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Europee e risultati elettorali. Senza la rete,informazioni errate. E drogate

08 giugno 2009 13:42
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Immaginiamo che gli italiani avessero avuto quale unica fonte d’informazione i giornali cartacei durante il day after elettorale. Immaginiamo che il dibattito politico, si fosse svolto sulla base dei risultati consegnati all’opinione pubblica dai giornali. Immaginiamo che  il giudizio sui risultati elettorali fosse desunto dai titoli dei giornali.

Ebbene, se tutto questo fosse vero, si sarebbe perpetrata una truffa inaudita ai danni degli italiani. Nessuno ci avrebbe capito niente e molti avrebbero avuto notizie del tutto false o quasi.

 

La rete, internet, le testate on line hanno permesso agli italiani di sapere come stavano veramente le cose. Molti giornali, infatti, hanno riferito che il Pdl è arrivato al 38 per cento, alcuni al 40 per cento, altri ancora vicino al 43 per cento, i numeri che aveva previsto il Premier Berlusconi, mentre le cose sono andate diversamente, molto diversamente.

E’ dovuto al fatto che le notizie non erano ancora arrivate quando hanno stampato i giornali?

 

No, non è così perché già a tarda sera gli exit poll di Sky, per fare un solo esempio, davano cifre assai diverse, bastava prestare credito. Ove non si fosse voluto prestare credito, i numeri avrebbero dovuto suggerire cautela, un pizzico di incertezza. E invece i titoli esprimono certezze.

Un esempio.

Libero afferma che Berlusconi e Bossi crescono e titopla a tutta pagina: Perfetto. Il Pdl sale al 38,5 per  cento…

Il Tempo di Roma azzarda numeri favorevoli al Pdl che sono “lunari”, lo stesso dicasi per il Giornale.

Più cauto e me no pretenzioso il Corriere della Sera, che titola: "Il voto delle Europee delude il Pdl”.

E Repubblica: fermato Berlusconi, cala il Pd.

Come sono andate davvero le cose?

Il Pd ha perso voti, il Pdl non ne ha affatto guadagnati, l’Italia dei Valori e la Lega Nord hanno aumentato i loro suffragi, l’Idv più che la Lega, che però ha totalizzato meno voti della Lega. L’incremento maggiore, infatti, l’ha avuto il partito di Di Pietro, non la Lega, che però è molto insoddisfatta dal risultato ottenuto nella Padania, dove contende la leadership al Pdl, cosa che ha fatto arrabbiare l’area ex An del Pdl (La Russa ha rimproverato il Cavaliere di avere praticamente dato una mano al carroccio).

Ma Berlusconi non solo si difende, attacca. “Ho tirato la carretta da solo”, sostiene. Ne è davvero sicuro? Le questioni, chiamiamole così, personali, non hanno avuto alcuna influenza sul risultato?

La carretta l’avrà tirata ma in qualche tratto del percorso si è rovesciata dando una mano a Bossi. L’uscita di Milano africana, con Berlusconi desideroso di competere con i leghisti sulle questioni che i leghisti prediligono, come l’immigrazione, ha scontentato chi pretende più sobrietà e meno pregiudizi nel Pdl e chi più determinazione. Se la diagnosi è giusta, perché non si è lavorato di conseguenza? Cavalcare la protesta, anche etnica,  può essere un boomerang. Viene concesso solo a quelli che su queste materia si sono meritati un certificato di benemerenza.

Il Pd, infine, viene “salvato” dai giornali più compiacenti. Ha evitato di annegare, si sostiene. Le europee avrebbero potuto affossarlo, il pericolo è stato evitato. Vero, ma questo non significa affatto che le cose siano andate bene, tutt’altro.

 

Il Pd ha perso voti, molti voti, mentre l’altra opposizione, quella di Di Pietro, ha raddoppiato i consensi.

Lega e Idv si confermano le spine al fianco dei due partiti maggiori.

Il Premier non può essere contento di avere il fiato sul collo di Bossi nel Nord est, i democratici non sono affatto contenti dell’exploit di Antonio Di Pietro, il quale ha annunciato che la sua opposizione diventa alternativa al “sistema” berlusconiano. E chi ci sta, ci sta.

Dario Franceschini per ora ha altro cui pensare. Congresso alle porte e decisioni importanti da assumere, come la collocazione del Pd a Strasburgo. Ha affermato di avere la coscienza a posto, ha fatto tutto quel che poteva. Si può dire, nel suo caso, che ha tirato la carretta, non c’è dubbio. Prendersela con lui sarebbe come sparare sull’autombulanza.

Sinistre? Non sono entrate nel Parlamento italiano, non ehtrano in quello di Strasburgo. Tutti concordi i giornali: pagano la divisioni.

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