Opinioni, il significato di una foto. Cracolici e Miccichè...

06 luglio 2009 11:45
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La descrizione della foto che ritrae Micciché e Cracolici non ha nulla di storico e non merita oggettivamente una tale attenzione, è quasi esilarante, specie per chi conosce da vicino lo spessore politico (tracce) dei due tipi.

 

Mi soffermerei più sulla sostanza dell'incontro, cioè quel ventilato annuncio di un nuovo soggetto politico, il Partito del Sud, che nella fantasia della nuova fronda politica siciliana (Lombardo-Miccichè-Cracolici), dovrebbe rappresentare la svolta storica e l'effettiva conquista di un'autonomia regionale piena, che l'Mpa non ha saputo produrre. In realtà, è solo una squallida partita giocata tra furbetti della politica che non hanno certo statura politica e culturale per sostenere un così grande progetto, in una fase storica del tutto diversa, che corre verso forme sempre più organizzate di aggregazione sovraregionale e sovranazionale.

 

L'autonomia a cui pensano i tre è molto più terra-terra: gestire il potere per un decennio, senza freni e senza rotture di scatole, affrancandosi dagli attuali vincoli della disciplina di partito, salvo Lombardo che un partito se l'è fatto in proprio.

 

E siccome Lombardo è stato già servito quale Governatore, ma difficilmente potrà avere la forza di arrivare alla fine della legislatura (per consunzione), i due si stanno attrezzando per la continuazione di quest'opera dei pupi che ha già consumato il tradimento del voto alle regionali, con il preciso obiettivo di distruggere quell'Udc e Cuffaro che posero il veto a Miccichè. Cronaca di un incesto politico, di un inciucio dettato dalla mediocrità, non certo da doti di leadership.

 

E la mediocrità, come sappiamo, per sopraffare la qualità deve fare ricorso alla macchinazione, alla tresca, al trasversalismo più sordido. C'è solo da sperare che i Siciliani non perdano mai di vista una cosa: Lombardo, Miccichè e Cracolici sono un asse unico: o ce li sopportiamo tutti e tre (affondando), o ce ne liberiamo. Speriamo di non affondare, che ci siamo già vicini.

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Anonimo 06 luglio 2009   12:26

Comprendo che sia un'opinione, ma più che un'analisi argomentata mi sembra una partita a freccette. Che la previsione descritta si avveri o no, non mi sembra né che l'attuale crisi della Regione Siciliana sia da addebitare a quelle tre persone (una è un neopresidente, eletto troppo da poco per essere il responsabile della situazione che viviamo in Sicilia, un altro è stato all'opposizione per troppi anni per essere additato, un terzo non è mai stato Presidente) né tantomeno che la politica italiana sia vittima più di trasversalismi che di contrapposizioni ideologiche incapaci di pensare all'effettivo interesse della gente (alcuni storici individuano appunto nella scarsa collaborazione tra DC e PCI una delle cause dei tanti ritardi della nostra Nazione). Mi sorge allora il dubbio, e preciso che non sono un partigiano del partito del Sud o dei "tre" di cui si parla, che l'articolo sia effettivamente più una difesa dell'UDC (considerato anche che un manifesto di tale partito che ho visto in giro reca un messaggio simile a quello qua esposto), quello sì partito che ha (in comune con altri, ovviamente) consistenti e oggettive responsabilità nello sfascio della Regione - se non altro per Cuffaro- e che non mi sembra possa porsi come antitesi a questa "ricerca del potere per il potere" di cui vengono accusati Micciché, Lombardo e Cracolici. Tanto più che il tanto annunciato asse PD-UDC è decisamente più stupefacente (aggiungerei ripugnante) di quello che può produrre un partito di ispirazione territoriale. Spero di non dover mai vedere Crocetta e Borsellino passeggiare amabilmente con Cuffaro e Antinoro.

 

(MB)

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