Sono 12 le persone che hanno ricevuto stamattina un'ordinanza di custodia cautelare eseguita dagli agenti del Centro Dia di Napoli. Dieci dei 12 arrestati si trovavano gia' in carcere per altri motivi, due sono stati prelevati dalle loro abitazioni mentre altri due sono latitanti. Tra gli arrestati vi e' anche Nicola Caterino detto 'O cecato', per avere perso un occhio a seguito di un agguato. Caterino era uscito dal carcere circa sette mesi fa in quanto ritenuto non vedente. Ma l'attentato di cui resto' vittima gli provoco' la perdita di un occhio mentre l'altro occhio e' perfettamente vedente.
I 12 arrestati (piu' due latitanti) vengono ritenuti esponenti del clan dei Casalesi. L'operazione, denominata 'Spartacus end' ha fatto luce su otto omicidi avvenuti nel casertano in un periodo di massima contrapposizione interna alla cosca dei Casalesi. Periodo che la Dda ha inquadrato in un arco di tempo che va dalla fine degli anni '80 alla fine degli anni '90, ovvero nel periodo immediatamente successivo all'eliminazione del capo dei capi dei casalesi, Antonio Bardellino, ucciso in Sudamerica dove si era rifugiato dal suo ex braccio destra Mario Iovine, negli anni successivi a sua volta eliminato.
Ricordano i pm della Direzione distrettuale antimafia che nel maggio del '93 l'ex boss Carmine Schiavone e successivamente numerosi altri affiliati alla cosca dei Casalesi "iniziarono un importante percorso collaborativo con la giustizia, contribuendo a squarciare il velo dell'omerta' che ricopriva il clan dei Casalesi". Le loro dichiarazioni, poi verificate puntualmente con riscontri oggettivi, consentirono di assicurare alla giustizia nel corso delle operazioni Spartacus 1, 2 e 3 circa 800 persone tra capi ed affiliati al clan dei Casalesi.
L'operazione 'Spartacus end' rappresenta la parte conclusiva dei risultati investigativi, culminati con la sentenza 'Spartacus' emessa il 15 settembre del 2005 dalla Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) confermata dalla Corte di Assise e di Appello di Napoli, nella parte che riguarda le imputazioni per i reati di omicidio e per quelli ad essi connessi. Per quanto riguarda invece il reato di associazione mafiosa, il processo di appello ancora non ha avuto inizio. Gli omicidi scoperti che hanno portato agli arresti avvenuti all'alba di oggi, furono eseguiti allo scopo di attuare "un preciso disegno criminoso -spiega il procuratore aggiunto e coordinatore della Dda Federico Casiero De Raho- legato all'evoluzione ed alla affermazione del clan dei Casalesi nei confronti delle altre organizzazioni criminali, ovvero alle dinamiche criminali maturate all'interno dello stesso clan".
I primi omicidi sono legati alla eliminazione avvenuta nel maggio del 1988 di Antonio Bardellino che fu eliminato dagli stessi componenti del clan dei Casalesi che intendevano acquisire il predominio all'interno della cosca. L'eliminazione del boss fece seguito quella del nipote prediletto, candidato a diventare il capo dei Casalesi, Paride Salzillo, massacrato a Casal di Principe. Il cadavere di Salzillo non e' mai stato ritrovato. Il fratello di Paride Salzillo, Antonio scampo' alla morte, a seguito della strage di Casapesenna. Antono Salzillo e' stato ucciso invece 20 anni piu' tardi, il 6 marzo di quest'anno a Cancello Arnone (Caserta) mentre si trovava in compagnia di Clemente Prisco.
I nuovi assetti dopo la morte di Bardellino prevedevano che l'organizzazione facesse capo a Francesco Schiavone detto 'Sandokan' da circa 11 anni in carcere ma ancora potente capoclan dei Casalesi.