L'"international board" de “il Council per le relazioni USA-Italia” - organismo che vigila sul permanere di forti rapporti e convergenze, politiche ed economiche, tra i due paesi - ha eletto a Venezia venerdì 26 giugno 2009, il suo ventiseiesimo presidente: Sergio Marchionne A.D. del gruppo Fiat-Chrysler. Il leader del gruppo metalmeccanico italo-americano, adesso, subentra a Marco Tronchetti Provera, che per il 2008 era stato eletto a New York.
L’Istituzione era stata rifondata nel 1983 proprio dal duo Gianni Agnelli e David Rockefeller. E da allora ha sempre rappresentato un punto di riferimento nelle relazioni italo-americane. Non a caso, gli è riconosciuta un ruolo di prestigio, nell’ambito del Columbus Day, la manifestazione pubblica italiana più importante negli States. L’anno scorso, in occasione del venticinquesimo anniversario del “Council”, festeggiato con un galà al Plaza di New York e con il premio straordinario “Agnelli-Rockefeller Award”, vinto ex-aequo da: Miuccia Prada, Patrizio Bertelli, Samuel Palmisano (il manager cinquantenne d’origine di Partinico, che ha rilanciato e ripensato la Ibm sette anni fa).
Quest’anno, l’assenza del tradizionale e rituale messaggio di auguri che viene solitamente inviato dal Presidente del Consiglio, ha sorpreso, sia i componenti del “Council board” che gli ambienti economici e diplomatici internazionali. Visto che solo l’anno scorso Berlusconi si era espresso con il significativo seguente messaggio: “Da quando l’Associazione è stata creata, nel 1983, il confronto tra i diversi modelli di sviluppo e le relative esperienze hanno offerto la possibilità di sapere, capire, migliorare. Grazie all’impulso ed alla capacità del Council di collocare fenomeni oggetto di analisi in una prospettiva compiutamente internazionale è stato possibile accrescere ed approfondire la comprensione degli eventi che, sotto il profilo economico, sociale, politico e culturale, hanno interessato, in questi anni, le due sponde dell’Atlantico.
Da sempre - aveva allora sottolineato Berlusconi - il ruolo giocato dal Consiglio ha consentito di rafforzare quel “ponte” sull’Atlantico preordinato, nella visione dei suoi fondatori, alla promozione delle relazioni bilaterali. Si tratta di un accordo ideale che, specie negli ultimi anni, ha anche permesso di rispondere alla esigenza condivisa di valorizzazione del patrimonio di presenza intellettuale, imprenditoriale e tecnologica italiana in America restituendolo ai due Paesi attraverso forme innovative di osmosi fra le rispettive comunità accademiche, d’affari e scientifica”.
Marchionne aveva suggellato brillantemente la sua elezione, coordinando un dibattito a porte chiuse sul “futuro verde” sia dell’automobile che della società tecnologica mondiale. L’Ad del gruppo automobilistico italo-americano rappresenta lui stesso un “crossover di diverse culture”. In questa impostazione, sull’opzione “verde” come soluzione alla “crisi globale”, è stato supportato dall’indiano Sam Pitroda (storico del rapporto scienza-economia e scenarista dello sviluppo, “Presidente del National knowledge commission del Governo indiano”) e dall’americano Bracken Hendricks (capo progetto ricerche al “Center for American Progress”, che ha redatto il nuovo piano per la tutela e lo sviluppo ambientale degli Usa).
“Negli ultimi venticinque anni ci siamo dedicati allo sviluppo delle tecnologie – ha affermato Marchionne - nei prossimi quindici anni ci applicheremo alla conoscenza; su come migliorare, evitando traumi ambientali, il futuro del pianeta”. Un vero e proprio elogio della “green economy”, la “teoria visionaria” lanciata da Obama, finalizzata a ricomporre una crescita ragionata dello sviluppo economico mondiale, mettendo in pratica il principio indicata da Darwin: “l’avversità stimola il progresso”. Ossia, le grandi crisi creano sempre nuove condizioni di equilibrio,che chi non è stolto deve supportare con determinazione e senza perdere tempo.
Dal canto suo, Marchionne ha così commentato la sua elezione: "E' un vero piacere e un grande onore assumere questo incarico,ha detto ai membri del 'Council international board'. Rappresentarvi significa molto per me, perchè mi offre la possibilità di un impegno diretto per rafforzare gli storici e profondi legami che esistono tra l’Italia e gli States. Un rapporto che si avvia a vivere una nuova fase di grande intensità, dopo l'accordo della Fiat con Chrysler. Un accordo che significa molto, perché condividiamo valori profondi e fondamentali, come la visione di una società aperta, multiculturale e cosmopolita, dove il valore degli individui e il loro merito personale sono l'unico parametro, l’unico passaporto, richiesto. Come diceva Robert Kennedy: si dice che il Pil di una nazione è la misura di tutte le cose, ma fatte salve quelle importanti della vita”.
(editing: Domenico Giardina)
Mi chiedo sempre come sarebbe stata la Sicilia se fosse rimasta sotto controllo degli Alleati e poi diventando il 51esimo stato americano... mi sembrerebbe meglio che questa repubblica delle banane. E' troppo tardi Mr. President?
non so la Sicilia, ma il resto dell' Italia sarebbe stato molto meglio
Certamente che Berlusconi non la sopporterà.
per lui fiat, banca d'italia,stampa economica e tutto ciò che di serio c'è in Italia è sinonimo di c,d. poteri forti e quindi di persone contro di lui.
meno male che che c'è OBama e la CGIL diversamente staremo freshi.
La crisi economica non è manco scalfita non superata e berlusconi parla di ottimismo ma con la pentola vuota.
quando si sveglieranno glìitaliani?
Ci devono prima scappare per forza i morti?
Tornando al problema Sicilfiat,la colpa è senza dubbio della classe politica siciliana che ha sottovautato il problema ed è vissuta alla gionata.
che fare? la soluzione a Berlusconi e agli strateghi a lui vicini Tremonti in testa. ce la faranno -- io dico di no.
vedremo! ma i lavoratori non possono aspettare oltre!
ernesto gerratana
Più che gente cretina , c'è gente bastarda , che pur di dare contro a Berlusconi , qualsiasi dicerià è buona da propagare .
Non ci piove che Obama avutone l'occasione , non avendo mai fatto niente come senatore , l'hanno consigliato di prendere al volo l'occasione di questa scalata che anche se inaffidabile , pagando il suo governo , ci metteva una pezza .
Per la Fiat acquisire fabbriche , coi soldi dei governi è una buona operazione , poi chiudendole in Italia , come ha fatto con Autobianchi , e come farà , e d'altronde come ha fatto De Benedetti con l'Olivetti , ha preso i soldi e poi ha chiuso e ha comprato "La Repubblica" che come voi , è sponsorizzata dal Governo .
Per cui a parte il piangere lacrime amare dopo , glorificare queste operazioni è un modo di pensare indegno .
Mi chiedo sempre come sarebbe stata la Sicilia se fosse rimasta sotto controllo degli Alleati e poi diventando il 51esimo stato americano... mi sembrerebbe meglio che questa repubblica delle banane. E' troppo tardi Mr. President?
Sempre alla ricerca di un nuovo padrone, i siciliani.
Certamente che Berlusconi non la sopporterà.
per lui fiat, banca d'italia,stampa economica e tutto ciò che di serio c'è in Italia è sinonimo di c,d. poteri forti e quindi di persone contro di lui.
meno male che che c'è OBama e la CGIL diversamente staremo freshi.
La crisi economica non è manco scalfita non superata e berlusconi parla di ottimismo ma con la pentola vuota.
quando si sveglieranno glìitaliani?
Ci devono prima scappare per forza i morti?
Tornando al problema Sicilfiat,la colpa è senza dubbio della classe politica siciliana che ha sottovautato il problema ed è vissuta alla gionata.
che fare? la soluzione a Berlusconi e agli strateghi a lui vicini Tremonti in testa. ce la faranno -- io dico di no.
vedremo! ma i lavoratori non possono aspettare oltre!
ernesto gerratana
Mi chiedo sempre come sarebbe stata la Sicilia se fosse rimasta sotto controllo degli Alleati e poi diventando il 51esimo stato americano... mi sembrerebbe meglio che questa repubblica delle banane. E' troppo tardi Mr. President?
Certamente che Berlusconi non la sopporterà.
per lui fiat, banca d'italia,stampa economica e tutto ciò che di serio c'è in Italia è sinonimo di c,d. poteri forti e quindi di persone contro di lui.
meno male che che c'è OBama e la CGIL diversamente staremo freshi.
La crisi economica non è manco scalfita non superata e berlusconi parla di ottimismo ma con la pentola vuota.
quando si sveglieranno glìitaliani?
Ci devono prima scappare per forza i morti?
Tornando al problema Sicilfiat,la colpa è senza dubbio della classe politica siciliana che ha sottovautato il problema ed è vissuta alla gionata.
che fare? la soluzione a Berlusconi e agli strateghi a lui vicini Tremonti in testa. ce la faranno -- io dico di no.
vedremo! ma i lavoratori non possono aspettare oltre!
ernesto gerratana