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Mimetica, uno stile senza frontiere per donne forse armate… ma di eleganza

19 marzo 2010 14:22
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(Clara Picciotto) Tanti anni fa ha iniziato Veruschka indossando la divisa di Mao, ma negli anni lo stile mimetico è sempre stato una alternativa che dava spazio a originalità e fantasia fino alle ultime sfilate. Scelto dal popolo della moda con un semplice passa parola, come sempre, finalmente ha attirato l’attenzione di molti, anche di quelli che non lo considerano neanche uno stile. Pantaloni e giubbotto con stemmi e colori ispirati a quelli usati dalle forze armate abbinati a romantiche camicie di voile trasparente diventano un modo irriverente di ricordare chi li indossa per  mestiere, per salvare e uccidere. Ma sulle passerelle sfilano quelle delle forse armate, si, ma di eleganza.

 

Non c’è rimedio per tagli e strappi post combattimento, bisogna considerare il grunge e lo stropicciato una base per spalline, cordoni, bottoni a stella e mostrine di ogni genere, il tutto cucito un po’ dove capita su una base colore delle polvere, il kaki, parola di origine sanscrita. Per i tessuti la tendenza è quella che mescola lana e cotone come conveniva ai soldati della regina Vittoria di stanza in India. Ed è dalla storia militare che provengono dei capi fondamentali per le donne vissute negli ultimi secoli. Per esempio dopo le vittorie di Napoleone in Russia le rivoluzionarie francesi portavano giacche corte e di colore rosse sopra le sottane e imitavano quelle degli ussari. Oppure è suggestiva l’origine del capo spalla denominato trench che proviene dalla trincea della Prima Guerra Mondiale.  Più recente invece  i pantaloni arricciati sotto il ginocchio come lo portavano gli Zuavi, soldati di origine berbera vennero scelti da Yves Saint Laurent nel 1967. 

 

Il military style diventa una moda soprattutto grazie al cinema, alla musica; le famose giacche di Michael Jackson che dal palcoscenico regalava un misto di sicurezza grazie a un abbigliamento studiato per infondere affidabilità, la divisa appunto,  che si fondeva con  il romanticismo di molte delle sua canzoni. Questo stile tradotto per le donne diventa una occasione per sentirsi amazzoni, le donne guerriere delle mitologia  che difendono la loro femminilità piazzando un reggiseno a balconcino sotto giacche dal tipico taglio militare.

 

L’idea è quella diffusa dai comunicati stampa delle case di moda, “aggressivo ma consapevole”, cioè la donna deve combattere e ha bisogno di una corazza, ma non perde occasione di sedurre. Così Sportmax, Iceberg destrutturano le giacche, Max Mara e Loewe puntano sui colori fantasia per la mimetica più innovativa. Le stampe sul military style invece per Kenzo, Antonio Marras,  Stella McCartney, Blugirl e John Richmond.

 

Ma lo stile “bellicoso”, per così dire si delinea in diverse tendenze; c’è lo stile safari, la “moda Sauvage “ lo stile armatura con bustier e reggiseni a vista, come propone da sempre Dolce e Gabbana, e poi Dior, Ferrè e Saint Laurent. Effetto chandelier, cioè incrostazioni paillettes e ricami per Prada, Elie Saab e Missoni. Per le scarpe o sono altissime oppure basse come i sandali da legionario da legare al polpaccio o alla caviglia. Per quelle con il tacco alto è preferibile che sia  più simile ad uno scarponcino con galosches stringate. Le borse seguono gli eccessi infatti o sono piccole o troppo grandi; quindi tracolla giberna in tessuto o pelle o pochette.

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