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Il premier versus Draghi. E i giornali, le organizzazioni internazionali, i giudici…
La strategia della tensione mediatica

27 giugno 2009 09:39
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Ieri gli strali del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, hanno raggiunto le organizzazioni internazionali, i giornali, la Banca d’Italia e, indirettamente, il centro studi della Confindustria e l’Istat. Le colpe? Di spargere pessimismo a piene mani, di provocare danni al Paese, di far conoscere una realtà che non esiste. La crisi, secondo il premier, è soprattutto psicologica e si combatte sconfiggendo coloro che spargono dubbi e riferiscono dati che non corrispondono alla verità. Appena ventiquattro ore prima il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, aveva rimproverato aspramente il governatore della Banca d’Italia, Draghi, asserendo che le sue previsioni erano nient’altro che congetture, punti di vista peraltro non condivisibili.

 

Mai era capitato che la diversità di opinioni fra governo e Banca d’Italia diventasse oggetto di così aspra polemica, ma gli strappi alle consuetudini ed al galateo istituzionale ormai non si contano più, tanto che sono diventate routine. Tremonti, solitamente più cauto del presidente, ha tirato fuori la sua antica avversione nei confronti della Banca centrale e del suo governatore, in particolare. Non si spinge, come fa Berlusconi, a suggerire sanzioni verso coloro che spargono cattive notizie, perché caratterialmente più parco, ma non perde occasione per fare le bucce alla Banca d’Italia, diventata un bersaglio costante dell’esecutivo. Basti ricordare che proprio il governatore sarebbe stato identificato come il personaggio non eletto dal popolo che gli autori del presunto complotto eversivo, denunciato da Berlusconi, intenderebbero portare a Palazzo Chigi.

 

Draghi non ha fato una piega, non ha commentato né si è mai soffermato su alcuna delle illazioni sul suo conto. Ma stavolta si tratta di previsioni che il governo non accetta e che diventano perciò congetture, cioè una distorsione interessata delle previsioni. Draghi sarebbe interessato a rappresentare un panorama negativo della situazione economica del paese in odio al governo? La previsione di un prodotto interno lordo, il Pil, a”meno cinque”, riferita nella sua relazione, ha fatto imbestialire sia Berlusconi che Tremonti; le sue preoccupazioni sull’occupazione e sulle difficoltà delle imprese, corredate da dati, è stata accolta come una dichiarazione di guerra. Il fato curioso è che i dati di Draghi sono pressoché identici a quelli elaborati dal centro studi della Confindustria e dall’Istat. E allora?

 

Non è solo Draghi il nemico pubblico numero uno del governo, ma i giornali. Non tutti, naturalmente, ma quelli – e non sono affatto pochi, anzi sono la larga maggioranza - che sposano le tesi di Draghi o, comunque, non sposandole giudicano con severità lo stato dell’economia e fanno previsioni affatto entusiastiche sul futuro del paese. Verso costoro sono state sparate le accuse più pesanti e minacciate le sanzioni più gravi, anche se per conto terzi. Il Premier ha suggerito agli imprenditori, durante un’assemblea alla quale è stato invitato, di minacciare la chiusura dei rubinetti della pubblicità a quei media che sono essi stessi fautori di crisi perché spargono pessimismo e, di conseguenza, alimentano la psicologia del malessere economico.

 

Bisogna chiudere la bocca a tutte le cassandre dell’informazione, invoca il presidente del consiglio, affamando l’editoria che rema contro. La difficoltà di realizzare queste sanzioni non derubrica la minaccia perché di giorno in giorno l’insofferenza del presidente del consiglio verso coloro che la pensano diversamente, lo contraddicono, si oppongono o non accettano le sue scelte, cresce in modo inquietante. Sono in molti a chiedersi, a questo punto, fin dove arriverà? La strategia della tensione mediatica che ha impresso alla sua azione politica condanna il Paese ad una spaesante battaglia quotidiana fra istituzioni, corpi dello Stato, soggetti pubblici e privati.

 

(editing Dario La Rosa)

© Riproduzione riservata
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Anonimo 28 giugno 2009   20:18
L'utente ha risposto al commento anonimo del 28 giugno 2009. Visualizza »

Gli italiani sono alla sfrutta  ( e non sono di sinistra)

 

fagli un favore - VATTENEEEEE !!!!

 

i tuoi affarei curali in tunisia !!! hai paura di perdere il lodo alfano?

In sicilia - in alcune amministrazioni - alle ultime elezioni

durante i comizi  i candidati hanno usato l inno di FORZA ITALIA -

 

 

Fondatore  dell utri marcello.

Colui tramite il quale Mangano è arrivato ad Arcore.

 

Anonimo 28 giugno 2009   10:19
L'utente ha risposto al commento anonimo del 28 giugno 2009. Visualizza »

La nostra povera ITALIA non si meritava un virus così devastante come il fantino berlusconi

Gli italiani sono alla sfrutta  ( e non sono di sinistra)

 

fagli un favore - VATTENEEEEE !!!!

 

i tuoi affarei curali in tunisia !!! hai paura di perdere il lodo alfano?

Anonimo 28 giugno 2009   09:08

Io sono un ex elettore di destra, queste elezioni non ho votato perche' schifato dalla politica tutta, questi, tutti da destra a sinistra, vivono in un altro mondo e non sanno niente della vita reale della gente e queste dichiarazioni , sia del Premier che quelle di Tremonti, ne sono una prova lampante, ci stanno , tutti ma proprio tutti, prendendo per i fondelli !!!!!!!!!!!! 

Anonimo 27 giugno 2009   22:36

La nostra povera ITALIA non si meritava un virus così devastante come il fantino berlusconi

Anonimo 27 giugno 2009   11:48

Berlusconi - vai a casetta a goderti la vecchiaia dai !!!

 

 

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