Cresce la preoccupazione tra gli immigrati di essere segnalati come clandestini.
Un timore che li tiene alla larga, anche se ammalati, da Pronto soccorso e ambulatori pubblici italiani. E' stato infatti registrato un calo di quasi il 35% dei migranti che ricorrono alle cure mediche in ospedale, con picchi del 75% come nel caso del San Paolo di Milano.
E' quanto emerge da un'indagine condotta nelle ultime tre settimane dal Gruppo EveryOne nei principali ospedali di Roma (San Gallicano,
"Ci giungono notizie drammatiche - denunciano in una nota Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti dell'organizzazione per i diritti umani Gruppo EveryOne - relativamente al numero di immigrati che nelle ultime settimane non sono ricorsi alle cure mediche in ospedale nonostante le gravi condizioni di salute. I nostri attivisti hanno ricevuto segnalazioni di vere e proprie tragedie umanitarie, proprio in virtu' della fobia da reato di clandestinita'".
L'organizzazione cita qualche caso emblematico. "Il 10 giugno una badante ucraina di 39 anni, priva dei visti d'ingresso, e' stata ritrovata morta dissanguata in seguito a un aborto spontaneo all'interno dell'appartamento in cui lavorava, a Torre a Mare, in provincia di Bari. Dopo tante ricerche, aveva da poco trovato un'occupazione. Improvvisamente, si e' sentita male e ha cominciato a sanguinare, ma non ha chiamato nessuno: la paura di perdere il lavoro o di essere denunciata per la sua condizione irregolare l'ha bloccata.