Gli Stati italiani pre unitari adottano il francobollo

15 settembre 2009 19:25
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Settimo appuntamento con la storia dell’uomo e della posta di Emanuele Gabbini, che disegna una sintetica ed efficace mappa degli antichi Stati italiani pre unitari, delineandone la formazione, lo status politico, amministrativo e dei servizi postali, al momento dell’adozione del francobollo.

  

Regno Lombardo Veneto1850 - 1860

 
Cenni storici

Stato creato dal Congresso di Vienna del 1814 e attribuito alla corona austriaca il 7.12.1815: comprende le province della Lombardia e del Veneto più i territori dell'Oltre Po Ferrarese.

 

Nel 1850 è sovrano l'Imperatore Francesco Giuseppe I° (salito al trono il 2 dicembre 1848).

 

Nel 1850, la Lombardia, con 3,9 milioni di abitanti, ha come capitale Milano ed è divisa nelle provincie di: Milano, Bergamo, Brescia, Como, Crema, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia e Sondrio. Il Veneto, con 2,5 milioni di abitanti, ha come capitale Venezia ed è diviso nelle provincie di: Venezia, Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Udine, Verona, Vicenza.

 

La moneta, fino al 31.10.1858, è la lira austriaca o di Milano divisa in 100 centesimi: una lira austriaca è uguale a 0,865 lire italiane e uguale a 20 kreuzer austriaci. Dall'1.11.1858, la moneta è il fiorino diviso in 100 soldi: un fiorino è uguale a 2,47 lire italiane.

 

La Lombardia (escluso Mantova e provincia) viene annessa al Regno di Sardegna nel 1859 a seguito della II° guerra d'indipendenza.

 

Cenni storico-postali

 

Il regno Lombardo Veneto è il primo degli Stati italiani ad essere dotato di francobolli: il 1° giugno 1850 (dieci anni dopo l'emissione del primo francobollo al mondo: il penny black di Gran Bretagna).

 

Le emissioni, tutte approntate a Vienna dall'I.R. Stamperia di Stato, coincidono con quelle dell'Impero austro-ungarico, salvo l'espressione monetaria.

 

Dal 1850 al 1859, le emissioni sono due:

I° emissione (1.6.1850): francobolli non dentellati, valori in centesimi, emessi in fogli, con al centro la filigrana K K H M , di 240 esemplari suddivisi in quattro gruppi di di 60 francobolli separati da interspazi. In ogni gruppo vi sono sette righe di otto francobolli ed una riga, l'ultima in basso, composta da quattro francobolli e quattro "croci di S. Andrea". Cinque valori emessi: 5 c., 10 c., 15 c., 30 c. e 45 c. Carta a mano (1850), poi a coste verticali (1851-52) e, successivamente, a macchina (1854). Particolarmente pregiate le affrancature con francobolli non dentellati con ampi margini, pluricolore e con strisce.

 

II° emissione (1.11.1858): francobolli dentellati, valori in soldi, emessi in fogli, senza filigrana, di 240 esemplari. Cinque valori emessi: 2 s., 3 s., 5 s., 10 s. e 15 s. di I° e II° tipo (diverso nodo dietro la nuca di Francesco Giuseppe).

Oltre ai francobolli ordinari, vengono emessi i francobolli per giornali ed i segnatasse per giornali.

 

I francobolli vengono "subito" falsificati (per frodare la posta): sono noti i falsi di Verona (1853) e quelli di Milano (1857-58).

Gli uffici postali sono 276: 163 in Lombardia e 113 nel Veneto.

Sono particolarmente pregiati gli annulli dei piccoli centri o quelli di breve periodo d'uso.

 
Regno di Sardegna 1851 - 1861

  

Cenni storici

Il regno è creato nel 1718 da Vittorio Amedeo II° di Savoia quando l'isola gli viene regalata dall'Austria in cambio della Sicilia: oltre alla Sardegna comprende il Piemonte, la Savoia e la contea di Nizza (nella quale vi è il Principato di Monaco, posto sotto il suo protettorato).

 

Il 20 maggio 1814, Re Vittorio Emanuele I° entra trionfante in Torino mentre i soldati francesi abbandonano la città: il Congresso di Vienna sancisce l'unificazione al Regno di Sardegna anche della Repubblica Ligure.

 

Nel 1851 è sovrano Re Vittorio Emanuele II° di Savoia.

Nel 1851, il regno, con 5,2 milioni di abitanti, e con capitale Torino è diviso in 14 Divisioni Amministrative: Torino, Genova, Annecy, Alessandria, Chambery, Cuneo, Ivrea, Nizza, Novara, Savona, Vercelli, Cagliari, Sassari e Nuoro.

La moneta è la lira italiana divisa in 100 centesimi.

 

Nel giugno 1859, Re Vittorio Emanuele II°, alleatosi con la Francia (seconda guerra di indipendenza), caccia l'Austria dalla Lombardia che viene annessa fino al Mincio (con la esclusione cioè della provincia di Mantova): alla Francia vengono cedute, in compenso, le province di Annecy, Chambery e Nizza che passano alla Francia il 15.6.1860. Nel 1860 vengono annessi i territori degli ex ducati di Modena e Parma con le Romagne (ex Stato Pontificio) e l'ex Granducato di Toscana, inoltre, nello stesso anno, vengono annessi anche le Marche e l'Umbria (ex Stato Pontificio) ed il Regno delle due Sicilie.

 

Il 18 febbraio 1861, a Torino, il primo Parlamento Italiano decreta la costituzione del Regno d'Italia che viene ufficialmente proclamato il 17 marzo 1861.

 
Cenni storico-postali

 

I francobolli del Regno di Sardegna sono stampati da Francesco Matraire di Torino.

La I° emissione di francobolli avviene il 1° gennaio 1861: francobolli non dentellati, emessi in fogli di 50 esemplari (2 gruppi di 25 affiancati con interspazio), stampa in litografia: tre i valori emessi: 5 c., 20 c. e 40 c.

 

Seguono tre altre emissioni: la II° il 1° ottobre 1853 con tre valori da 5 c., 20 c. e 40 c. non dentellati, con la effigie impressa a secco su carta colorata; la III° il 18 aprile 1854 con tre valori da 5 c., 20 c. e 40 c. non dentellati con centro bianco e fondo colorato in litografia; la IV° nel 1855-63 con sei valori da 5 c., 10 c., 20 c., 40 c., 80 c. e 3 l. non dentellati in stampa tipografica.

 

Particolarmente pregiate le affrancature con ampi margini, pluricolore e con strisce.

Oltre ai francobolli ordinari, vengono emessi i francobolli per stampati.

Gli uffici postali sono 1.030: 181 nell'isola di Sardegna, 92 in Liguria, 58 nella contea di Nizza, 614 in Piemonte e 85 nella Savoia.

Particolarmente pregiati gli annulli dei piccoli centri o quelli di breve periodo d'uso.

 

Granducato di Toscana 1851 - 1859

 

Cenni storici

 

Il granducato è creato nel 1569 da Cosimo de Medici; quando si estingue la dinastia medicea, il granducato viene affidato a Francesco Stefano di Lorena, sposato alla figlia dell'Imperatore Carlo VI a cui succede, col nome di Francesco I° dando inizio alla dinastia degli Asburgo-Lorena. Dopo la parentesi francese, il congresso di Vienna restaura i vincoli dinastici nel Granducato di Toscana.

 

Nel 1851 è sovrano il Granduca Leopoldo II° di Lorena: il granducato, con 1,8 milioni di abitanti e con capitale Firenze, comprende le Province di : Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Pisa e Siena.

 

La moneta è la lira toscana divisa in 12 crazie o 20 soldi o 60 quattrini: una lira toscana è uguale a 0,84 lire italiane.

La Toscana diventa il centro degli ideali liberali e risorgimentali, malgrado i legami del Granduca Leopoldo con l'Austria.

 

A seguito degli eventi della seconda guerra di indipendenza, il 27 aprile 1859 il Granduca Leopoldo II° abbandona il granducato e viene istituito il Governo Provvisorio Toscano e, dall'11 maggio, il Governo della Toscana.

 

Cenni storico-postali

  

I francobolli del Granducato di Toscana sono stampati dalla Stamperia Granducale di Firenze su incisioni del Niderost.

 

Dal 1851 al 1859, le emissioni sono due:

I° emissione: avviene nel 1851-2 su carta azzurra e, successivamente, su carta grigia-azzurrata; francobolli non dentellati emessi in fogli, con filigrana di 12 grandi corone granducali, di 240 esemplari, in tre gruppi di 80 (16 x 5) sovrapposti e separati da un interspazio di 1,5 mm. Nove valori emessi: 1 q., 1 s., 2 s., 1 cr., 2 cr., 4 cr., 6 cr., 9 cr. e 60 cr.

 

II° emissione: avviene nel 1857 su carta bianca; francobolli non dentellati sempre in fogli, con filigrana diagonale "II RR Poste Toscane", di 240 esemplari. Sei i valori emessi: 1 q., 1 s., 1 cr., 2 cr., 4 cr. e 6 cr.

Particolarmente pregiate le affrancature ben marginate (la distanza fra un francobollo ed un altro è di solo ½ mm.!), pluricolore e con strisce, gli annulli dei piccoli centri o quelli di breve periodo d'uso

Gli uffici postali sono 123.

  

Ducato di Parma 1852 - 1859

  

Cenni storici

 

Il ducato è costituito nel 1545 da Papa Paolo III staccando Parma e Piacenza e relativo territorio dallo Stato Pontificio per farne regalo a Pier Luigi Farnese e creare un baluardo all'espansione della Spagna che, allora, possedeva la Lombardia. Quando, nel 1731, si estingue la dinastia Farnese, il ducato passa a Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese e di Filippo V di Spagna. Dopo la occupazione francese, il congresso di Vienna affida il ducato a Maria Luigia d'Austria, moglie di Napoleone. Alla sua morte, nel 1847, il ducato viene restituito ai Borbone.

 

Nel 1852 è sovrano il Duca Carlo III° di Borbone. Alla sua morte (26.3.1854, assassinato da Antonio Carra) gli succede il figlio Roberto I°. Essendo ancora bambino, governa come reggente la madre, Duchessa Maria Luisa di Borbone.

 

Nel 1852, il ducato, con 0,5 milioni di abitanti e con capitale Parma, comprende le Province di: Parma, Piacenza, Borgo S. Donnino, Valditaro e Lunigiana.

La moneta è la lira italiana divisa in 100 centesimi.

 

A seguito degli eventi della seconda guerra di indipendenza, il 1° maggio 1859 e, dopo un rientro, definitivamente il 9 maggio 1859, la Duchessa Maria Luisa abbandona il ducato e viene istituito un Governo Provvisorio.

 

Cenni storico-postali

 

I francobolli del Ducato di Parma sono stampati dalla Tipografia Rossi-Ubaldi di Parma su incisione di Donnino Bentelli.

Dal 1852 al 1859, le emissioni sono tre:

I° emissione: avviene 1° giugno 1852 in nero su carta colorata; francobolli non dentellati emessi in fogli di 80 esemplari, in quattro gruppi di 20 (5 x 4) separati da interspazi. Cinque i valori emessi: 5 c., 10 c., 15 c., 25 c. e 40 c.

 

II° emissione: avviene nel 1854 a colori su carta bianca; francobolli non dentellati sempre in fogli di 80 esemplari. Tre i valori emessi: 5 c., 15 c. e 25 c.

 

III° emissione: avviene nel 1857 su nuovo disegno; francobolli non dentellati emessi in fogli di 72 esemplari (9 x 8). Tre i valori emessi: 15 c., 25 c. e 40 c.

Particolarmente pregiate le affrancature con ampi margini, pluricolore e con strisce.

Gli uffici postali sono 11.

Molto pregiati gli annulli dei piccoli centri o quelli di breve periodo d'uso.

 

Ducato di Modena 1852 - 1859

 

Cenni storici

 

Dopo la caduta di Napoleone, a seguito del Congresso di Vienna, il ducato è destinato a Francesco IV d'Austria-Este ampliandosi nel 1829, alla morte di sua madre Maria Beatrice d'Este, con Massa e Carrara e, nel 1844, con Guastalla.

 

Il duca governa con metodi polizieschi e nel 1831 fa giustiziare Ciro Menotti che pure aveva appoggiato facendo pensare ad una apertura verso il movimento liberale.

Alla sua morte, nel gennaio 1846, gli succede il figlio: nel 1852 è quindi sovrano il Duca Francesco V° di d'Austria-Este.

 

Nel 1852, il ducato, con 0,6 milioni di abitanti e con capitale Modena, comprende le Province di: Modena, Reggio, Lunigiana (Massa), Garfagnana (Castelnuovo), Frignano (Pavullo) e Guastalla.

 

La moneta è la lira italiana divisa in 100 centesimi.

A seguito degli eventi della seconda guerra di indipendenza, l'11 giugno 1859 il Duca Francesco V abbandona il ducato con le sue truppe e si rifugia in territorio austriaco: viene istituita una Reggenza, poi un Governo Municipale e, successivamente, un Governo Provvisorio.

  

Cenni storico-postali

 

I francobolli del Ducato di Modena sono stati eseguiti da Tomaso Rinaldi e stampati tipograficamente.

 

Una sola è la tiratura emessa il 1° giugno 1852: in nero su carta colorata, francobolli non dentellati emessi in fogli di 240 esemplari divisi in quattro gruppi di 60 (10 x 6) separati da interspazi.

 

Sei i valori emessi "senza punto dopo la cifra": 5 c., 10 c., 15 c., 25 c. e 40 c. in due colori e cinque i valori "con punto dopo la cifra": 5 c. in due colori, 10 c., 40 c. e 1 l.

Il francobollo da 1 l. è stampato su carta bianca con filigrana "A".

 

Rare e ricercate le affrancature con ampi margini, pluricolore e con strisce.

Oltre ai francobolli ordinari, vengono emessi i segnatasse per giornali.

Gli uffici postali sono 32.

 

Anche in questo caso sono particolarmente pregiati e ricercati dagli appassionati, gli annulli dei piccoli centri o quelli di breve periodo d'uso.

 

Stato Pontificio 1852 - 1860

 

Cenni storici

  

L'insieme dei territori soggetti al potere temporale del Papa è costituito alla metà del primo millennio ed è continuato fra alterne vicende fino al consolidamento dovuto prima ai grandi Papi del Rinascimento, che ne fecero una forte signoria da Roma a Bologna, e poi a quelli della Controriforma, che lo trasformarono in uno Stato centralizzato ed assolutista sul modello monarchico.

 

Dopo l'occupazione napoleonica e il conseguente smembramento del territorio fra vari Stati, il Congresso di Vienna sancisce la restituzione di tutti i territori a Pio VII, comprese le enclavi di Benevento e Pontecorvo, ma escludendo Avignone.

 

Nel 1852 è Pontefice San Pio IX (Giovanni Maria dei Conti Mastai Ferretti)

Nel 1852, lo Stato della Chiesa, con 3,9 milioni di abitanti e con capitale Roma, comprende il Lazio (Civitavecchia, Frosinone, Roma Comarca, Velletri e Viterbo), le enclavi di Benevento e Pontecorvo, le Marche (Ancona, Ascoli, Camerino e Macerata, Fermo, Pesaro e Urbino), le Romagne (Bologna, Ferrara, Forlì e Ravenna) e l'Umbria (Orvieto, Perugia, Rieti e Spoleto).

 

La moneta è lo scudo pontificio diviso in 100 bajocchi: uno scudo è uguale a 5,375 lire italiane; un bajocco è uguale a 5 centesimi.

A seguito degli eventi della seconda guerra di indipendenza, nel 1859 i territori iniziano a ridursi con la perdita delle Romagne; nel 1860 delle Marche e dell'Umbria.

 

Cenni storico-postali

 

I primi francobolli dello Stato Pontificio sono stampati dalla tipografia della Reverenda Camera Apostolica, su tipi di Doublet e Decoppet.

Fino al 1959, una sola è la tiratura emessa il 1° gennaio e 1° ottobre 1852: in nero su carta bianca e colorata, francobolli non dentellati emessi in fogli di 100 esemplari divisi in quattro gruppi di 25 separati da interspazi

Undici i valori emessi : ½ b., 1 b., 2 b., 3 b., 4 b., 5 b., 6 b., 7 b., 8 b., 50 b. e 1 s.

I valori da ½ b., 1 b., 3 b., 4 b. e 8 b. hanno un doppio filetto divisorio.

Particolarmente pregiate le affrancature con ampi margini, con otto filetti, pluricolore e con strisce.

 

Gli uffici postali sono 322: 131 nel Lazio, 107 nelle Marche, 53 nelle Romagne, 29 nell'Umbria e 2 nelle enclavi.

Particolarmente pregiati gli annulli dei piccoli centri o quelli di breve periodo d'uso.

 

Regno delle due Sicilie – Napoli 1858 - 1860

 

Cenni storici

 

Dopo la parentesi napoleonica, il Congresso di Vienna sancisce la riunione del Regno di Napoli con quello di Sicilia per formare il Regno delle due Sicilie, restituito ai Borbone di Spagna.

 

Nel 1858 è sovrano Ferdinando II° di Borbone. Alla sua morte (22.5.1859) sale al trono il figlio primogenito Francesco II°.

 

Nel 1858, il Regno di Napoli, con 6,9 milioni di abitanti e con capitale Napoli, comprende l'Abruzzo e Molise (Aquila, Campobasso, Chieti e Teramo), la Basilicata (Potenza), la Calabria (Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria) la Campania (Avellino, Caserta, Napoli e Salerno) e la Puglia (Bari, Foggia e Lecce).

 

La moneta è il ducato napoletano diviso in 10 carlini o 100 grana o 200 tornesi: un ducato è uguale a 4,25 lire italiane; un carlino è uguale a 42,5 centesimi; un grano è uguale a 4,2 centesimi e 1 tornese è uguale a 2,1 centesimo.

½ tornese è uguale a 1 centesimo; ½ grano è uguale a 2 centesimi; 1 grano è uguale a 5 centesimi; 2 grana è uguale a 10 centesimi; 5 grana è uguale a 20 centesimi; 10 grana è uguale a 40 centesimi; 20 grana è uguale 80 centesimi e 50 grana è uguale a 2 lire.

Il 7 settembre 1860, il Generale Giuseppe Garibaldi assume in nome di Re Vittorio Emanuele II° la dittatura dei domini al di qua del Faro (di Messina).

 

Cenni storico-postali

I francobolli sono stampati a Napoli prima da Giuseppe Masini e in seguito da Gennaro De Masa su incisioni del Masini.

 

Una sola è la tiratura emessa il 1° gennaio 1858: francobolli non dentellati, tutti dello stesso colore (per evitare affrancature tricolore) emessi in fogli, con filigrana composta da 40 gigli borbonici, di 200 esemplari divisi in due gruppi di 100 (10 x 10) separati da un interspazio; stampa calcografica.

 

Sette i valori emessi : ½ gr. (I° e II° tavola), 1 gr. (I° e II° tavola), 2 gr. (I°, II° e III° tavola), 5 gr. (I° e II° tavola), 10 gr. (I° e II° tavola), 20 gr. (I° e II° tavola) e 50 gr.

 

Particolarmente pregiate le affrancature con ampi margini e con strisce e gli annulli dei piccoli centri o quelli di breve periodo d'uso.

Gli uffici postali sono 167: 33 in Abruzzi e Molise, 14 in Basilicata, 26 in Calabria, 57 in Campania e 37 in Puglia.

  

Regno delle due Sicilie – Sicilia 1859 - 1860

 

Cenni storici

Dopo la parentesi napoleonica, il Congresso di Vienna sancisce la riunione del Regno di Napoli con quello di Sicilia per formare il Regno delle due Sicilie, restituito ai Borbone di Spagna.

 

Nel 1859 è sovrano Ferdinando II° di Borbone. Alla sua morte (22.5.1859) sale al trono il figlio primogenito Francesco II°.

 

Nel 1859, il Regno di Sicilia, con 2,2 milioni di abitanti, ha come capitale Palermo ed è diviso in sette intendenze amministrative: Caltanissetta, Catania, Girgenti, Messina, Noto, Palermo e Trapani.

 

La moneta è il ducato napoletano diviso in 10 carlini o 100 grana o 200 tornesi: un ducato è uguale a 4,25 lire italiane; un carlino è uguale a 42,5 centesimi; un grano è uguale a 4,2 centesimi e 1 tornese è uguale a 2,1 centesimo.

 

½ tornese è uguale a 1 centesimo; ½ grano è uguale a 2 centesimi; 1 grano è uguale a 5 centesimi; 2 grana è uguale a 10 centesimi; 5 grana è uguale a 20 centesimi; 10 grana è uguale a 40 centesimi; 20 grana è uguale 80 centesimi e 50 grana è uguale a 2 lire.

 

L'11 maggio 1860, il Generale Giuseppe Garibaldi sbarca a Marsala con i "Mille" e si proclama, per decreto e in nome di Re Vittorio Emanuele II°, Dittatore della Sicilia: i domini al di là del Faro (di Messina).

 

Cenni storico-postali

 

I francobolli sono incisi da Tommaso Aloysio Juvara di Messina.

Una sola è la tiratura emessa il 1° gennaio 1859: francobolli non dentellati, stampati in calcografia in fogli da 100 esemplari, usando tavole formate da galvani in rame. Inizialmente venne usata carta a mano scadente (carta di Napoli) e successivamente carta bianca, consistente e levigata (carta di Palermo).

 

Sette i valori emessi : ½ gr. (I° e II° tavola), 1 gr. (I°, II° e III° tavola), 2 gr. (I° e II° tavola), 5 gr. (I° e II° tavola), 10 gr., 20 gr. e 50 gr.

Gli uffici postali sono 83.

 

Particolarmente pregiate le affrancature con ampi margini, pluricolore e con strisce, nonché gli annulli dei piccoli centri o quelli di breve periodo d'uso. In foto una rara bellissima  affrancatura da 88 Grana, comprendente tutti i vaòlori della serie tranne il 1/2 Grano. (continua)

Emanuele Gabbini

© Riproduzione riservata
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Anonimo 17 settembre 2009   07:34
L'utente ha risposto al commento anonimo del 17 settembre 2009. Visualizza »

Questo dipende da lei, ovvero dalle sue intenzioni e passioni collezionistiche.

Se parliamo di Stati pre unitari in senso stretto, Lei potrebbe limitarsi a quanto descritto efficacemente nell'articolo, se invece vuole rappresentare l'evoluzione storica e quella parallela postale, che ha portato all'unità d'Italia, prese le mosse dagli Stati pre esistenti, impropriamente chiamati in filatelia "Ducati", potrà ripercorrere gli avvenimenti attraverso i francobolli dei Governi provvisori, per finire con l'introduzione nelle nuove Province  del neonato Regno, dei francobolli della IV emissione di Sardegna.

Cordiali saluti

Grazie, Lei è stato chiarissimo.

Cordiali Saluti

E. Lala

Anonimo 16 settembre 2009   21:03
L'utente ha risposto al commento anonimo del 16 settembre 2009. Visualizza »

Una sintesi completa e molto interessante per chi come me, ha da sempre intenzione di affrontare questo settore così affascinante. Questo articolo mi fornisce una schema di lavoro.

Due domande: ma i francobolli dei Plebisciti, rientrano in questa collezione?

L'uso della IV emissione di Sardegna prima della proclamazione del Regno, va inserito in una collezione sugli Antichi Stati italiani?

Grazie

Questo dipende da lei, ovvero dalle sue intenzioni e passioni collezionistiche.

Se parliamo di Stati pre unitari in senso stretto, Lei potrebbe limitarsi a quanto descritto efficacemente nell'articolo, se invece vuole rappresentare l'evoluzione storica e quella parallela postale, che ha portato all'unità d'Italia, prese le mosse dagli Stati pre esistenti, impropriamente chiamati in filatelia "Ducati", potrà ripercorrere gli avvenimenti attraverso i francobolli dei Governi provvisori, per finire con l'introduzione nelle nuove Province  del neonato Regno, dei francobolli della IV emissione di Sardegna.

Cordiali saluti

Anonimo 16 settembre 2009   11:57

L'affrancatura in foto mozza il fiato. Emozionante.

ztl

Anonimo 16 settembre 2009   07:24

Una sintesi completa e molto interessante per chi come me, ha da sempre intenzione di affrontare questo settore così affascinante. Questo articolo mi fornisce una schema di lavoro.

Due domande: ma i francobolli dei Plebisciti, rientrano in questa collezione?

L'uso della IV emissione di Sardegna prima della proclamazione del Regno, va inserito in una collezione sugli Antichi Stati italiani?

Grazie

Anonimo 15 settembre 2009   22:13
L'utente ha risposto al commento anonimo del 15 settembre 2009. Visualizza »

Grazie tante.

Ma sono informazioni che già conoscevamo.

Quando scriverà qualcosa di nuovo o di originale ci faccia un fischio.

Evidentemente queste informazioni non erano indirizzate ad un collezionista evoluto coome Lei, ma ai neofiti che pure hanno diritto ad avere una guida adeguata.

Grazie comunque per la partecipazione.

Anonimo 15 settembre 2009   20:14

Grazie tante.

Ma sono informazioni che già conoscevamo.

Quando scriverà qualcosa di nuovo o di originale ci faccia un fischio.

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