“Non stiamo assistendo a delle, pur, consuete liti di potere. Nel centrodestra siciliano, ormai, sta accadendo qualcosa di più: stanno scattando gli asti e le incompatibilità personali”. Aveva detto, sabato scorso, Antonello Cracolici, capogruppo Pd all’Assemblea Regionale,in un meeting del suo partito.
Una predizione politica, presto confermata dai fatti. Da domenica ad oggi, è stato lo scatenarsi del “diluvio” degli scontri politici nel centrodestra siciliano. Il più “serio”, era apparso quello che ha visti contrapposti il Presidente dell’Ars, Ciccio Cascio (“quello di Lombardo è il peggiore Governo degli ultimi 15 anni”), con l’Assessore regionale al Bilancio, Michele Cimino. Ma, adesso, Cascio ed il coordinatore regionale del Pdl Giuseppe Castiglione, hanno rincarato la dose, preannunciando la presentazione di un loro esposto alla Procura della Repubblica di Palermo contro Lombardo, “con l’accusa di abuso di ufficio”. Correlata, alle numerose nomine di sottogoverno che Lombardo sta producendo in questi giorni, senza chiedere il permesso ai due ras ex Forza Italia.
“Non ci credo. Mi pare una boutade – sostiene il sen.Carlo Vizzini, Presidente della Commissione Affari costituzionali, molto vicino a Berlusconi ed Alfano – sarebbe una manifestazione da politica debole. Cosa c’entra che la politica, pur impegnata in un confronto aspro al suo interno, si adoperi a chiamare in causa, per dirimere un suo problema , addirittura la giurisdizione penale!?”
A rendere la situazione ancor più “senza ritorno”, sono giunti altri due segnali “pesanti”. Anzitutto, l’intervista di Marcello Dell’Utri su alcuni quotidiani nazionali. L’ex manager di Publitalia, e fondatore di Forza Italia, ha tenuto a comunicare due cose: 1) i miei amici dei “circoli del buongoverno” in Lombardia non voteranno Pdl (ndr: quindi anche alle europee, ed allora per chi?), a seguito di un dissidio insanabile sulle candidature alle elezioni provinciali di Milano; 2) pur puntualizzando di rimanere in sintonia con il Pdl di Berlusconi, Dell’Utri ha reso pubblica la sua esigenza di dover condurre, insieme ai suoi amici, una più approfondita riflessione politica.
Poi, la notizia che Gianfranco Miccichè si schiera, di nuovo (dopo Termini Imerese), quale candidato per vicesindaco di Mazara del Vallo, contro la locale lista ufficiale del Pdl, insieme a quelli dell’Mpa e del Pd.
Se a tutto ciò si somma lo “stato di psicosi” in cui vive l’Udc regionale, che si sente “sotto attacco”. Che costringe Lillo Mannino a compiere sforzi inauditi per tenere unito il partito regionale, ossia Cuffaro e Romano, sempre più divaricati nella loro marcia per tutelare loro interessi (politici e personali) ed obiettivi differenti. Insomma, si nota con evidenza che la lista di coloro che nell’Isola si considerano “maltrattati” dal Pdl, tende ad allungarsi. Non comprende, più, il solo Mpa del “disobbediente” Lombardo.
E’ il caso di chiedersi: alla Sicilia potrà tornare ad essere il laboratorio politico d’Italia? La domanda non è né peregrina , né faziosa. In Sicilia, nel biennio 1962/63 , furono sperimentate le prime giunte comunali Dc-Psi. La stessa cosa accadde, a fine anni 70 con il compromesso storico ed i governi delle larghe intese tra Dc e Pci, prima e dopo il rapimento Moro. E ancora da Palermo, con Leoluca Orlando, Palermo,negli anni 80, fu uno dei centri da cui partì il fenomeno nazionale del movimento dei Sindaci. Insomma, facendo la tara alle polemiche elettorali, pare proprio che in Sicilia “qualcosa” sia concretamente possibile che accada dopo le lezioni europee. Un “qualcosa” che, a questo punto, potrà manifestarsi, al di là del fatto se Lombardo e l’Mpa raggiungano, o meno, l’indispensabile soglia del 4%.
“Diciamola tutta, più che le polemiche aspre – spiega Elio Sanfilippo, presidente della Lega Coop Sicilia e storico osservatore politico delle cose siciliane – quello che colpisce è la crisi strutturale nella quale è entrata la Regione Siciliana. E con essa il modo di concepire l’Autonomia. Una crisi seria, appena sottolineata, mi si passi la cruda metafora, dal fatto che la Regione finanziariamente è all’osso: non vi sono più risorse da poter spolpare. Il sistema politico, non può più stare al passo con le richieste pressanti delle sue clientele. E questo, ha fatto saltare, irrimediabilmente, gli equilibri di potere dentro al centrodestra siciliano”.
Il senatore Giovanni Pistorio, fedelissimo di Lombardo , ne parla apertamente : “Se metà del Pdl siciliano vuole cacciare Lombardo dopo le elezioni, sarà il caso di ricercare una nuova e più ampia maggioranza istituzionale di Governo alla Regione, più compatibile , programmaticamente, con il progetto di innovazione e di sviluppo proposto dal Presidente Lombardo”.
Infatti, non a caso, a Palermo, si assiste ad un silenziosa emigrazione - o al disimpegno elettorale - di intere categorie sociali, imprenditoriali e commerciali, tradizionalmente, legatissime all’ex Forza Italia. Una trasmigrazione che, però, viene giustificata con una sola ragione: Diego Cammarata. Il Sindaco di Palermo, oggi schierato con la corrente Alfano-Schifani, che è accusato di avere portato il Municipio alle soglie del dissesto finanziario, e ad aver abbandonato la città a se stessa.
Ci dice un “grande vecchio” della Prima Repubblica: “ il diktat di Berlusconi ai suoi plenipotenziari siciliani di cogliere l’occasione delle elezioni europee ed amministrative, per liberarsi – e liberarlo – dalla fastidiosa esistenza dell’Udc del presuntuoso Casini e dell’Mpa del furbastro Lombardo, si trasformerà presto in un boomerang politico. A cominciare dai deputati regionali dello stesso Pdl. Si lamentano assai di Lombardo, ma non permetteranno mai, un altro scioglimento anticipato dell’Ars. Devono ancora pagarsi la campagna elettorale dell’anno scorso. E poi, almeno la metà, non ha la certezza di una nuova rielezione”.
E allora, chiediamo? “E allora - ci risponde il “grande vecchio” – bisognerà reinventare un nuovo modello, ed un nuovo blocco socio/politico, per gestire il governo dell’Autonomia siciliana, indipendentemente da ciò che ne potrà pensare il Governo Nazionale. C’è già, chi ci studia”.
Intanto, si ha notizia della costituzione di una Associazione di cultura politica, battezzata “i popolari per la Sicilia”. Sinora, vi hanno aderito una decina di parlamentari ed ex parlamentari di derivazione democristiana, o più semplicemente di tradizione cattolica. I nomi ? Per ora, se ne conoscono solo alcuni : Fausto Spagna, Borrometi , Andrea Zangara. Hanno militato, o militano, in partiti diversi : Forza Italia, l’UDC, l’ex Margherita, l’attuale PD. Una associazione culturale di politici, insomma. Gente , accomunata dal comune sentire cattolico, da sempre presente nel proscenio politico dell’Autonomia siciliana. Già la chiamano la “congrega degli sherpa” .
Per ritornare ad essere definita, la Sicilia, "laboratorio politico" dovremmo avere dei veri dirigenti politici e non funamboli in cerca di consensi profondamente disinteressati ai problemi veri che affligono la nostra regione ormai etichettata come perennemente depressa.
Enzo Coniglio,
non sarebbe niente male se fosse vero.
La Sicilia, o almeno una buona parte, sarebbe cresciuta e maturata.
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Caro Amico, non pretendo affatto di aver ragione e mi sottopongo all'impegno di intervenire in questo quotidiano perchè ritengo che sia nostro dovere essere presenti nel dibattito in corso con proposte e testimonianze in un momento decisivo per la vita politica siciliana da cui dipende in gran parte il futuro dei mei e dei tuoi figli e nipoti. Non voglio certo che siano quattro leaderucci a decidere il nostro futuro!
Parlagreco è d'accordo: apriamo dalle pagine di questo meraviglioso quotidiano un dibattito concreto, sereno, rigoroso ma privo di invettive che comunque non pagano e in nessun caso creano uno spostamento di voti! Lo dovrebbero ricordare quanti hanno scelto come sport nazionale quello di attaccare Berlusconi. Accanto alla pars denstruens, ci ricordavano gli inglesi nel 1500, c'è la pars construens: e la politica è progettualità e gestione.
Ho la netta sensazione che siano pochi gli intellettuali seriamente impegnati nel cambiamento, a partecipare al dibattitto attraverso Sicilia Informazioni. Lo deduco dal tenore dei commenti e dal fatto che non vengano firmati.
Comunque, se sei convinto sulla bontà di questa campagna, invita altre persone a prendere parte al dibattito. Permettimi di ritrascrivere in questa sede un commento scritto pochi giorni fa per un altro articolo di S.I. e che considero coerente con l'attuale.
Che ne pensi?
Enzo Coniglio
E' fantastico questo eccezionale gioco pirotecnico di affermazioni emotive, sganciate dal contesto, che sottolineano una caratteristica del nostro carattere siciliano. Vediamo di calmarci per un istante e rimettere a posto i tasselli del puzzle.
1. Raffaele Lombardo, viene candidato a Presidente della Regione dal suo movimento, da Forza Italia e dall'UDC. Viene eletto a stragrande maggioranza.
2. Il nuovo Presidente, invece di riprendere il cammino dal punto in cui l'ha lasciato il suo predecessore, è costretto da alcune pendenze, a "dare un'occhiata" alla sanità e ad altri settori e si convince della necessità di apportare delle modifiche che vengono giudicati dai suoi alleati come "rivoluzionari" rispetto al percorso seguito in precedenza. Lombardo viene quindi invitato a desistere.
3. Lombardo si trova ora ad un bivio: accontentare i suoi alleati istituzionali come una marionetta nelle mani del puparo o oppure fare quello che la Costituzione e il Diritto chiedono ad un Presidente: operare come un buon padre di famglia, ricercando sempre l'efficacia e l'efficienza e otimizzando le scarse risorse.
4. Lombardo sceglie apertamente questa via provocando, come era naturale, l'ira funesta dei suoi sponsor politici, inziando da Totò Cuffaro e dal Senatore Firrarello che dichiarano apertamente che non possono continuare ad essere suoi amici. Come dire: prendiamo atto che abbiamo un'idea diversa di gestione politica.
5. Lombardo accusa il colpo; sa che da ora in poi il suo percorso sarà tutto in salita; è costretto a frenare la sua attività e a cercare di svincolarsi dalla morsa mortale ricorrendo allo stesso Berlusconi, inventandosi le cosiddette "geometrie variabili"e intervenendo il meno possibile.
6. Grazie ad una oculata strategia, riesce a superare l'accerchiamento e ad avviare il risanamento della sanità e, subito dopo, ha affrontato con altrettanto coraggio, oculatezza e prudenza altri settori delicati come quello della formazione professionale.
Questi sono fatti incontrovertibili da cui dobbiamo partire e che non abbiamo il diritto di ignorare, anche se abbiamo il diritto di valutarli in maniera diversa pur nella coerenza dell'insieme.
1. In questo contesto, dire che il governo Lombardo ha fatto poco, fa solo ridere. Agli osservatori esterni disinteressati appare evidente l'esatto contrario: che Lombardo Non si può pretendere che corra chi attraversa un campo minato. è riuscito ad iniziare un percorso virtuoso di cambiamento attraversando un campo minato che nessun altro Presidente prima di lui è riuscito ad avviare.
2. In questo contesto, dire che il governo Lombardo deve dimettersi perchè non ha più l'appoggio dei partiti della coalizione, non è fondato perchè il compito di un Presidente non è quello di seguire passivamente forze prive di programmi operativi concreti anche se alleate. E' soltanto quello di gestire la Sicilia con efficacia ed efficienza.Punto.
3. In questo contesto, chiedere a Lombardo di dimettersi facendo ritornare la Sicilia in mano alle forze che l'hanno osteggiato fino alla morte politica psicocologica, mi sembrerebbe criminale oltre che puerile e autolesionista! Lo dico soprattutto a Cracolici che apprezzo e che ha tanto contribuito a realizzare tale svolta di cui la Sicilia intera ne trae vantaggio.
4. In questo contesto pensare che gli "alleati" lascino a Lombardo gli onori del successo e di un cambiamento che se continuato, potrà definirsi epocale, appare a dir poco ingenuo. E' quindi evidente che cercheranno di riappropriarsi del potere, bloccare il cambiamento sostanziale e continuare a governare more solito.
5. In questo contesto,dire che il governo Lombardo è il peggiore governo degli ultimi 15 anni, oltre all'assurdità sintattica che rivela come tale frase è priva di ogni fondamento perchè introduce un termine relativo senza precisarlne le relazioni (peggiore rispetto a cosa e in che contesto), appare inaccettabile che un tale giudizio sia espresso da chi istituzionalmente è chiamato ad assicurare l'equidistanza dalle forze politiche in campo.
6. Del tutto comprensibile, giustificata e pacata la risposta istituzionale del Presidente Lombardo che invita il Presidente Cascio a raccogliere i voti necessari per sfiduciarlo e, qualora non ci riuscisse, a dimettersi. Altrettanto corretta l'affermazione di Lombardo che il suo è il peggiore dei governi degli ultimi 50 anni per gli arraffoni, clientelari incalliti che si vedono messi in un angolo, incapaci di continuare ad approfittare del potere politico.
IN CONCLUSIONE: questo è il processo che ho cercato di ricostruire raccogliendo pazientemente centinaia di ritagli stampa e televisivi dal settembre scorso ad oggi. Certamente ho annotato alcuni punti di debolezza nell'attività di Lombardo che noto con piacere che sta cercando di correggere.
Fate anche voi la vostra ricostruzione dei fatti; fatela in maniera autonoma senza lasciarvi influenzare dagli altri. Fatela presto in modo da potervi presentare all'appuntamento dei prossimi giorni senza poter sbagliare la scelta elettorale.
Auguri
Enzo Coniglio
konics000@gmail.com
Caro Panzica, La sua domanda è più che opportuna anche se naturalmente non può avere per il momento una risposta univoca, non certo per i limiti della sua analisi ma perchè non si sono chiarite le variabili che la sottendono.
Comunque in questa fase della storia, ci sono effettivamente diversi punti di novità da cui non si potrà tornare indietro.
1. La prima è la nascita di una nuova coscienza di appartenenza ad un territorio denominato Sicilia, vissuta come Patria propria e dei propri figli che per secoli è stata depredata in modo vergognoso come terra di conquista. Adesso vogliamo assumere la gestione in prima persona e non permettere più a nessuno di esterno di gestire i nosti destini. E' una conquista nobile di cui dobbiamo essere orgogliosi e da cui ripeto non possiamo tornare indietro.
2. Da questo sentimento scaturisce profondo e dirompente il biosogno di AUTONOMIA. Ne siamo grati a Raffaele Lombardo che lo ha iniziato ma, voglio sottolinearlo a voce alta, questo Movimento continuerà con lui o senza di lui perchè è un movimento della coscienza. Si anniderà presto, ne potete star sicuri, anche nell'animo dei siciliani che aderiscono ad altri movimenti politici perchè l'autonomia per definizione è un movimento trasversale.
3. Ma c'è un'altra ragione non meno importante: l'Autonomia è strutturalmente fondata sulla glocalizzazione che costituisce l'autentico fondamento della polica del XXI secolo, intesa come rafforzamento delle realtà locali in un contesto nazionale ed internazionale.
4. A questo primo gruppo di considerazioni da cui non si può prescindere, si aggiunge un nuovo concetto di efficienza gestionale. Il politico cioè deve essere giudicato per la sua efficacia ed efficienza operativa. Al cittadino non deve interessare il suo colore politico ma la capacità di gestire le risorse pubbliche di cui tutti siamo azionisti, siano esse risorse umane, finanziarie od economiche. Non si deve votare più per i Cuffaro, i Firrarello, i Castro, gli Alfano, ecc. perchè hanno potere. Dobbiamo votarli solo, ripeto solo, se sanno gestire.
5. Da ciò deriva un nuovo concetto di coerenza politica. Io di centro sinistra coerentemente posso votare per un Presidente di centro destra o viceversa se ritengo che sia più capace a gestire le risorse pubbliche. LA BUONA GESTIONE NON HA COLORE!
6. Ciò premesso, caro Panzica, io non mi meraviglierei se nei prossimi mesi si assistesse ad uno spostamento di intellettuali e di siciliani responsabili dall'UDC e del PDL all'MPA e ad una allenaza tra l'MPA e il PD pderchè sono molte le cose su cui i due partiti si troveranno d'accordo. Non grideri allo scandalo ma brinderei alla coerenza della coscienza!!!
IN UNA PAROLA, caro Panzica, i nostri corregionali sono cresciuti e sono in parte pronti a buttare al mare come zavorra quattro leaderucci da strapazzo che hanno pesantemente condizionato in negativo la loro vita e quella dei loro figli e dei loro nipoti. LA TRAGEDIA PER ME è che si tratta anche dei miei figli e dei miei nipoti.
Personalmente io ho già abbracciato questo nuovo percorso e ne sono felice perchè coerente con le mie idee e con la mia coscienza etica.
Mi auguro che molti altri nostri lettori possano mandare questo messaggio chiaro ai potenti leader del passato:
NON SIAMO NOI A SERVIRE VOI COME ABBIAMO FATTO NEL PASSATO MA SIETE VOI CHE DOVETE SERVIRE LA NOSTRA CAUSA O ANDARE A CASA.
In questo senso la Sicilia è già in parte un nuovo laboratorio.
Enzo coniglio
konics000@gmail.com
Enzo Coniglio,
non sarebbe niente male se fosse vero.
La Sicilia, o almeno una buona parte, sarebbe cresciuta e maturata.
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Caro Panzica, La sua domanda è più che opportuna anche se naturalmente non può avere per il momento una risposta univoca, non certo per i limiti della sua analisi ma perchè non si sono chiarite le variabili che la sottendono.
Comunque in questa fase della storia, ci sono effettivamente diversi punti di novità da cui non si potrà tornare indietro.
1. La prima è la nascita di una nuova coscienza di appartenenza ad un territorio denominato Sicilia, vissuta come Patria propria e dei propri figli che per secoli è stata depredata in modo vergognoso come terra di conquista. Adesso vogliamo assumere la gestione in prima persona e non permettere più a nessuno di esterno di gestire i nosti destini. E' una conquista nobile di cui dobbiamo essere orgogliosi e da cui ripeto non possiamo tornare indietro.
2. Da questo sentimento scaturisce profondo e dirompente il biosogno di AUTONOMIA. Ne siamo grati a Raffaele Lombardo che lo ha iniziato ma, voglio sottolinearlo a voce alta, questo Movimento continuerà con lui o senza di lui perchè è un movimento della coscienza. Si anniderà presto, ne potete star sicuri, anche nell'animo dei siciliani che aderiscono ad altri movimenti politici perchè l'autonomia per definizione è un movimento trasversale.
3. Ma c'è un'altra ragione non meno importante: l'Autonomia è strutturalmente fondata sulla glocalizzazione che costituisce l'autentico fondamento della polica del XXI secolo, intesa come rafforzamento delle realtà locali in un contesto nazionale ed internazionale.
4. A questo primo gruppo di considerazioni da cui non si può prescindere, si aggiunge un nuovo concetto di efficienza gestionale. Il politico cioè deve essere giudicato per la sua efficacia ed efficienza operativa. Al cittadino non deve interessare il suo colore politico ma la capacità di gestire le risorse pubbliche di cui tutti siamo azionisti, siano esse risorse umane, finanziarie od economiche. Non si deve votare più per i Cuffaro, i Firrarello, i Castro, gli Alfano, ecc. perchè hanno potere. Dobbiamo votarli solo, ripeto solo, se sanno gestire.
5. Da ciò deriva un nuovo concetto di coerenza politica. Io di centro sinistra coerentemente posso votare per un Presidente di centro destra o viceversa se ritengo che sia più capace a gestire le risorse pubbliche. LA BUONA GESTIONE NON HA COLORE!
6. Ciò premesso, caro Panzica, io non mi meraviglierei se nei prossimi mesi si assistesse ad uno spostamento di intellettuali e di siciliani responsabili dall'UDC e del PDL all'MPA e ad una allenaza tra l'MPA e il PD pderchè sono molte le cose su cui i due partiti si troveranno d'accordo. Non grideri allo scandalo ma brinderei alla coerenza della coscienza!!!
IN UNA PAROLA, caro Panzica, i nostri corregionali sono cresciuti e sono in parte pronti a buttare al mare come zavorra quattro leaderucci da strapazzo che hanno pesantemente condizionato in negativo la loro vita e quella dei loro figli e dei loro nipoti. LA TRAGEDIA PER ME è che si tratta anche dei miei figli e dei miei nipoti.
Personalmente io ho già abbracciato questo nuovo percorso e ne sono felice perchè coerente con le mie idee e con la mia coscienza etica.
Mi auguro che molti altri nostri lettori possano mandare questo messaggio chiaro ai potenti leader del passato:
NON SIAMO NOI A SERVIRE VOI COME ABBIAMO FATTO NEL PASSATO MA SIETE VOI CHE DOVETE SERVIRE LA NOSTRA CAUSA O ANDARE A CASA.
In questo senso la Sicilia è già in parte un nuovo laboratorio.
Enzo coniglio
konics000@gmail.com