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Cronaca Regionale

Per la Procura di Palermo Spatuzza è credibile. "Dell'Utri protagonista della trattativa con Cosa Nostra"

19 marzo 2010 08:43
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Per riannodare i fili del lungo racconto, interrotto due volte, il procuratore generale Nino Gatto, pubblica accusa al processo d'appello al senatore del Pdl Marcello Dell'Utri, imputato di concorso in associazione mafiosa, riparte da un episodio che ritiene centrale per la ricostruzione dei presunti rapporti tra il politico e la mafia. E, riprendendo la requisitoria, incentrata oggi sulle rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza, parla di quando, nel 1994, l'ex manager della Finvest caldeggiò il provino nel Milan di Gaetano D'Agostino, allora giovane promessa del pallone. Un episodio significativo, per il magistrato, visto che il padre dell'aspirante giocatore era uomo di fiducia dei boss di Brancaccio Filippo e Giuseppe Graviano. E che, sempre secondo l'accusa, sarebbero stati proprio i padrini palermitani a indurre Dell'Utri a sostenere la carriera del ragazzo.

 

La "raccomandazione" del giovane D'Agostino, per Gatto, sarebbe però soltanto un capitolo di una trama più ampia che vede nel senatore uno dei referenti politici di Cosa nostra. Il 1994, secondo il pg, è infatti anche l'anno in cui, dopo il fallimento del movimento autonomista Sicilia Libera, sostenuto dai Graviano, i boss si sarebbero "affidati" alla neonata Forza Italia per ottenere i favori "traditi" dalla vecchia politica. E sempre al 1994 risale l'incontro romano in cui Giuseppe Graviano avrebbe detto a Spatuzza che "finalmente grazie a Berlusconi e Dell'Utri, la mafia aveva il Paese in mano". Un anno centrale, dunque, nella prospettazione dell'accusa che ha puntato gran parte della requisitoria di oggi proprio sulle dichiarazioni del collaboratore. Attendibile, secondo Gatto, tanto da avere ottenuto la fiducia di tre Procure - Palermo, Caltanissetta e Firenze -, che ne hanno chiesto l'ammissione al programma di protezione provvisorio, e da avere indotto i pm nisseni a riaprire l'inchiesta sulla strage di via D'Amelio. Il magistrato proseguirà il suo racconto per altre due udienze, salvo colpi di scena non nuovi in questo processo. Per due volte, infatti, la requisitoria è stata sospesa. Quando l'accusa ha chiesto e ottenuto dalla corte l'esame del pentito e quando ha provato, invano, a far deporre Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo. Ma nelle scorse settimane il testimone ha consegnato ai pm della dda nuovi documenti che riguarderebbero dell'Utri. E non è escluso che le "carte", che potrebbero essere trasmesse alla procura generale, riaprano la partita.

 

© Riproduzione riservata
Fonte: adnkronos-ansa
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Anonimo 20 marzo 2010   12:59
L'utente ha risposto al commento anonimo del 20 marzo 2010. Visualizza »

Senatore le chiedo di tenerci informati circa le rivelazioni che dovevano esserle recapitate sugli omicidi Mattei e Pasolini.

 

Siamo in tanti a ritenerla l'ultima autorevole fonte di verità, specie dopo aver constatato il suo interesse verso talune delle  torbide vicende di cui l'Italia è costellata.

 

Non ci deluda anche Lei, non ci lascia con il dubbio che sia stata solo una velata minaccia la sua, ci sorprenda Senatore, provi a buttare il cuore oltre l'ostacolo, vedra la serimmo in tanti.

 

Le rivolgo questo appello accorato, perché le riconosco l'autorevolezza per poter avviare un processo di tale portata, non si faccia infangare inutilmante, non consenta che con Lei infanghino tutti noi siciliani.

 

Zetan 

 

 

io le  ripeto le parole sante di GIOVANNI PAOLO II  pentitevi: un giorno arriverà il giudizio di DIo parole che risuonano come quelle dette da Dio a Mosè faccia tesoro senatore arrirevà pure il Giudizio universale anche per lei non ha mica 20 anni eh!

 si converta e lo faccia in questo periodo è il più indicato   siamo in Quaresima se lei non lo sapesse

Anonimo 19 marzo 2010   09:28

Senatore le chiedo di tenerci informati circa le rivelazioni che dovevano esserle recapitate sugli omicidi Mattei e Pasolini.

 

Siamo in tanti a ritenerla l'ultima autorevole fonte di verità, specie dopo aver constatato il suo interesse verso talune delle  torbide vicende di cui l'Italia è costellata.

 

Non ci deluda anche Lei, non ci lascia con il dubbio che sia stata solo una velata minaccia la sua, ci sorprenda Senatore, provi a buttare il cuore oltre l'ostacolo, vedra la serimmo in tanti.

 

Le rivolgo questo appello accorato, perché le riconosco l'autorevolezza per poter avviare un processo di tale portata, non si faccia infangare inutilmante, non consenta che con Lei infanghino tutti noi siciliani.

 

Zetan 

 

 

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