Bossi invoca la secessione, Fini querela il Giornale di Berlusconi, il Premier teme la cospirazione. E Il Secolo d’Italia commenta: “Strategia dell’infamia”

15 settembre 2009 18:15
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(essepì) L’on. Giulia Bongiorno, avvocato siciliano, ha riferito di avere querelato il direttore del quotidiano, Il Giornale di Silvio Berlusconi, Vittorio Feltri per le sue allusioni ai festini a luce rosse che alcuni anni fa avrebbero avuto per protagonisti esponenti di Alleanza Nazionale.  L’intenzione di dare il via ad un’azione giudiziaria era stata ventilata dalla Bongiorno, che rappresenta il Presidente della Camera Gianfranco Fini, era stata nnunciata da una notizia dell’Agenzia Ansa, pubblicata dal Giornale nell’edizione di martedi 15 settembre.

 

La decisione di adire alle vie legali è stata preceduta da febbrili consultazioni e tentativi di mettere pace fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Stando a ciò che le cronache riportano con dovizia di particolare, il Presidente del Consiglio avrebbe ancora una volta affermato di non essere stato informato della pubblicazione di un nuovo articolo su Fini, ancora più duro del primo, causa di reazioni aspre da parte del Presidente della Camera. Il Premier ha però fato presente di non potere andare al di là della semplice dichiarazione di estraneità. Già un’altra volta, in occasione del caso Boffo e nell’articolo di Fini, ha affermato la stessa cosa. Stavolta ha detto di non potere andare al di là, perché non può ogni volta ripetere di “non condividere”, giacché il non sapere sarebbe sufficiente.  

 

Flavia Perina sul Secolo d’Italia ha scritto di “strategia dell’infamia”, e di volere gettare fango e minacciare il Presidente della Camera solo perché non è “allineato”, accuse che, evidentemente, non hanno quale destinatario solo il direttore del Giornale, Vittorio Feltri. Il quale, appena avuta notizia della querela, ha commentato in modo sprezzante l’iniziativa, scrivendo che “l’importante non è fare una querela, ma vincerla: e in questo caso sarà dura, molto dura”.

 

Le schermaglie verbali, tuttavia, hanno una modesta rilevanza rispetto a ciò che sta accadendo fra Fini e Berlusconi. I risvolti politici della vicenda sono ben più importanti. Si tratta di una disputa durissima dalle conseguenze imprevedibili, alla quale partecipa, senza esserci, da convitato di pietra, Umberto Bossi. I finiani, infatti, addebitano a Berlusconi di avere consolidato un asse di ferro con Umberto Bossi e la Lega, emarginando tutta l’area An del Pdl, a cominciare dal co-fondatore, lo stesso Fini.

 

Italo Bocchino, fedelissimo di Fini, vice presidente del gruppo parlamentare alla Camera, in una intervista al Corriere della sera, ha fatto intendere che si potrebbe arrivare alla formazione di un gruppo parlamentare autonomo se non dovesse intervenire un chiarimento politico, ed ha anticipato che la consistenza del Gruppo sarebbe interessante, ben cinquanta unità. Una presenza che potrebbe condizionare perfino gli attuali eqiilibri parlamentari, ove si dovessero sommare ai cinquanta deputati finiani, i gruppi di opposizione (Udc, Idv e Pd).

 

Si tratta di un messaggio netto: senza i finiani, cioè An, la maggioranza alla Camera potrebbe sparire. Una previsione che era stata anticipata, con una battuta da Pierferdinando Casini, il quale proprio domenica nel suo intervento conclusivo dell’assemblea Udc, ha espresso la convinzione che fosse possibile mettere insieme in dieci minuti una nuova maggioranza. Boutades?

 

Forse, ma non a caso i leghisti hanno sviluppato un crescendo di avvertimenti, attraverso gli interventi di Umberto Bossi e del Ministro dell’Interno Maroni. Bossi è tornato a proclamare la secessione e fatto sapere agli italiani di stare preparando la nascita della Padania libera. I vecchi slogan della prima ora tornano in auge con una differenza rispeto al passato, che Bossi parla da Ministro della Repubblica e che il gabinetto del quale fa parte è affidato prevalentemente a Ministri nordisti, dallo sviluppo economico all’economia, dal turismo alla sanità e così via.  

 

Il quadro di riferimento è il seguente: Berlusconi “avverte” i suoi nemici interni mettendo in campo l’ammiraglia, Il Giornale, Fini avverte Berlusconi, attraverso Bocchino e una querela, Bossi “avverte” la sua maggioranza che se si arretra di un passo e l’asse di ferro viene sfiorato, ritorna alle barricate. Si tratta di un puzzle. Perché Berlusconi superi il conflitto con Fini deve mollare Bossi, il quale a sua volta metterebbe in crisi la maggioranza senza pensarci sopra un istante. Intanto, in attesa di eventi, perché chi vuole capire capisca, i leghisti fanno il diavolo a quattro a Venezia e adottato la strategia muscolare con il ritorno alla secessione e alla Padania libera, mentre una squadraccia verde concede un’anticipazione di ciò che potrebbe succedere nel caso in cui venisse dichiarata “guerra” all’Italia.

 

Azioni incontrollate e condannate dallo stato maggiore della Lega, è bene precisarlo, ma che arrivano nello stesso giorno in cui Umberto Bossi spara a zero senza che alcuno abbia voglia, o possa, suggerirgli prudenza. L’anomalia italiana ormai sviluppa una metastasi inarrestabile. Il Presidente del Consiglio  accusa alcuni magistrati di cospirare contro di lui per disarcionarlo, i Ministri della Repubblica annunciano la secessione, altri Ministri sparano a zero su intere categorie, dai prof agli impiegati statali, dagli uomini di spettacolo ai docenti universitari. Più che un un governo, pare che il Paese abbia un Consiglio di Guerra al vertice. Tempi difficili.

 

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Anonimo 16 settembre 2009   22:07
L'utente ha risposto al commento anonimo del 16 settembre 2009. Visualizza »

Intanto "cara Idris" e non "caro".....

Non capisco il senso del tuo commento al MIO commento all'articolo.

La mia rievocazione " storica"  della notte dei lunghi coltelli tendeva solo a sottolineare il clima di veleni e odio che questa classe politica sta insinuando nella vita del Paese.

Tutto ciò non porta e non porterà a nulla di buono: divario e odio tra Nord e Sud; divario e odio tra governo ed opposizione; divario e odio all'interno delle stesse compagini politiche.

 

Le tue considerazioni sul Nord e sul Sud sono troppo semplicistiche.

Entrambi sono afflitti da problematiche che questa classe politica litigiosa e opportunista non risolverà.

 

IDRIS

 

Purtroppo esistono casi di pignoleria acuta come la tua " cara pignola idris" che

non servono neanche a soffiarsi il naso, figuarti il resto.


Le mie considerazioni volevano apposta essere semplicistiche e sintetiche.

Scrivo commenti di fretta e cosi mi basta.


Questa classe politica deve andare solo a casa, e le aree geografiche italiane

devono solo essere " responsabilizzate" sia politicamente che da un punto di vista della coscienza civile.


un saluto " caro" idris.

 

p.s. " come diceva rocco barbaro" IO? me ne fotto !!

Anonimo 16 settembre 2009   17:13
L'utente ha risposto al commento anonimo del 16 settembre 2009. Visualizza »

Caro IDRIS


Qui il punto è - quanti decenni dobbiamo considerare per avere un bilancio obiettivo?

Il nord a fine ottocento ha rubato molto al sud, e ha rubato tantissima manodopera del sud,

sottopagata. Ma molti meridionali si sono " italianizzati" e stabiliti per sempre al Nord.

Mentre il sud sputa mafia da tutti i pori, esporta mafia anche in europa ormai,

quindi la promiscuità di questo paese è tanta. Resta comunque il fatto che

l imprenditore padano è tendenzialmente più onesto, non per niente ancora oggi

moltissimi giovani meridionali laureati e non, partono e trovano lavoro al nord,

anche se poi lasciano la metà del loro stipendio per l affitto.


Io sono comunque cautamente a favore del federalismo fiscale prima

e della secessione dopo, e penso che il sud debba smetterla di vivere di ECONOMIA SOMMERSA

 e Lavoro nero. Che impari a pagare le proprie cose da se, senza assistenzialismi,

assisstenzialismi che ormai sono da decenni sotto gli occhi di tutti.



Uno spassionato e disinteressato ex italiano.

Intanto "cara Idris" e non "caro".....

Non capisco il senso del tuo commento al MIO commento all'articolo.

La mia rievocazione " storica"  della notte dei lunghi coltelli tendeva solo a sottolineare il clima di veleni e odio che questa classe politica sta insinuando nella vita del Paese.

Tutto ciò non porta e non porterà a nulla di buono: divario e odio tra Nord e Sud; divario e odio tra governo ed opposizione; divario e odio all'interno delle stesse compagini politiche.

 

Le tue considerazioni sul Nord e sul Sud sono troppo semplicistiche.

Entrambi sono afflitti da problematiche che questa classe politica litigiosa e opportunista non risolverà.

 

IDRIS

 

Anonimo 16 settembre 2009   15:59
L'utente ha risposto al commento anonimo del 16 settembre 2009. Visualizza »

Attendiamo solo la " notte dei lunghi coltelli"......

Per chi non lo ricordasse..... fu la notte in cui iniziò l'epurazione dei capi nazisti sottoposti a Hitler, il quale, dopo aver alimentato la lotta tra i suoi sottoposti, fece assassinare sia i suoi oppositori politici che i vertici delle SA.

 

Ma la storia è più lunga e articolata.......

 

IDRIS

il sud vive tanto di economia sommersache non posside più una banca propia essendotutto bil  settore nelle mani di banchieri e finanzieri del nord,in vario modo targati.

ernesto gerratana 

Anonimo 16 settembre 2009   09:52
L'utente ha risposto al commento anonimo del 16 settembre 2009. Visualizza »

Attendiamo solo la " notte dei lunghi coltelli"......

Per chi non lo ricordasse..... fu la notte in cui iniziò l'epurazione dei capi nazisti sottoposti a Hitler, il quale, dopo aver alimentato la lotta tra i suoi sottoposti, fece assassinare sia i suoi oppositori politici che i vertici delle SA.

 

Ma la storia è più lunga e articolata.......

 

IDRIS

Caro IDRIS


Qui il punto è - quanti decenni dobbiamo considerare per avere un bilancio obiettivo?

Il nord a fine ottocento ha rubato molto al sud, e ha rubato tantissima manodopera del sud,

sottopagata. Ma molti meridionali si sono " italianizzati" e stabiliti per sempre al Nord.

Mentre il sud sputa mafia da tutti i pori, esporta mafia anche in europa ormai,

quindi la promiscuità di questo paese è tanta. Resta comunque il fatto che

l imprenditore padano è tendenzialmente più onesto, non per niente ancora oggi

moltissimi giovani meridionali laureati e non, partono e trovano lavoro al nord,

anche se poi lasciano la metà del loro stipendio per l affitto.


Io sono comunque cautamente a favore del federalismo fiscale prima

e della secessione dopo, e penso che il sud debba smetterla di vivere di ECONOMIA SOMMERSA

 e Lavoro nero. Che impari a pagare le proprie cose da se, senza assistenzialismi,

assisstenzialismi che ormai sono da decenni sotto gli occhi di tutti.



Uno spassionato e disinteressato ex italiano.

Anonimo 15 settembre 2009   19:52

per conoscenza.: un uomo che non riconosce la propra stori e come un albero senza radici,cioè e destinato a morire

Anonimo 15 settembre 2009   19:01

Attendiamo solo la " notte dei lunghi coltelli"......

Per chi non lo ricordasse..... fu la notte in cui iniziò l'epurazione dei capi nazisti sottoposti a Hitler, il quale, dopo aver alimentato la lotta tra i suoi sottoposti, fece assassinare sia i suoi oppositori politici che i vertici delle SA.

 

Ma la storia è più lunga e articolata.......

 

IDRIS

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