Il teorema di Ciancimino jr. La trattativa di Cosa nostra con lo Stato proseguì con Dell’Utri e la nascita di Forza Italia. Insorge il Pdl

08 febbraio 2010 18:01
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La presunta trattativa fra lo Stato e la mafia avrebbe avuto il suo epilogo nella nascita di Forza Italia. Alla vigilia delle elezioni, nel 93, i boss avrebbero ricevuto delle assicurazioni da parte di esponenti di questo partito. La lettera di Don Vito Ciancimino, posseduta dal figlio Massimo, non prova affatto questo legame, ma lascia pensare che ci sia stato un canale diretto fra l’entourage di Silvio Berlusconi e l’ex sindaco mafioso di Palermo, che si preoccupava delle minacce di Bernardo Provenzano rivolte al Premier. Il figlio maggiore dell’attuale presidente del Consiglio sarebbe stato in pericolo ed avrebbe potuto essere ucciso se Berlusconi non avesse “consegnato” un canale Tv ai rappresentanti dei boss. Business, dunque. Nient’altro che business.
 

Abbiamo dunque due piste convergenti, stando alle rivelazioni di Massimo Ciancimino, di Gaspare Spatuzza e altri (Leonardo Messina e Giovanni Brusca). Una conduce all’alleanza mafia-politica con la nascita del nuovo partito, l’altra al business proposto, con le minacce dai boss. Le due piste propongono le due “anime” dei corleonesi orfani di Totò Riina, i Graviano “emigrati” a Milano e Provenzano, nascosto nel suo covo di campagna in Sicilia. Entrambi, tuttavia, fanno supporre una trattativa con dotta con metodi diversi. Provenzano mirerebbe ad entrare in affari con il tycoon italiano, gli altri seguono obiettivi “istituzionali”, l’alleanza con i rappresentanti del governo.


Non c’è a ben vedere una diversità d’interesse, perché viene marcata la stessa area politica ed imprenditoriale. Seguendo la logica di Massimo Ciancimino e gli altri collaboratori, si giunge ad una specie di joint venture, un legame politico e d’affari, costruito su due perni: l’ingresso nel network di Berlusconi, e il comparaggio politico-istituzionale. Questo sarebbe lo sbocco alla cosiddetta trattativa Stato-mafia, che – stando sempre a Massimo Ciancimino - sarebbe stata strappata a Don Vito per passare nelle mani di Marcello dell’Utri.


Tutto si tiene, dunque?


Nemmeno per idea. Questo è quello che vogliono fare intendere i collaboratori di giustizia, e soprattutto Massimo Ciancimino, dal quale sono arrivate le bordate più robuste. Il Pdl ed il governo hanno reagito come un sol uomo, da Bondi a Gasparri, Cicchitto, Ghedini ed allo stesso Ministro Guardasigilli, Angelino Alfano, il quale ha smentito con grande determinazione ogni collegamento fra Forza Italia, partito al quale aderì subito lasciando la DC, e Cosa nostra.

La strategia processuale dei PM sembra tuttavia piuttosto chiara. Essa si delinea attraverso il processo Mori e Dell’Utri, che lambiscono il ruolo del presidente del Consiglio.


Berlusconi non è indagato né imputato, ed i processi non lo riguardano, ma di fatto di lui si parla ed a lui ed al suo partito si vuole arrivare.

L’affondo di Ciancimino jr non lascia dubbi di sorta. Massimo è arrivato lontano, ha tagliato i ponti dietro. Sul suo capo pendono annunci di querele da parte di Dell’Utri e smentite da parte dell’avvocato di Berlusconi, Ghedini. E’ come se avesse scoperchiato una pentola bollente. C’è il rischio che qualcuno si faccia male, a cominciare dallo stesso Ciancimino jr, che deve documentare quanto ha riferito nelle udienze del processo Mori.


Le rivelazioni di questi giorni, comunque, si allacciano a quelle fatte alcuni anni or sono da due noti boss, come Brusca e Messina. “Cosa nostra voleva farsi Stato”, ha riferito a Luciano Violante Leonardo Messina in Commissione nazionale antimafia. “Avevamo messo in piedi Sicilia libera”, riferì Giovanni Brusca a proposito di un incarico che Cosa nostra diede ad un parlamentare regionale. Le due dichiarazioni dimostrerebbero la volontà da parte di Cosa nostra di uscire da un’alleanza, rivelatasi deludente, con i partiti della Prima Repubblica – al punto da decidere sanzioni contro i politici più influenti (Lima) – per prendere in mano direttamente le redini.


Come, con quali uomini?

Domande inevase, almeno finora.


Il teorema persuade, ma resta un teorema. Niente prova che le cose siano andate così. I collaboratori di giustizia con le loro rivelazioni costruiscono ipotesi investigative, null’altro. Hanno ragione pertanto Ghedini, Bondi e gli altri a reagire con grande foga alle parole di Ciancimino jr.

Irrituale, invece, l’intervento di Alfano, ma giusto perché si tratta del ministro della Giustizia; non spetterebbe certo a lui confutare le tesi di un teste riferite nel corso di un’udienza. Ma è una questione di stile. Il bisogno di smentire così gravi illazioni rende comprensibile la reazione. E c'è anche chi crede che Massimo Ciancimino stia costruendo un polverone per screditare i pentiti, come l'ex senatore Arlacchi. Dello stesso parere, più o meno, in una intervista rilasciata alle nostre testate, l'avvocato Alfredo Galasso, per il quale Ciancimino avrebbe messo troppa carne al fuoco e risulterebbe difficilmente credibile.

 

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Anonimo 10 febbraio 2010   10:35

Alle parole di Dell'utri bisogna credere?

 

"A me della politica non frega niente, io mi sono candidato per non finire in galera". E' quanto dichiara il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri, in una intervista al Fatto, riguardo alla sua condanna in primo grado a nove anni per mafia.
  Dell'Utri spiega che "due sono le opzioni: o mi sparo un colpo di pistola, o la prendo sul ridere. Di certo faro' un'interpellanza parlamentare per capire cosa c'e' dietro queste calunnie".
  "Io - prosegue il senatore - sono un politico per legittima difesa. A me della politica non frega niente. Mi difendo con la politica, sono costretto. Mi candidai alle elezioni del 1996 per proteggermi. Infatti, subito dopo, e' arrivato il mandato di arresto".
  E alla domanda se e' corretto usare la politica in questo modo, Dell'Utri risponde: "no, assolutamente. E' assurdo, brutto. Speriamo cambi tutto al piu' presto! Ma non c'era altro da fare"

Anonimo 09 febbraio 2010   23:06
L'utente ha risposto al commento anonimo del 09 febbraio 2010. Visualizza »

Guarda i risultati delle amministrazioni che sono seguite a partire da vasa vasa per capire che la mafia ha vinto

 

la mafia non a vinto e non vincerà mai nè prima durante e ne dopo  vasa vasa,  la mafia a bisogno di silenzio e questo ciancimino fà troppo polvere per loro non difende cosa nostra ma cosa sua .io sono ingnorante e forse ingenuo in questi giorni ho letto di tutto e di più lultima, la lettera che gli anno messo nel parabrezza della sua macchina(blindata )ma gli uomini che sono al governo che lui accusa anno bisogno di queste bassezze?  non credo.  i mafiosi che lui nomina sono in galera e anno tutto l'interesse a non parlare del passato non ci quadagnano niente anno tanti ergastoli sulle spalle quindi sono i nuovi mafiosi che anno paura di quello che lo stato sta portando avanti per combatterli e vogliono che non se nè parli la mafia non riuscirà mai destabilizzare lo stato come si legge in questi giorni lo stato a mezzi e uomini per sconfiggerla và più piano perchè non adopera i medoti barbari del terrore che anno loro ma arriva  la mafia non vincerà mai e solo questione di tempo ma vinceranno quelli che la combattono e quelli che sono morti per combatterla scusate buona sera

Anonimo 09 febbraio 2010   20:27
L'utente ha risposto al commento anonimo del 09 febbraio 2010. Visualizza »

vi rendete conto chè a questo ciancimino gli anno dato la scorta e possilbilmente lo pagano pure. quante persone sono morte chè lottavano contro la mafia  e contro il terrorismo   a cui avete rifiutato la scorta  io non ricordo i nomi che ho letto o ascoltato in televisione ma voi uomini governo sì. non si offendono le persone che sono state lasciate al loro destino dando la scorta a un villantatore che gira in ferrari alla faccia di tutti solo per salvare il patrimonio che suo padre a rubato.  in un intervista rilasciata da ciancimino padre, di tanti anni fà rispondento con fare spavaldo al giornalista che gli aveva chiesto se aveva paura che gli sequestrassero tutto, la risposta e stata (se non ricordo male )devono essere bravi a trovarlo.  se dice la verità giri senza scorta di chi a paura una persona così limpida degno del cognome che porta. perche deve mettere a rischio la vita di 4 5 persone servitori dello stato con 1500euro al mese  con i milioni che a si paghi una scorta privata  e si vergogni di servirsi di padri di famiglia per un suo scopo criminale  scusate e buonasera

Guarda i risultati delle amministrazioni che sono seguite a partire da vasa vasa per capire che la mafia ha vinto

 

Anonimo 09 febbraio 2010   15:00

vi rendete conto chè a questo ciancimino gli anno dato la scorta e possilbilmente lo pagano pure. quante persone sono morte chè lottavano contro la mafia  e contro il terrorismo   a cui avete rifiutato la scorta  io non ricordo i nomi che ho letto o ascoltato in televisione ma voi uomini governo sì. non si offendono le persone che sono state lasciate al loro destino dando la scorta a un villantatore che gira in ferrari alla faccia di tutti solo per salvare il patrimonio che suo padre a rubato.  in un intervista rilasciata da ciancimino padre, di tanti anni fà rispondento con fare spavaldo al giornalista che gli aveva chiesto se aveva paura che gli sequestrassero tutto, la risposta e stata (se non ricordo male )devono essere bravi a trovarlo.  se dice la verità giri senza scorta di chi a paura una persona così limpida degno del cognome che porta. perche deve mettere a rischio la vita di 4 5 persone servitori dello stato con 1500euro al mese  con i milioni che a si paghi una scorta privata  e si vergogni di servirsi di padri di famiglia per un suo scopo criminale  scusate e buonasera

Anonimo 09 febbraio 2010   11:25

Ma com'è che nessun pentito svela chi si accordò con la mafia prima di Berlusconi?

Anonimo 09 febbraio 2010   11:24

Strano che queste rivelazioni saltano fuori proprio prima delle elezioni.

 

Rivelazioni ad orologieria?

Anonimo 09 febbraio 2010   10:18
L'utente ha risposto al commento anonimo del 09 febbraio 2010. Visualizza »

Chi nn ha vissuto la realtá siciliana o chi nn la vive, non potrá mai capire perche´ha sempre votato per persone che hanno fatto solo i loro interessi e nn per le persone giuste ed oneste, io ricordo vagamente un programma di Angela dove vi era un cartone animato che diceva: volete case popolari, volete lavoro seguitemi, seguitemi fino ad arrivare ad un baratro oe tutte le persone cadevano, mentre da un altro lato altro cartone predicava: se volete case popolari e lavoro, dobbiamo rimboccarci le maniche tutti!!! ovviamente quest´ultimo ra da solo, lui parlava e lui si ascoltava, il popolo siciliano si é fatto sempre prendere per i fondelli e sempre lo fará!!!!! proveniamo da troppe culture e da troppi popoli differenti, nel DNA abbiamo troppe cose confusionarie, io trentanni fa dicevo che per colmare la differenza che cé´ tra la sicilia ed il resto ´europa ci volevano trentanni, oggi mi ripeto ci vogliono altri trentanni e ftr trentanni sará la stessa cosa in quanto nasceranno altri politici che saranno i figli degli altri che si sono arricchiti con la nostra stupenda terra.

un siciliano all´estero. 

 Quindi sarebbe tutta una questione genetica. Noi geneticamente approfittatori, scansafatiche, imbroglioni e mafiosi? Queste teorie hanno fatto molto male in passato, subito dopo l'unità d'italia, e vedo che continuano a fare male tutt'oggi. Io non voglio offenderla, ma credo che chi teorizzi tutto questo non abbia la minima capacità di leggere il contesto socio-economico in cui vive la popolazione siciliana e meridionale in generale. Mi spieghi una cosa, come è possibile che i siciliani emigrati all'estero hanno dato prova di grandi capacità imprenditoriali ed umane? Forse che il dna si modifica magicamente superato lo stretto? Non le viene da pensare che magari, dove il bisogno attanaglia la gente, si è COSTRETTI a scendere a compromessi con il malaffare e la malapolitica? Il discorso naturalmente sarebbe molto più ampio e non si può esaurire in un commento, ma dal suo riesco a capire come ha esaurito quasi completamente le sue capacità intellettive. Risulta anche essere abbastanza pericoloso affermare queste cose perchè potrebbe esserci qualcuno, intellettualmente di pari livello, disposto a credere a simili stupidaggini. I siciliani sono stati un popolo fiero e orgoglioso nel passato anche recente. Attualmente abbiamo solo da rovesciare questo colonialismo italico che ci tiene volutamente con l'acqua alla gola. è complicato ma ce la faremo.

Luca

Anonimo 09 febbraio 2010   10:04

Io a quello che dice Ciancimino ci credo.Le cose che dice sono altamente "esplosive" e non penso che non abbia valutato le conseguenze.Tranne che non sia infermo di mente.E non lo e'.

Al punto in cui siamo spetta alle forze di opposizione rinunciare ai salotti televisi e convocare una seduta straordinaria del Parlamento,questa si trasmessa in diretta a reti unificate.

E' la sede naturale dove chiedere le dimissioni di un presidente del consiglio di tal fatta.

Bersani batti un colpo.Di Pietro batti un colpo.

 

Anonimo 09 febbraio 2010   09:58

mi sono spesso chiesto perchè sia credibile Brusca e non Ciancimino.

Forse perchè cambia il colore degli accusati?

Fino ad adesso Ciancimino ha sbandierato documenti e fatti che hanno messo in crisi tante persone,ed è poco creduto, Brusca invece ha solo raccontato fatti e fatto dei nomi ed è creduto come l'oracolo di Delfo.

Poi come mai Alfano, ministro di grazia e giustizia, invece di difendere la legge italiana( leggasi magistratura italiana) si affanna a difendere il suo guru Berlusconi ?.

 Ma l'italia mi sembra diventato il paese dei campanelli.

Gufo grigio

Anonimo 09 febbraio 2010   09:34
L'utente ha risposto al commento anonimo del 09 febbraio 2010. Visualizza »

La cosa tragicomica è che tutti i siciliani lo sapevano o lo intuivano questo legame, e nonostante ciò, anche moltissime persone per bene, hanno deciso di votare FI.

Parliamoci chiaro. Al di là delle dichiarazioni ufficiali dovute, forse rivolte ad orecchie "continentali", in Sicilia questa cosa non ha turbato né scandalizzato nessuno. Né tra i mafiosi, né tra gli "antimafiosi", né nella società civile, compresa la famosa e impenetrabile "zona grigia".

Come tutti sapevano che il referente politico di Cosa Nostra nella prima repubblica era la DC, anche se non tutta la DC era mafiosa, al punto che alcuni pagarono anche con la vita la loro opposizione alla mafia, la stessa cosa accadde quando il personale politico egemone transitò armi e bagagli nella nuova DC (o in quella che era percepita tale).

Nel mezzo, un po' di incertezza e qualche velleità di farsi un partito proprio, ma subito accantonato, perché nessuno è più unitario in Sicilia della mafia, socio fondatore dello Stato italiano. Diciamo che c'era qualche velleità di rescindere il contratto per inadempimento della controparte. Ricevute le rassicurazioni, il contratto è stato prorogato con il nuovo soggetto politico.

Teorema?? Sì, diciamo teorema...

Il vero punto è un altro, perché la classe dirigente siciliana accetta di convivere con la mafia anche quando non è mafiosa? Forse per mancanza di alternative credibili?
Altro teorema? Diciamo così...

Chi nn ha vissuto la realtá siciliana o chi nn la vive, non potrá mai capire perche´ha sempre votato per persone che hanno fatto solo i loro interessi e nn per le persone giuste ed oneste, io ricordo vagamente un programma di Angela dove vi era un cartone animato che diceva: volete case popolari, volete lavoro seguitemi, seguitemi fino ad arrivare ad un baratro oe tutte le persone cadevano, mentre da un altro lato altro cartone predicava: se volete case popolari e lavoro, dobbiamo rimboccarci le maniche tutti!!! ovviamente quest´ultimo ra da solo, lui parlava e lui si ascoltava, il popolo siciliano si é fatto sempre prendere per i fondelli e sempre lo fará!!!!! proveniamo da troppe culture e da troppi popoli differenti, nel DNA abbiamo troppe cose confusionarie, io trentanni fa dicevo che per colmare la differenza che cé´ tra la sicilia ed il resto ´europa ci volevano trentanni, oggi mi ripeto ci vogliono altri trentanni e ftr trentanni sará la stessa cosa in quanto nasceranno altri politici che saranno i figli degli altri che si sono arricchiti con la nostra stupenda terra.

un siciliano all´estero. 

Anonimo 08 febbraio 2010   23:15

Perchè è una novità, in sicilia ed in particolare a Palermo tutti sapevano come FI, come un partito appena fondato sia subito riuscito a prendere tutti quei voti, però ognuno se fatto i fatti propri. E' inutile il pupo Alfano sbraiti tanto, ormai la carriera l'ha fatta, il suo padrone la ricompensato bene, visto come lo difende in ogni luogo a spada tratta, mi viene da ridere quando dice che il nano si è speco per il bene del paese, (che faccia di bronzo)

Anonimo 08 febbraio 2010   19:43

Le querele non si annunciano, si sporgono. Gli italiani saranno certamente sconvolti dalle dichiarazioni di Ciancimino Junior dei rapporti tra Provenzano e  Berlusconi -Dell'Utri  ed il partito da loro creato. Quindi è necessario che si faccia subito chiarezza. Ecco perchè è urgente che  i fondatori di FI chiariscano la loro posizione non certo attraverso le dichiarazioni ai media ma mediante atti ufficiali, ricorrendo agli uffici giudiziari preposti.

F.P.

 

Anonimo 08 febbraio 2010   18:42

La cosa tragicomica è che tutti i siciliani lo sapevano o lo intuivano questo legame, e nonostante ciò, anche moltissime persone per bene, hanno deciso di votare FI.

Parliamoci chiaro. Al di là delle dichiarazioni ufficiali dovute, forse rivolte ad orecchie "continentali", in Sicilia questa cosa non ha turbato né scandalizzato nessuno. Né tra i mafiosi, né tra gli "antimafiosi", né nella società civile, compresa la famosa e impenetrabile "zona grigia".

Come tutti sapevano che il referente politico di Cosa Nostra nella prima repubblica era la DC, anche se non tutta la DC era mafiosa, al punto che alcuni pagarono anche con la vita la loro opposizione alla mafia, la stessa cosa accadde quando il personale politico egemone transitò armi e bagagli nella nuova DC (o in quella che era percepita tale).

Nel mezzo, un po' di incertezza e qualche velleità di farsi un partito proprio, ma subito accantonato, perché nessuno è più unitario in Sicilia della mafia, socio fondatore dello Stato italiano. Diciamo che c'era qualche velleità di rescindere il contratto per inadempimento della controparte. Ricevute le rassicurazioni, il contratto è stato prorogato con il nuovo soggetto politico.

Teorema?? Sì, diciamo teorema...

Il vero punto è un altro, perché la classe dirigente siciliana accetta di convivere con la mafia anche quando non è mafiosa? Forse per mancanza di alternative credibili?
Altro teorema? Diciamo così...

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