i feriti, strappare alla morte i più gravi, mettere in sicurezza la stazione, svuotare i serbatoi che non sono esplosi e non hanno seminato altre morti e feriti e devastazioni. E’ il momento di rimboccarsi le maniche, il momento del dolore.

C’è tempo per scoprire colpe e colpevoli e rifare i protocolli di sicurezza.

Certo, c’è tempo.

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Anonimo 01 luglio 2009   15:11
L'utente ha risposto al commento anonimo del 01 luglio 2009. Visualizza »

Ma che c'entra il Napalm?

Quanto è brutto questo articolo, lo pensavo da molto ormai ma mi avete convinto a cancellarmi dalla Vs newsletter!!!!

Continuiamo ad alimentare il panico, almeno questo articolo rivela palesemente l'intenzione e la falsità nel dover fare notizia e nell'emergere a tutti i costi.

Chi ha detto che il treno è il luogo più sicuro del mondo, qualsiasi cosa che si fa comporta un rischio del quale bisogna essere consapevoli; il treno amico che uccide, ma per favore.

E' sempre più facile dare la colpa sempre a "qualcun altro" per tutto ciò che turba la nostra tranquillità, piuttosto che cercare di capire più a fondo il problema per risolverlo, ho sentito gente pronta ad elargire colpe anche per il terremoto.

Ma poi che c'entra portare le stazioni fuori dalle città, ipotesi fuori da ogni razionalità, anche perchè il cedimento poteva esserci indifferentemente fuori e dentro la stazione.

Per il genio sotto che, molto probabilmente non ha passato per l'ennesima volta  l'esame per l'albo, i vagoni erano omologati e di propietà di un azienda tedesca.

 

 

 

non sono un genio, infatti non sono un ingegnere e mi sento orgoglioso di non esserlo. Sei sicuro che il treno/il trasporto erano a norma? dimostralo con riferimenti certi, se puoi.

 

parlagreco 01 luglio 2009   10:06
L'utente ha risposto al commento anonimo del 01 luglio 2009. Visualizza »

Ma che c'entra il Napalm?

Quanto è brutto questo articolo, lo pensavo da molto ormai ma mi avete convinto a cancellarmi dalla Vs newsletter!!!!

Continuiamo ad alimentare il panico, almeno questo articolo rivela palesemente l'intenzione e la falsità nel dover fare notizia e nell'emergere a tutti i costi.

Chi ha detto che il treno è il luogo più sicuro del mondo, qualsiasi cosa che si fa comporta un rischio del quale bisogna essere consapevoli; il treno amico che uccide, ma per favore.

E' sempre più facile dare la colpa sempre a "qualcun altro" per tutto ciò che turba la nostra tranquillità, piuttosto che cercare di capire più a fondo il problema per risolverlo, ho sentito gente pronta ad elargire colpe anche per il terremoto.

Ma poi che c'entra portare le stazioni fuori dalle città, ipotesi fuori da ogni razionalità, anche perchè il cedimento poteva esserci indifferentemente fuori e dentro la stazione.

Per il genio sotto che, molto probabilmente non ha passato per l'ennesima volta  l'esame per l'albo, i vagoni erano omologati e di propietà di un azienda tedesca.

 

 

 

Gentile lettore, sappiamo bene che il napalm non c'entra niente così come il ciclone non c'entra niente quando si scrive nell'occhio del ciclone. Era un modo per rappresentare la gravità degli effetti del Gpl. Per il resto rispettiamo il suo giudizio sull'articolo e, naturalmente, anche il resto. Ma abbiamo la sensazione, questo sì, che questo bisogno  di giudicarci a tinte fosche volesse esternarlo da tempo e non aspettasse che il momento giusto. Ma se l'è presa con l'autombulanza, perché l'articolo riflette sui mezzi di trasporto e fa del treno il mezzo più affidabile. Quando un incidente accade sulle rotaie ci si sente traditi. Non abbiamo distribuito ragioni e torti, colpe e premi ad alcuno. Non è che ha letto altro?

Anonimo 01 luglio 2009   09:13

Ma che c'entra il Napalm?

Quanto è brutto questo articolo, lo pensavo da molto ormai ma mi avete convinto a cancellarmi dalla Vs newsletter!!!!

Continuiamo ad alimentare il panico, almeno questo articolo rivela palesemente l'intenzione e la falsità nel dover fare notizia e nell'emergere a tutti i costi.

Chi ha detto che il treno è il luogo più sicuro del mondo, qualsiasi cosa che si fa comporta un rischio del quale bisogna essere consapevoli; il treno amico che uccide, ma per favore.

E' sempre più facile dare la colpa sempre a "qualcun altro" per tutto ciò che turba la nostra tranquillità, piuttosto che cercare di capire più a fondo il problema per risolverlo, ho sentito gente pronta ad elargire colpe anche per il terremoto.

Ma poi che c'entra portare le stazioni fuori dalle città, ipotesi fuori da ogni razionalità, anche perchè il cedimento poteva esserci indifferentemente fuori e dentro la stazione.

Per il genio sotto che, molto probabilmente non ha passato per l'ennesima volta  l'esame per l'albo, i vagoni erano omologati e di propietà di un azienda tedesca.

 

 

 

Anonimo 01 luglio 2009   08:20

Egregio dott. Parlagreco,

è chiaro che un'avvenimento del genere è estremamente scioccante e non discuto sulla drammaticità dei fatti.

Non  voglio nemmeno discutere sulle violazioni alle norme di sicurezza ( di cui sono esperto)che dovevano essere poste in atto al momento del noleggio della carro cisterna.

le segnalo solo per dovere di cronaca che si tratta di una esplosione di una nube di gas gpl evaporato a seguito della rottura della cisterna e probabilmente innescato dalle scintille prodotte dallo strofinamento del carrello deragliato sul binario, e non di napalm

il napalm , quello usato dagli americani in vietnam( tanto per capirci) è chimicamente una miscela di gelatina a base di petrolio addittivata con polvere di alluminio e non gpl.

Scusi la pignoleria , e tanti auguri per il Suo lavoro , tra l'altro molto gradito

Gufo grigio

Anonimo 01 luglio 2009   08:13

il problema secondo me non e' dell'oggetto treno, ma di chi li progetta e di chi coordina certi trasporti. Parlo di persone laureate in ingegneria, di solito, che si presume sappiano fare il loro mestiere perche' si presume che studiare 5 anni o 10 "prepari" poi "praticamente" alla vita e alla professione. Persone che aderendo ad una casta chiamata ordine, più forte di qualsiasi ordine di templari o confratelli medievali... pensano di essere inattaccabili da qualsiasi cosa e persona o legge e quindi... con estrema approssimazione, come e' in questo caso, autorizzano trasporti ad alto rischio facendogli attraversare i centri abitati. Non e' la prima volta che succede non sara' purtroppo l'ultima.

come risolvere? Semplice: come fanno all'estero, adottando procedure, simulando disastri e quindi prevenedo e SOPRATTUTTO esami biennali specifici per chi deve occuparsi di edilizia, infrastrutture, sicurezza pubblica.

Esami a "sorpresa" con preavviso di una o due ore... 100 quiz, senza l'aiuto di nessuno... Su 100 ingegneri sopravviverebbero solo quei 5 o 6 che veramente sono preparati, gli altri, figli di papa' o eredi di studi di papa'... potrebbero benissimo riciclarsi come coltivatori di pomodori, ma correndo il rischio che facciano danno anche in questa professione... direi... che al massimo li possono raccogliere i pomodori.

 

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