Ottavo appuntamento con la cronologia storico postale di Emanuele Gabbini, ricca di spunti e di notizie, che inducono molteplici e rilevanti riflessioni sugli avvenimenti che portarono all’unità d’Italia.
Il periodo di transizione che precede la proclamazione del Regno d’Italia, è forse il più denso di avvenimenti politici e militari e di conseguenti mutazioni nell’organizzazione e nell’espletamento del servizio postale. Si pensi per esempio che in Sicilia, con l’invasione garibaldina, vengono messi fuori corso i francobolli con l’effigie di Ferdinando II.
A questo proposito, ultimamente lo studioso Giovanni Tripodo, ha reso pubblico sul numero unico edito in occasione dellla celebrazione del 150° anniversario dell’emissione siciliana, il ritrovamento, presso il Fondo Finanze dell’Archivio di Stato di Palermo, di un mandato di pagamento liquidato allo stampatore Nocera, nell’ottobre del
Pertanto il famoso decreto, segnalato dai vecchi studiosi, potrebbe verosimilmente identificarsi in questa circolare, ad oggi non ritrovata, che comproverebbe che i francobolli dei Borbone, non vennero di fatto aboliti dai vari Comitasti rivoluzionari, come spesso sostenuto, ma con unico atto esplicito e formale del Dittatore.
Di fatto in Sicilia, caso unico nella storia dei servizi postali, si tornò al sistema prefilatelico con il pagamento della tassa postale in denaro, eseguito in partenza dal mittente (lettere franche) o in arrivo dal destinatario (lettere schiave), fino a che il 1° maggio 1861, allorquando vennero introdotti i francobolli della IV emissione di Sardegna. Questo è il motivo per il quale non troverete
A tal proposito notiamo che anche nell’utilizzo dei francobolli della IV emissione del Regno di Sardegna per i nuovi territori annessi, si riscontra il preciso sintomo del fatto che Vittorio Emanuele e Cavour, considerassero, anche giuriodicamente, l’Italia come l’allargamento del Regno di Sardegna.
E coerentemente a questa impostazione storico-giuridica, Vittorio Emanuele II non mutò il suo ordine dinastico, conservando immutato il proprio ordinale e confermando quindi che il Regno d’Italia aveva fondamento giuridico nel secolare Regno di Sardegna di cui era epigono.
A nulla valsero le insistenze di politici, storici e letterati, né quelle degli stessi uomini che quel Regno avevano realizzato con il loro sangue ed il sacrificio della vita di tanti giovani, affinchè assumesse il nome di Vittorio Emanuele Primo Re d’Italia.
Il Governo provvisorio di Toscana
1859 – 1860
Cenni storici
A seguito della fuga del Granduca Leopoldo II°, il 27 aprile 1859 si forma un Governo Provvisorio, che nei giorni successivi prende il titolo di Governo della Toscana, con a capo il Barone Bettino Ricasoli.
Nell'agosto
L'11 e 12 marzo 1860 il barone Ricasoli indice il plebiscito per l'annessione al Regno di Sardegna. A seguito dei risultati favorevoli, Re Vittorio Emanuele II firma il decreto di annessione di quei territori al Regno di Sardegna il 22 marzo 1860.
La moneta è la lira toscana divisa in 12 crazie o 20 soldi o 60 quattrini: dal 1 novembre 1859 viene introdotta la lira italiana.
Cenni storico-postali
I francobolli sono stampati dalla Stamperia granducale di Firenze.
Due sono le emissioni del periodo (per tutto il 1859 vengono usati i francobolli del Granducato di Toscana):
In crazie - emessa l'8 luglio 1859: francobollo non dentellato, a stampa tipografia su carta bianca in fogli, con filigrana diagonale "II RR Poste Toscane", di 240 esemplari divisi in tre gruppi sovrapposti di 80 (16 x 5) separati da un interspazio. Un solo valore emesso: 9 cr.
In lire - emessa il 1° gennaio 1860: francobolli non dentellati con lo stemma dei Savoia, filigrana, carta, e fogli come la precedente emissione. Sette i valori emessi: 1 c., 5 c., 10 c., 20 c., 40 c., 80 c. e
Oltre ai francobolli ordinari, viene emesso un segnatasse per giornali.
A causa del pochissimo spazio che separa i francobolli, che ricordiamo venivano tagliati con delle grosse forbici, son particolarmente rare e pregiate le affrancature ben marginate, ma anche quelle pluricolore e con strisce.
Governo Provvisorio di Parma
1859 - 1860
Cenni storici
A seguito della fuga della Duchessa Maria Luisa di Borbone, il 9 maggio si insedia un Governo Provvisorio che, il 16 giugno 1859, affida al conte Diodato Pallieri, Commissario del Re Vittorio Emanuele II, le pratiche per l’annessione al suo regno.
Poiché ciò era in contrasto con quanto Napoleone III aveva stabilito con l’Austria nella pace di
Le municipalità Parmensi propongono al dittatore di Modena, Luigi Carlo Farmi, di estendere la dittatura anche alle province parmensi. Il 30 novembre 1859, la dittatura di Modena è estesa a Parma, Piacenza e Romagne.
L’11 e 12 marzo 1860 avviene il Plebiscito generale per l’annessione al Regno di Sardegna. A seguito dei risultati favorevoli, Re Vittorio Emanuele TI firma il decreto di annessione di quei territori al Regno di Sardegna il 18 marzo 1860.
Cenni storico-postali
I francobolli del governo provvisorio sono stampati in fogli di 60 esemplari (10 x 6).
L’emissione è ottenuta usando gli stereotipi del segnatasse per giornali da 9 c. del Ducato di Parma emesso nel 1853 ed introducendo il tassello delle cifre nell’ incavo preparato per ogni stereotipo.
La stessa tavola, col mutamento delle cifre, è usata per la stampa di tutti i valori della serie.
Una sola quindi la tiratura emessa il 27 agosto 1859: francobolli non dentellati.
Sette i valori emessi: 5 c. in due colori, 10 c., 20 c., 40 c. in due colori e 80 c.
Pregiatissime e ricercate le affrancature con ampi margini, quelle pluricolore o realizzate con strisce.
Governo Provvisorio di Modena
1859 - 1860
Cenni storici
A seguito della fuga del Duca Francesco V,
Il 14 giugno giunge a Modena l’inviato speciale del Re Vittorio Emanuele TI Luigi Zini con l’incarico di formare un Governo Provvisorio che viene ufficialmente decretato il giorno successivo: 15 giugno 1859.
IL 19 giugno Luigi Carlo Farmi viene proclamato Dittatore delle Province Modenesi.
Il 20 agosto l’assemblea popolare dichiara decaduta la dinastia d’ Austria-Este e vota l’annessione al Regno di Sardegna.
Il 30 novembre si uniscono a Modena anche le province di Parma, Piacenza e delle Romagne sotto la comune dittatura del Farini.
L’11 e 12 marzo 1860 avviene il Plebiscito per l’annessione al Regno di Sardegna. A seguito dei risultati favorevoli, Re Vittorio Emanuele TI firma il decreto di annessione di quei territori al Regno di Sardegna il 18 marzo 1860.
Cenni storico-postali
I francobolli sono stampati tipograficamente.
Una sola è la tiratura emessa il 15 ottobre 1859: francobolli non dentellati emessi in fogli, senza filigrana, di 240 esemplari divisi in quattro gruppi di 60 (10 x 6) separati da interspazi.
Sette i valori emessi: 5 c., 15 c. in due colori, 20 c. in due colori, 40 c. e 80 c.
Oltre ai francobolli ordinari, viene emesso un segnatasse per giornali.
Sono particolarmente pregiate e ricercate le affrancature con ampi margini, pluricolore e con strisce.
Governo Provvisorio delle Romagne
1859 - 1860
Cenni storici
Il territorio comprende le Legazioni di Bologna, Ferrara, Forlì e Ravenna, già appartenute allo Stato Pontificio e che da questi si erano staccate il 12 giugno 1859, dopo la partenza delle truppe austriache.
Il 6 agosto il colonnello L. Cipriani viene eletto “Governatore delle Romagne”; questo titolo passa il 9 novembre a Luigi Carlo Farmi, dittatore delle province di Modena e Parma e il 30 novembre viene decretata l’unione con le province di Modena, Parma e Piacenza.
L’11 e 12 marzo 1860 viene indetto il plebiscito per l’annessione al Regno di Sardegna. A seguito dei risultati favorevoli, il 18 marzo il Governatore Luigi Carlo Farmi si reca a Torino e li presenta al Re Vittorio Emanuele II che ne prende atto e firma il decreto di annessione di quei territori al Regno di Sardegna.
Nel 1859, gli abitanti sono 1,1 milioni e la capitale è Bologna.
La moneta è lo scudo pontificio diviso in 100 bajocchi: dall’ 1.11.1859 viene introdotta la lira italiana.
Cenni storico-postali
I francobolli sono stampati dalla Stamperia governativa Della Volpe e Del Sassi con stereotipi realizzati dalla Fonderia dei Fratelli Amoretti di Bologna.
Una sola è la tiratura emessa il 1° settembre 1859: francobolli non dentellati, a stampa tipografia in nero su carta colorata in fogli da 120 esemplari divisi in due gruppi sovrapposti di 60 (10 x 6) separati da un interspazio.
Nove i valori emessi: 1/2 b., 1 b., 2 b., 3 b., 4 b., 5 b., 6 b., 8 b. e 20 b.
A partire dal 1.11.1859, il prezzo dei francobolli è variato da baj occhi in centesimi di lira col ragguaglio di 5 centesimi per ogni bajocco. Al 1/2 bajocco, per comodità di calcolo, è attribuito il valore di 2 centesimi.
Le affrancature per il porto assegnato sono apposte al verso della busta.
Particolarmente rare e pregiate le affrancature con ampi margini e realizzate con strisce.
Gli uffici postali sono 52 (dal gennaio 1860). Sono particolarmente pregiati gli annulli dei piccoli centri o quelli di breve periodo d’uso.
Dittatura e Luogotenenza di Napoli
1860
Cenni storici
Il 7 settembre 1860, il Generale Giuseppe Garibaldi assume in nome di Vittorio Emanuele II la dittatura dei domini al di qua del Faro.
A seguito del plebiscito indetto il 21 ottobre 1860, il 29 ottobre Garibaldi rassegna i poteri dittatoriali a Vittorio Emanuele II. Ciò diventa operativo l'8 novembre e, il giorno successivo, Garibaldi parte per l'isola di Caprera.
Con decreto reale del 9 novembre 1860, Luigi Carlo Farini viene nominato Luogotenente del Re.
Il 17 dicembre 1860, Re Vittorio Emanuele II° firma a Napoli il decreto di annessione al suo regno.
Cenni storico-postali
Il 6 novembre 1860, durante la dittatura di Garibaldi, viene emesso il valore di ½ tornese "Trinacria" utilizzando per la stampa una mezza tavola (100 esemplari) del valore da ½ grano II° tavola del Regno di Napoli e scalpellando la "G" di grana e reincidendo una "T" di tornese.
Il 6 dicembre 1860, durante la luogotenenza di Farini, viene emesso il valore di ½ tornese "Crocetta" utilizzando la tavola usata per stampare
Ambedue le emissioni sono in stampa calcografica in colore su carta a mano bianca con filigrana (ornati con iscrizioni Bolli Postali ai lati e con al centro 40 gigli borbonici) in fogli di 100 esemplari non dentellati. Particolarmente pregiate le affrancature con ampi margini.
Province Napoletane
1861
Cenni storici
Dopo la dittatura di Garibaldi e
Il Re di Sardegna nomina suo Luogotenente il cugino Principe Eugenio di Savoia-Carignano coadiuvato, come segretario, da Costantino Nigra.
Questa è l'ultima annessione prima della proclamazione del regno d'Italia che avviene il 17 marzo 1861.
Cenni storico-postali
Francobolli in valuta borbonica e con effigie di Vittorio Emanuele II emessi il 14 febbraio 1861.
Carta a macchina bianca con stampa litografica a colore ed effigie in rilievo impressa a secco. Fogli di 100 esemplari (gruppi da 50 x 2 e distribuiti in mezzo foglio - 5 x 10) non dentellati.
Otto valori emessi: ½ t., ½ gr., 1 gr., 2 gr., 5 gr., 10 gr., 20 gr. e 50 gr.
Particolarmente pregiate e ricercate le affrancature con ampi margini, pluricolore e con strisce.
Questi francobolli, usati nelle "Province Napoletane" per solo un mese (14.2.1861- 16.3.1861), sono rimasti in corso, anche dopo la proclamazione del regno d'Italia, fino al 15.10.1862.
Regno d'Italia - Vittorio Emanuele II
1861 - 1878
Cenni storici
Il 18 febbraio
Nel 1861, i territori non ancora annessi sono:
Il Veneto e il Mantovano (che saranno annessi dopo la terza guerra d'indipendenza del 1866);
Il Lazio (che sarà annesso dopo la presa di Roma il 20 settembre 1870);
Capitale del Regno d'Italia è Torino, poi Firenze e, dal 1871, Roma.
Nel 1861 la popolazione è di 25,8 milioni di abitanti ed il 75% è analfabeta.
Vittorio Emanuele II, nato a Torino il 14 marzo 1820, salito al trono del Regno di Sardegna il 23 marzo
Cenni storico-postali
Alla proclamazione del regno d'Italia, sono in corso in tutto il territorio del Regno i francobolli non dentellati della IV emissione di Sardegna: questi francobolli hanno validità fino al 31.12.1863.
Nelle Province Napoletane sono in corso i francobolli emessi il mese precedente con valore in grana: questi francobolli hanno validità fino al 15.10.1862.
Il 1° marzo 1862 viene emessa la prima serie italiana: stessi tipi della IV emissione di Sardegna, ma dentellati.
Durante il regno di Vittorio Emanuele II verranno emessi 31 francobolli ordinari, 14 segnatasse e 1 francobollo di ricognizione postale. Verranno inoltre emesse 4 cartoline postali e 2 cartoline postali di stato
Vediamo ora la situazione nei territori che verranno accorpati al regno d’Italia successivamente alla sua proclamazione.
Regno Lombardo Veneto - (Veneto e Mantovano)
1861 - 1866
Cenni storici
Dopo la perdita della Lombardia fino al Mincio, in favore del Regno d’Italia, nel
Il 20 giugno
Cenni storico-postali
Le emissioni, tutte approntate a Vienna dall'I.R. Stamperia di Stato, coincidono con quelle dell'Impero austro-ungarico, salvo l'espressione monetaria.
Dal 1861 al 1866, le emissioni sono quattro:
III° emissione (1861-2): francobolli dentellati, valori in soldi, emessi in fogli, senza filigrana, di 400 esemplari. Due valori emessi: 5 s. e 10 s.
IV° emissione (gennaio 1862): francobollo da 3 s. dentellato, emesso in fogli, senza filigrana, di 240 esemplari.
V° emissione (1° luglio 1863): francobolli dentellati (14), valori in soldi, emessi in fogli, senza filigrana, di 400 esemplari. Cinque valori emessi: 2 s., 3 s., 6 s., 10 s. e 15 s.
VI° emissione (1864-65): emissione come la precedente, ma con dentellatura 9½ e con filigrana "Brief-Marken"
Oltre ai francobolli ordinari, vengono emessi i francobolli per giornali ed i segnatasse per giornali; vengono inoltre emessi i primi interi postali italiani: buste di vario tipo e formato recanti a stampa l'impronta del francobollo analogo in circolazione.
Particolarmente pregiate le affrancature pluricolore e con strisce.
Stato Pontificio - (Lazio)
1861 - 1870
Cenni storici
Dopo la perdita delle Romagne nel 1859 e dell'Umbria e Marche nel
Il 20 settembre 1870 con l'entrata delle truppe italiane a Roma, si conclude il ciclo delle guerre di indipendenza, il Lazio viene annesso e Roma, nel giugno 1871, diventa la capitale d'Italia.
Con la fine dello Stato Pontificio, Pio IX° si considera "prigioniero" in territorio italiano e così i suoi successori (Leone XIII°, Pio X° e Benedetto XV°) fino alla riconciliazione che avviene con la ratifica dei Patti Lateranensi (7 giugno 1929) sotto il pontificato di Papa Pio XI°.
Cenni storico-postali
Dal 1861 al 1870, le emissioni sono due:
II° emissione (21 settembre 1867): francobolli non dentellati, valori in centesimi, stampa tipografica in nero su carta lucida colorata al recto, emessi in fogli, senza filigrana, di 64 esemplari. Otto valori emessi: 2 c., 3 c. (due colori), 5 c., 10 c., 20 c., 40 c. e 80 c.
III° emissione (12 marzo 1868): tipi precedenti, emessi in fogli di 120 esemplari dentellati 13. Dieci valori emessi: 2 c., 3 c. (due colori), 5 c., 10 c., 20 c. (due colori), 40 c. e 80 c. (due colori). Particolarmente pregiate le affrancature pluricolore e con strisce. (continua)
Emanuele Gabbini
Un sito web che elenca alcune Leggi e Decreti sull'unificazione delle Venezie e della Provincia di Mantova all'Italia è il seguente:
http://sites.google.com/site/mantualex/
Riporta la versione integrale di Leggi e Decreti dell'epoca inerenti al tema, tratte dall' "Elenco di Leggi e Decreti" degli anni corrispondenti.
Non ho trovato altrettante Leggi e Decreti per l'unificazione delle "Provincie Napoletane" al Regno.
Alcuni lustri successivi all'unificazione, per la Provincia di Mantova e le Venezie iniziò un periodo di emigrazione verso l'estero.