Ha fatto bene il Presidente della Repubblica a chiedere una tregua in occasione del G8 nel conflitto fra il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ed i suoi avversari politici? Se la pongono in tanti questa domanda, saltando un quesito preliminare, se l'appello possa avere una qualche possibilità concreta di essere rispettato. I Presidenti, non solo Napolitano, hanno adottato nel loro settennato uno strumento che tutti ormai chiamano “moral suasion”. Si tratta di esternazioni sullo stato dell’arte, da parte del Presidente della Repubblica, il quale ha il potere di inviare messaggi alle Camere sui temi più importanti della vita del Paese, ma non ha il compito di informare le parti politiche e gli italiani sulle questioni della quotidianità, e soprattutto, non dovrebbe entrare dentro le polemiche dei partiti.
La moral suasion, tuttavia, si è rivelata un’arma utile in mano al Presidente, perché quando è stata usata ha costretto le parti in causa a interrogarsi sulla bontà delle loro decisioni, strategie, tatticismi, polemiche. Siccome la moral suasion ha bisogno di un linguaggio sobrio e di apparire neutrale, non può rimproverare una parte, condannare o assolvere, succede che è di difficile intepretazione, porta con sé una certa ambiguità, comunque non taglia a fette la verità, ma la propone senza fare male ad alcuno.
Finisce che l’arma certe volte è sèuntata e che ognuna delle parte riesce a trovare nelle parole del Presidente concetti, opinioni, ghiudizi che portano acqua al proprio mulino. Ogni volta che il Presidente esterna, e non solo Napolitano, tutti approvano ciò che ha detto, e questo li rende “estranei” alle eventuali riprovazioni contenute nella esternazione. Risultato: l’opinione pubblica non ci capisce niente, non è nelle condizioni di dare torto o ragione ad alcuno. Non serve a niente?
Per carità, la moral suasion serve e come, come le tantissime cose della politica che permettono di discutere e accendono il dialogo. Meglio che scendere in piazza a fare barricate. Ma torniamo al quesito iniziale, la tregua di Villa Certosa o Bari, scegliete voi. A chi è diretto l’appello? Cominciamo da questo quesito, per capirci qualcosa. I destinatari dellla moral suasion non possono che essere gli uomini politici, e cioè i leaders della maggioranza e dell’opposizione, più segnatamente i leaders dell’opposizione, perché sarebbero loro a puntare il dito contro il Presidente del Consiglio, “colpevole” di comportamenti privati che non condividono. Di fatto, però, l’opposizione politica, sin dalle prime battute (fra moglie e marito non mettere il dito, cominciò Dario Franceschini, dopo la famosa lettera di Veronica Lario sulle veline) ha indugiato molto e non ha certo cavalcato la tigre, tutt’altro, con qualche eccezione (Fareste educare i vostri figli eccetera..., di nuovo Franceschini).
Non è l’opposizione a tenere in pagina l’indagine della Procura di Bari sulle escort, trans, presunto consumo di stupefacenti eccetera, che sfiora Palazzo Chigi, ma i giornali, a cominciare da La Repubblica, la quale fin dalle prime batute si è assunto un ruolo di apripista. E’ sola? Affatto, non c’è giornale italiano che non racconti l’inchiesta giudiziaria o non accolga le dichiarazioni di Patrizia D’Addario, l’escort che avrebbe consumato una notte d’amore a Palazzo Grazioli. I quotidiani più diffusi, La Stampa e il Corriere della Sera, non lesinano spazio alla vicenda. E’ una scelta, certo, ma potrebbero fare diversamente? Potrebbero riservare meno spazio, ma non cancellare certo il caso. L’informazione ha il compito d’informare e non di edulcorare, giudicare l’opportunità di farlo.
Certo, c’è modo e modo, ma sui modi ogni editore adotta una linea che viene rispettata dai giornalisti sia in questa circostanza che in altre. La scelta di Minzolini, direttore del Tg1, di non dare spazio all’inchiesta barese, non ha niente a che vedere con òe regole più elementari dell’informazione. Il direttore di un giornale può dicidere quanto spazio dare ad una notizia e come presentarla, ma non può decidere che essa è inutile o “ingiusta” e non pubblicare. Di sicuro Minzolini non è il destinatario della moral suasion di Napolitano: lui non è mai sceso in guerra, quindi non deve adottare alcuna tregua.
Di fatto, dunque, sono i giornali i destinatari dell’appello del capo dello Stato. Se dovessero rispettare il suo appello, che cosa dovrebbero fare i giornali durante il G8 dell’Aquila? Non dare spazio all’inchiesta barese? Ignorare le novità che vengono dalla Procura? Giuseppe D’Avanzo, il giornalista di repubblica, dovrebbe entrare in “pausa” G8? Facciamo conto che ciò avvenga, resta la stampa internazionale che ha concesso al clima godereccio di Palazzo Grazioli largo spazio. Sono tutti nemici dell’Italia? El Pais, Le Monde, Le Figaro, il NY Times, The Times di Londra, i giornali tedeschi, tutti i protagonisti del complotto sospettato dal Presidente Berlusconi, tacerebbero sulle novità?
Rinuncerebbero a fare previsioni nere sul futuro del governo italiano (sbagliando)?
Apriamo una parentesi: ciò che li induce a vedere nero è l’ottica di casa. Se fatti di quel tipo accadessero a casa loro il governo sarebbe spazzato via dagli scandali, perciò fanno previsioni negative. La moral suasion sulla stampa internazionale non conta niente, ed è giusto così. Bene che vada, dunque, in ossequio a Napolitano, Franceschini, Di Pietro, D’Alema e qualche altro potrebbero rinunciare a dichiaraioni di fuoco contro Berlusconi, per non far fare cattiva figura all’Italia, e Berlusconi rionunciare a demonizzare l’opposizione.
In questa circostanza la moral suasion, ha esercitato i suoi effetti nel momento in cui è stato pronunciato l’appello, esaurendosi un minuto dopo. Ha fatto dire ai protagonisti della politica italiana che durante il G8 l’immagine del Paese va preservata e protetta. Tutti d’accordo. E nei giorni successivi?
Sarebbe ora che qualcuno dicesse, e non può essere il Capo dello Stato, che i comportamenti privati degli uomini pubblici fannno parte della vita pubblica e che agli onori, come ha di recente osservato Giulio Andreotti, devono essere affiancati gli oneri. Bisogna fare rinunce, dunque. Non si può rivendicare il diritto a comportarsi così come si desidera. Quel “sono così e basta, gli italiani mi vogliono come sono”, è un atteggiamento supponente ed arrogante, ed un invito agli italiani a fare ciò che vogliono, perché è giusto che ognuno faccia ciò che vuole.
Editing: Elena Sorci
Quindi gli italiani vogliono un capo di governo che fa quello che gli pare?
E Napolitano non ha nulla di dire,pubblicamente a berlusconi ?
Altro che moral suasion.Siamo subissati da una valanga di ipocrisia e viviamo ogni giorno di piu' una FINTA DEMOCRAZIA:dal Colle fino alla piu' sperduta valle delle Madonie
Haq fatto bene Napolitano,solo se dopo il g8 i8nterviene pesantemente nei confronti del capo del governo richiaqmandolo ai suoi doveri morali verso la nazione,
In caso contrario mi sembra solo che il capo dello swtato ha lanciato un salvagente nei confronti del cavaliere.
saluti ernesto gerratana
se certe correnti politiche e sopratutto se certi giornali che dipendono da quelle correnti fossero più assennate, l'intervento del Presidente Napolitano non sarebbe stato necessario. mah.......
Quindi gli italiani vogliono un capo di governo che fa quello che gli pare?
E Napolitano non ha nulla di dire,pubblicamente a berlusconi ?
Altro che moral suasion.Siamo subissati da una valanga di ipocrisia e viviamo ogni giorno di piu' una FINTA DEMOCRAZIA:dal Colle fino alla piu' sperduta valle delle Madonie