Senatore Bossi, abbiamo scoperto che il popolo della Padania non vuole la secessione
I numeri, per loro natura, non mentono mai, specialmente nelle Democrazie: restano immutabili anche quando la politica urlata dai palchi, fa la voce grossa per coprire anche il respiro di maggioranze silenziose.
Le parole e gli equilibrismi politici, così come la forza delle coalizioni, non possono mutare la ferrea realtà dei voti ottenuti da ogni partito: il fatto che una coalizione abbia la maggioranza parlamentare, non cambia il peso specifico delle singole componenti e non rende condivise ipso facto le diverse e talvolta inconciliabili ideologie. I numeri sono democratici anche all’interno delle coalizioni di governo.
Il re del Montenegro era solito affermare: “Io ed il Re d’Italia, mio consuocero, abbiamo 500.000 baionette”. In realtà Lui ne aveva 2.000 ed il consuocero 498.000.
Prima di procedere, per evitare equivoci, evidenziamo che non è in discussione il fatto che la Lega governa ed amministra in modo eccellente molti Comuni, Province e Regioni: ma oggi ci occupiamo di altri aspetti, di voti e secessione, invero di volontà popolare.
Qualche giorno fa il Ministro Umberto Bossi, ha evidenziato che il federalismo fiscale non basta e che l’obiettivo della Lega Nord è infine quello di sempre, ovvero la secessione della Padania, da conseguire “Con le buone o con le meno buone”. Tempo fa aveva detto “Con le cattive” e di avere i “Fucili caldi”, e vi era stato un gran coro di critiche.
Tralasciamo, per un momento, ogni disquisizione storica, sociale ed economica, e fingiamo di essere all’anno zero, così come la politica ci sta abituando. Senza passato e senza futuro.
La secessione, democratica e non violenta, di più Regioni che andrebbero a costituire un nuovo Stato, ovvero la Padania, si potrebbe realizzare solo con il voto favorevole della maggioranza dei cittadini che in quella parte del Paese risiedono.
Riteniamo infatti che il novello Stato ed il suo Governo, si costituirebbero in forma repubblicana parlamentare e non certo dittatoriale e che quel “Meno buone” proferito dal Senatore Bossi, certamente non allude ad atti di forza.
A questo punto è necessario andare a rivisitare i risultati delle recenti elezioni politiche del 14 aprile del 2008, per capire di quale consenso gode la Lega nel territorio interessato.
E così collegandoci col sito ufficiale del Ministero dell’Interno, abbiamo provato a fare i conti per accertare se dietro il programma politico separatista del Senatore Bossi, vi sia veramente una espressa volontà popolare maggioritaria.
Ritenendo che nel nuovo Stato confluirebbero le Regioni che fanno parte della Circoscrizione elettorale Nord, abbiamo esaminato il voto di:
Valle d’Aosta,
Piemonte
Liguria
Lombardia,
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Trentino alto Adige
Emilia Romagna
Con riferimento ai dati relativi alla elezione della Camera dei Deputati, questi sono i risultati registrati in quel territorio:
Voti espressi numero 16.571.740
Voti ottenuti dalla Lega Nord 2.947.801
Percentuale voti Lega Nord 17,79%
Alla luce dei dati sopra riportati, nell’ambito territoriale che dovrebbe costituire il libero Stato della Padania, il partito del Senatore Bossi risulta ottenere un consenso pari al 17,79%, che non è sufficiente per la fondazione di un nuovo Stato repubblicano, a meno che appunto non si pensi ad un’altra forma di Governo.
Se invece l’alternativa è uno Stato più ristretto, anche considerando solo il Lombardo-Veneto, zona a più alta concentrazione leghista, il partito del Senatore Bossi non supera il 26% dei voti.
Solo quale ulteriore elemento matematico, ricordiamo che la percentuale nazionale della Lega è dell’8,29%.
La Lega Nord è quindi molto lontana da quel 51% che legittimerebbe la secessione della Padania dall’Italia, in forma democratica. Rimarrebbe la soluzione rivoluzionaria in cui una minoranza, “Con le meno buone” conquista il potere.
Insomma un colpo di mano contro l’Italia e in sostanza contro la volontà dell’82,21% degli stessi cittadini della erigenda Padania, che non hanno votato la Lega.
Ritornano in mente i “Volontari delle valli bergamasche” un bel dì evocati dal Ministro Bossi quali fautori della secessione, e che verosimilmente, paradossi della storia, sono i discendenti di quel nucleo di garibaldini che indossata la camicia rossa, andarono con Garibaldi ad unire le due Sicilie all’Italia. Era infatti costituito da bergamaschi il contingente più numeroso che si unì ai Mille, con oltre cento elementi.
L’eccezione che si può muovere ai nostri calcoli è che in caso di Referendum per la secessione, invero non previsto dalla Costituzione vigente, anche elettori di altri partiti voterebbero per la scissione. Ma questa ipotesi non appare verosimile.
Infatti l’elettorato “ideologico” della Lega Nord è già totalmente “fidelizzato” e coloro i quali hanno simpatie per la Lega e forse per la secessione, non ondeggiano in un campo elettorale ampio e indefinito: è possibile che un elettore di Franceschini o Berlusconi possa domani votare per Casini o Di Pietro, mentre un’oscillazione di questi verso la Lega, appare ideologicamente estremamente improbabile.
Che poi il PDL di Silvio Berlusconi, che miete, come spighe in un campo di grano, i suoi voti al Sud e nelle Isole, sia disposto a rinunciare al Governo del Paese per schierarsi a Nord con i secessionisti, appare inverosimile. E in quel caso la componente ex Alleanza nazionale, ancora ideologicamente esistente in quanto tale, e che si attesta al 10% nel Paese intero, uscirebbe da ogni coalizione secessionista.
Identico discorso vale per i separatisti del Sud, isole comprese: non ci sono né i numeri né le condizioni politiche.
L’elettorato italiano sembra attualmente saldamente schierato in modo tale da garantire un destino unitario all’Italia. Piaccia o no.
Infine, visto che in realtà non siamo all’anno zero, almeno in campo economico, vorrei evidenziare due elementi di riflessione: in caso di secessione, l’enorme debito pubblico italiano, del quale i creditori sono massimamente al Nord e i debitori al Sud, chi lo pagherebbe?
E mi chiedo ancora: gli Stati risultanti da un frazionamento in due o in tre dell’attuale Stato italiano, a prescindere dal fatto che nessuno di essi potrebbe accollarsi l’onere di rimborsare il debito pubblico ai sottoscrittori, avrebbero le specifiche economiche per rimanere nell’area Euro? O dovrebbero uscirne e svalutare la “nuova Lira” o la “Lega”, moneta padana in pectore, del 50%?
Insomma qual è il territorio della Padania? Me lo volete dire?
Qualsiasi esso sia, Bossi non arriva al 30% punto e basta. Il resto sono sciocchezze.
Vogliamo rifare sei staterelli insignificanti sottomessi alla Francia o al Regno Unito? Oppure sotto il tallone di Austria e Germania?
Vogliamo perdere indipendenza politica e forza economica?
Ma avete letto bene la questione dell'Euro?
Riguarda alla secessione, Bossi ha mai letto l'articolo 5 della costituzione che l'Italia non è una e indivisibie?
scrivi in minuscolo altrimenti è come urlare
La leggenda metropolitana che scrivere maiuscolo sia come urlare, appartiene alla mitologia di INTERNET, roba da archeologia informatica: aggiornati.
TI SBAGLI A PENSARE CHE IL PROBLEMA DI MAFIA E CAMMORA COLPISCA SOLO IL SUD QUESTE ORGANIZZAZIONI HANNO PROSPERATO E PROSPERATO CON L'AIUTO DI INPRENDITORI NORD SUD, E DELLE STESSE CLASSI DIRIGENTI. AL TEMPO DELL' UNIFICAZIONE IL REGNO DELLE DUE SICILI ERA UNO STATO FUNZIONANTE NON OSTANTE FOSSE IN DECLINO, LE POLITICHE ADOTTATE IN SEGUITO NON HANNO PERMESSO UN' ADEGUAMENTO RIOSPETTO ALLE REGIONI DEL NORD.
scrivi in minuscolo altrimenti è come urlare
Parla per te stessa e non per il popolo piemontese.La maggioranza dei piemontesi veri se non tutti ne ha le scatole piene degli avvenimenti di 150anni fa, e i piemontesi di allora non sapevano neanche dove e cosa fosse il sud.Se la padania è una stupidaggine,il nord esiste,paga e mantiene.Aiutare? son mille anni che prolificano di male in peggio e vuoi aiutare a liberarsi dall'oppressione della mafia? Mi sa che che le stupidaggini le dici tu.Hanno riempito la tua citta di malcostume,di gente che fa corna e bicorna,borbonizzato ogni angolo.La gente normale e piemontese che lavora e produce e vive della morale piemontese ne ha le scatole piene della vostra ideologia ottocentesca che difende il disordine e la prepotenza e del sud come 150anni fa non glie ne importa niente. Vivere come 150anni fa sì,questo il popolo piemontese lo vorrebbe. Ma si vede che la tua Torino è quella in cui tu stai bene e ti piace. Non so di quale piemonte parli ma i piemontesi a torino ci vanno sempre meno
TI SBAGLI A PENSARE CHE IL PROBLEMA DI MAFIA E CAMMORA COLPISCA SOLO IL SUD QUESTE ORGANIZZAZIONI HANNO PROSPERATO E PROSPERATO CON L'AIUTO DI INPRENDITORI NORD SUD, E DELLE STESSE CLASSI DIRIGENTI. AL TEMPO DELL' UNIFICAZIONE IL REGNO DELLE DUE SICILI ERA UNO STATO FUNZIONANTE NON OSTANTE FOSSE IN DECLINO, LE POLITICHE ADOTTATE IN SEGUITO NON HANNO PERMESSO UN' ADEGUAMENTO RIOSPETTO ALLE REGIONI DEL NORD.
l'unica vera nazione esistita e che ancora oggi è latente in tutti i meridionali è il Regno delle Due sicilie in quanto tutto questo grande territorio è stato unito in un unica amministrazione per circa 10 secoli dico mille anni !!!!!!
Mi pare che serva una rinfrescata al libro di storia. l'amministrazione delle Sicilie fu unificata solo nel 1815 e anche dopo avevano posta, moneta, misure e tanto altro diverse. vediamo di finirla con questo mito del millenario Regno Unito. I siciliani non hanno niente da spartire con il Regno angioino di Napoli: bastaq aprire un libro e leggere con serenità e senza partito preso.
Temo che nell'articolo vi siano un paio di imprecisioni, probabilmente volute. Per prima cosa non è vero che elettori al nord che votano PD, IDV e UDC sarebbero per forza contrari alla divisione e, da ciò che vedo in giro, la gran parte dei voti che oggi vanno alla lega sono di ex socialisti e comunisti, quindi un passaggio da sinistra alla lega non è impossibile, anzi è molto più semplice che un passaggio da sinistra (o centro) a PDL.
Il trentino non da voti alla lega perchè ha un suo partito, sud tirol, che prende quasi l'80% dei voti se non sbaglio, e sono già estremamente indipendenti, che è ciò che la lega vuole anche per le altre regioni. Oltretutto non riesco a capire come mai l'autore considera i voti delle nazionali e non i più recenti delle Europee dove la lega a fatto un notevole balzo avanti, parti dell'Emilia hanno dato il 20% alla lega e nel Lombardo-Veneto in tante province ha chiaramente passato anche il PDL, nel quale il 10% è AN e sarebbe contraio ma su tutti gli altri ho i miei dubbi.
Cordiali sauti.
Rinaldi M.
l'unica vera nazione esistita e che ancora oggi è latente in tutti i meridionali è il Regno delle Due sicilie in quanto tutto questo grande territorio è stato unito in un unica amministrazione per circa 10 secoli dico mille anni !!!!!!
Parla per te stessa e non per il popolo piemontese.La maggioranza dei piemontesi veri se non tutti ne ha le scatole piene degli avvenimenti di 150anni fa, e i piemontesi di allora non sapevano neanche dove e cosa fosse il sud.Se la padania è una stupidaggine,il nord esiste,paga e mantiene.Aiutare? son mille anni che prolificano di male in peggio e vuoi aiutare a liberarsi dall'oppressione della mafia? Mi sa che che le stupidaggini le dici tu.Hanno riempito la tua citta di malcostume,di gente che fa corna e bicorna,borbonizzato ogni angolo.La gente normale e piemontese che lavora e produce e vive della morale piemontese ne ha le scatole piene della vostra ideologia ottocentesca che difende il disordine e la prepotenza e del sud come 150anni fa non glie ne importa niente. Vivere come 150anni fa sì,questo il popolo piemontese lo vorrebbe. Ma si vede che la tua Torino è quella in cui tu stai bene e ti piace. Non so di quale piemonte parli ma i piemontesi a torino ci vanno sempre meno
oggi c'è sicuramente grande libertà di dire la propria ma il signor cui innanzi vuole ignorare i fatti e la storia.
mi chiedo se lui piemontese dice che la mafia è ingiusta come in effetti è, poi invece bolla i Duosiciliani di guardare ai fatti di oggi e non a quello che è successo 150 anni, non mi sembra un bel modo di ragionare le ingiustizie per sanarle bisogna estirparle dalle radici altrimenti continua sempre la distorsione storica che questa nazione ha commesso nell'unificazione fatta con la forza ed il sopruso di quel Piemonte indebitato che trovò il suo benessere nel rubare le casse del ex regno delle Due Sicilie.
Forse non siamo in condizioni di fare alcunchè, nè io, nè Lei.. con la differenza che io nonostante gli anni ho ancora fiducia e Lei non vorrei che fosse già rassegnato: ma se per caso fosse prossimo a chi ci governa, a qualunque livello, si sforzi di pensare positivo e di essere propositivo! ha fin d'ora il mio sostegno e la mia gratitudine.
C'è qualche cosa che sta a monte di ogni realtà ed è la storia di questo strano Paese.
Cordiali Saluti
Belle parole, magniloquenti ed altisonanti, forse un po' retoriche e non tanto concrete. Comunque aderisco al suo progetto: parliamone subito col Ministro Brunetta.
Forse non siamo in condizioni di fare alcunchè, nè io, nè Lei.. con la differenza che io nonostante gli anni ho ancora fiducia e Lei non vorrei che fosse già rassegnato: ma se per caso fosse prossimo a chi ci governa, a qualunque livello, si sforzi di pensare positivo e di essere propositivo! ha fin d'ora il mio sostegno e la mia gratitudine.
Rilegga qui sotto le considerazioni di Nino Buttà, che in buona parte condivido.
Comunque ammetterà che così come siamo messi non si può andare avanti perchè non facciamo che andare indietro nella classifica dei paesi del mondo "occidentalizzato", il che vuol dire che col cosiddetto "risorgimento" l'Italia imboccò una strada sbagliata.
L'epoca d'oro sulla quale ancora viviamo per il patrimonio immenso che ci ha lasciato fu l'Umanesimo-Rinascimento, quando nell'Italia la molla era la competizione, d'ingegni, di arte e di buon governo: vorrà pur dire qualcosa!
Senza rinunciare a tutte le conquiste sociali dei secoli successivi e mettendo a frutto le acquisizioni scientifiche e tecnologiche, oggi dobbiamo puntare sul "buon governo": finchè rimane centralizzato e arroccato nella fortezza (peraltro rubata) romana, tronfio di un fasto gratuito, non potrà che produrre e moltiplicare inefficienza e sperpero e continuerà a frenare le capacità propulsive di autogestione della gente. Il cambiamento va fatto quanto prima, finchè è governabile, cioè prima che il processo di degrado diventi inarrestabile, prima che ogni memoria antica si disperda e ogni orgoglio di sè venga fiaccato.
Belle parole, magniloquenti ed altisonanti, forse un po' retoriche e non tanto concrete. Comunque aderisco al suo progetto: parliamone subito col Ministro Brunetta.
Non capisco: Lei cosa propone?
Rilegga qui sotto le considerazioni di Nino Buttà, che in buona parte condivido.
Comunque ammetterà che così come siamo messi non si può andare avanti perchè non facciamo che andare indietro nella classifica dei paesi del mondo "occidentalizzato", il che vuol dire che col cosiddetto "risorgimento" l'Italia imboccò una strada sbagliata.
L'epoca d'oro sulla quale ancora viviamo per il patrimonio immenso che ci ha lasciato fu l'Umanesimo-Rinascimento, quando nell'Italia la molla era la competizione, d'ingegni, di arte e di buon governo: vorrà pur dire qualcosa!
Senza rinunciare a tutte le conquiste sociali dei secoli successivi e mettendo a frutto le acquisizioni scientifiche e tecnologiche, oggi dobbiamo puntare sul "buon governo": finchè rimane centralizzato e arroccato nella fortezza (peraltro rubata) romana, tronfio di un fasto gratuito, non potrà che produrre e moltiplicare inefficienza e sperpero e continuerà a frenare le capacità propulsive di autogestione della gente. Il cambiamento va fatto quanto prima, finchè è governabile, cioè prima che il processo di degrado diventi inarrestabile, prima che ogni memoria antica si disperda e ogni orgoglio di sè venga fiaccato.
Non bisogna "sottovalutare" ma è deleterio impaurire!.. La cosa più importante per un ponderato cambiamento di rotta è LA FIDUCIA IN SE STESSI che purtroppo finora manca, e, quel che è più grave, nessuno si preoccupa di stimolare! Il mondo è pieno di italiani, veneti o siciliani che altrove si affermano per intraprendenza e successo...Domandiamoci perchè non in Italia e altrove sì: qui si è sviluppata a dismisura una rete che avviluppa gl'ingegni e l'inventiva soffocandola. Un cambiamento di rotta libererà energie impensabili. L'Italia ha risorse infinite nascoste nelle persone che l'abitano, ma occorre crederci per davvero!
Non capisco: Lei cosa propone?
NON SOTTOVALUTATE L'ASPETTO ECONOMICO FINANZIARIO DELINEATO NELL'ARTICOLO. RICORDATEVI CHE POI A TAVOLA LE IDEE NONN SAZIANO. DA SECESSIONI, DIVISIONI E REGIONALIZZAZIONI, ABBIAMO TUTTI DA PERDERE. CE NE ACCORGEREMO GIA' CON IL FEDERALISMO CHE NON SERVIRA' A NESSUNO E ANZI AGGRAVERA' I COSTI PUBBLICI AL NORD.
Non bisogna "sottovalutare" ma è deleterio impaurire!.. La cosa più importante per un ponderato cambiamento di rotta è LA FIDUCIA IN SE STESSI che purtroppo finora manca, e, quel che è più grave, nessuno si preoccupa di stimolare! Il mondo è pieno di italiani, veneti o siciliani che altrove si affermano per intraprendenza e successo...Domandiamoci perchè non in Italia e altrove sì: qui si è sviluppata a dismisura una rete che avviluppa gl'ingegni e l'inventiva soffocandola. Un cambiamento di rotta libererà energie impensabili. L'Italia ha risorse infinite nascoste nelle persone che l'abitano, ma occorre crederci per davvero!
NON SOTTOVALUTATE L'ASPETTO ECONOMICO FINANZIARIO DELINEATO NELL'ARTICOLO. RICORDATEVI CHE POI A TAVOLA LE IDEE NONN SAZIANO. DA SECESSIONI, DIVISIONI E REGIONALIZZAZIONI, ABBIAMO TUTTI DA PERDERE. CE NE ACCORGEREMO GIA' CON IL FEDERALISMO CHE NON SERVIRA' A NESSUNO E ANZI AGGRAVERA' I COSTI PUBBLICI AL NORD.
Parla per te stessa e non per il popolo piemontese.La maggioranza dei piemontesi veri se non tutti ne ha le scatole piene degli avvenimenti di 150anni fa, e i piemontesi di allora non sapevano neanche dove e cosa fosse il sud.Se la padania è una stupidaggine,il nord esiste,paga e mantiene.Aiutare? son mille anni che prolificano di male in peggio e vuoi aiutare a liberarsi dall'oppressione della mafia? Mi sa che che le stupidaggini le dici tu.Hanno riempito la tua citta di malcostume,di gente che fa corna e bicorna,borbonizzato ogni angolo.La gente normale e piemontese che lavora e produce e vive della morale piemontese ne ha le scatole piene della vostra ideologia ottocentesca che difende il disordine e la prepotenza e del sud come 150anni fa non glie ne importa niente. Vivere come 150anni fa sì,questo il popolo piemontese lo vorrebbe. Ma si vede che la tua Torino è quella in cui tu stai bene e ti piace. Non so di quale piemonte parli ma i piemontesi a torino ci vanno sempre meno
Ha ragione, noi per esempio in Sicilia abbiamo avuto la fortuna di subire una moltitudine di dominazioni e di culture diverse. Questo ci ha permesso di disporre di un'apertura mentale diversa e più pratica. Oggi e gli Stati Uniti insegnano, non esiste né una razza ariana (chi ha tentato ha fallito), né una nazione chiusa al mondo (ci ha tentato la Svizzera ma per ovvi interessi economici). Le soluzioni sono due. O si combatte aspramente come hanno fatto in Iraq contro i Curdi o si intraprende un percorso più al passo con i tempi magari pianificando e programmando in tempo gli avvenimenti. Purtroppo sono consapevole che chi emigrava 50 anni fa veniva da una situazione sociale disastrosa per cui in giro per il mondo non è che sia partito il meglio della rappresentanza (con tutto il rispetto per chi ha fatto quella scelta) . D'altra parte la storia insegna, con paragoni diversi ovviamente che anche in Australia non è che partisse il fior fiore degli abitanti olandesi o inglesi. Per i prossimi emigranti, provvederemo ad un corso di bon ton per adeguarsi ai livelli regali a cui siete abituati. Proprio in questi giorni, Sicilia Informazioni, ha dedicato molto spazio ai 150 anni di unificazione d'Italia con particolari eventi mai adeguatamente evidenziati. Perda qualche minuto per comprendere i particolari della storia che hanno prodotto gli effetti nefasti dei nostri giorni. Cerchi di capire dove finirono le riserve auree della Sicilia e di Napoli dopo l'unificazione, controlli come mai subito dopo l'unificazione gli investimenti si concentrarono al Nord a discapito del Sud conquistato. La storia non si può confutare, le responsabilità si ma dando una lettura competente e non basandosi su slogan grossolani ed ignoranti si può discutere cosa realizzare per il futuro. Noi, stia sicuro, un vero sponsor in grado di investire seriamente in Sicilia lo troviamo subito, a parte le risorse come il petrolio che al momento dobbiamo dividere con gli amici italiani..
un caro saluto
MX
Io abito a Torino e qui sono nata. Qui abbiamo festeggiato il centenario dell'Unità d'Italia e ci apprestiamo a festeggiare il 150°anniversario. Da qui è iniziato quel percorso che Bossi vuole rifare in senso inverso. E' chiaro che non possiamo permetterlo e continueremo ad essergli contrari fino in fondo.
La Padania, la Secessione sono due enormi stupidaggini che non ci piacciono per niente. Ciò che, secondo me, occorre fare e MAI nessuno ha messo in atto in tanti anni, è dare al Sud gli strumenti per vivere e lavorare ed aiutarlo a liberarsi dall'oppressione di mafia, n'drangheta e camorra. Ho l'impressione netta, però, che i politici non abbiano questa volontà perchè a loro va bene che le cose restino così.
Parla per te stessa e non per il popolo piemontese.La maggioranza dei piemontesi veri se non tutti ne ha le scatole piene degli avvenimenti di 150anni fa, e i piemontesi di allora non sapevano neanche dove e cosa fosse il sud.Se la padania è una stupidaggine,il nord esiste,paga e mantiene.Aiutare? son mille anni che prolificano di male in peggio e vuoi aiutare a liberarsi dall'oppressione della mafia? Mi sa che che le stupidaggini le dici tu.Hanno riempito la tua citta di malcostume,di gente che fa corna e bicorna,borbonizzato ogni angolo.La gente normale e piemontese che lavora e produce e vive della morale piemontese ne ha le scatole piene della vostra ideologia ottocentesca che difende il disordine e la prepotenza e del sud come 150anni fa non glie ne importa niente. Vivere come 150anni fa sì,questo il popolo piemontese lo vorrebbe. Ma si vede che la tua Torino è quella in cui tu stai bene e ti piace. Non so di quale piemonte parli ma i piemontesi a torino ci vanno sempre meno
Io abito a Torino e qui sono nata. Qui abbiamo festeggiato il centenario dell'Unità d'Italia e ci apprestiamo a festeggiare il 150°anniversario. Da qui è iniziato quel percorso che Bossi vuole rifare in senso inverso. E' chiaro che non possiamo permetterlo e continueremo ad essergli contrari fino in fondo.
La Padania, la Secessione sono due enormi stupidaggini che non ci piacciono per niente. Ciò che, secondo me, occorre fare e MAI nessuno ha messo in atto in tanti anni, è dare al Sud gli strumenti per vivere e lavorare ed aiutarlo a liberarsi dall'oppressione di mafia, n'drangheta e camorra. Ho l'impressione netta, però, che i politici non abbiano questa volontà perchè a loro va bene che le cose restino così.
Io invece abito nel Veneto e il mio riferimento non è certo Torino e il Regno di Sardegna!
L'Unità d'Italia che voi festeggiate è rappresentata da quel monumento a Cavour che avete in una grande piazza: l'Italia è quell'umile ancella quasi accovacciata ai suoi piedi (pazzesco!).
Non c'è unità se non c'è reale, e non solo nominale, riconoscemento reciproco delle nostre identità storiche, e questo è fattibile se riuscissimo a trasformare questo stato in una confederazione.
Non vedo quale attentato all'unità ci sia con l'immaginare l'Italia come uno Stato federale vero (come si intende cioè in tutto il mondo), ossia come una federazione di cinque, sei stati Stati più piccoli, piuttosto che parlare di federalismo a vanvera come si fa solo in Italia, con riferimento ad un dispendiosissimo, sempre all'italiana ovviamente, regionalismo che vede istituzioni rapresentative e di governo moltiplicate spropositatamente per vent'uno (ossia quante sono le regioni), ma che lascia necessariamente proprio per questo il potere politico vero solo al centro,in virtù della esasperata frammentazione del territorio. Certo che Bossi bleffa, è proprio al sistema produttivo del nord che torna utile che le scelte di politica economica vengano prese solo al livello centrale, perchè li sono loro che comandano. Quanto alla padania credo sia tutt'altro che un fatto folcloristico; se si introdurrà il federalismo fiscale sulla assurda micro base regionale, ancora una volta secondo concetti eslusivamente italici, data la struttura economica, che non è certamente confinata dai limiti regionali, per poter realmente funzionare ci sarà bisogno necessariamente di una interconessione regionale e loro hanno già bella è pronta una base politica per realizzarla. Finiamola col discutere all'italiana di unità e di federalismo, cerchiamo di dare alle parole lo stesso significato che viene dato in tutto il mondo. Già a Sud siamo in forte ritardo per attrezzarci, se non cominciamo a correre ai ripari, immaginando appunto un coordinamento tra regioni del Mezzogiorno e Sicilia,che non tocca affatto l'idea di uno Stato italiano, sia pur realmente riformato su base federale, Bossi ce la mettera in quel posto dalla sua padania libera, pur sempre in un'Italia sacralmente unita, unita ovviamente secondo il precipuo, unico significato italiano, come solo in Italia può intendersi. Nino Buttà
Io abito a Torino e qui sono nata. Qui abbiamo festeggiato il centenario dell'Unità d'Italia e ci apprestiamo a festeggiare il 150°anniversario. Da qui è iniziato quel percorso che Bossi vuole rifare in senso inverso. E' chiaro che non possiamo permetterlo e continueremo ad essergli contrari fino in fondo.
La Padania, la Secessione sono due enormi stupidaggini che non ci piacciono per niente. Ciò che, secondo me, occorre fare e MAI nessuno ha messo in atto in tanti anni, è dare al Sud gli strumenti per vivere e lavorare ed aiutarlo a liberarsi dall'oppressione di mafia, n'drangheta e camorra. Ho l'impressione netta, però, che i politici non abbiano questa volontà perchè a loro va bene che le cose restino così.
Temo che nell'articolo vi siano un paio di imprecisioni, probabilmente volute. Per prima cosa non è vero che elettori al nord che votano PD, IDV e UDC sarebbero per forza contrari alla divisione e, da ciò che vedo in giro, la gran parte dei voti che oggi vanno alla lega sono di ex socialisti e comunisti, quindi un passaggio da sinistra alla lega non è impossibile, anzi è molto più semplice che un passaggio da sinistra (o centro) a PDL.
Il trentino non da voti alla lega perchè ha un suo partito, sud tirol, che prende quasi l'80% dei voti se non sbaglio, e sono già estremamente indipendenti, che è ciò che la lega vuole anche per le altre regioni. Oltretutto non riesco a capire come mai l'autore considera i voti delle nazionali e non i più recenti delle Europee dove la lega a fatto un notevole balzo avanti, parti dell'Emilia hanno dato il 20% alla lega e nel Lombardo-Veneto in tante province ha chiaramente passato anche il PDL, nel quale il 10% è AN e sarebbe contraio ma su tutti gli altri ho i miei dubbi.
Cordiali sauti.
Rinaldi M.
Insomma qual è il territorio della Padania? Me lo volete dire?
Qualsiasi esso sia, Bossi non arriva al 30% punto e basta. Il resto sono sciocchezze.
Vogliamo rifare sei staterelli insignificanti sottomessi alla Francia o al Regno Unito? Oppure sotto il tallone di Austria e Germania?
Vogliamo perdere indipendenza politica e forza economica?
Ma avete letto bene la questione dell'Euro?
Temo che nell'articolo vi siano un paio di imprecisioni, probabilmente volute. Per prima cosa non è vero che elettori al nord che votano PD, IDV e UDC sarebbero per forza contrari alla divisione e, da ciò che vedo in giro, la gran parte dei voti che oggi vanno alla lega sono di ex socialisti e comunisti, quindi un passaggio da sinistra alla lega non è impossibile, anzi è molto più semplice che un passaggio da sinistra (o centro) a PDL.
Il trentino non da voti alla lega perchè ha un suo partito, sud tirol, che prende quasi l'80% dei voti se non sbaglio, e sono già estremamente indipendenti, che è ciò che la lega vuole anche per le altre regioni. Oltretutto non riesco a capire come mai l'autore considera i voti delle nazionali e non i più recenti delle Europee dove la lega a fatto un notevole balzo avanti, parti dell'Emilia hanno dato il 20% alla lega e nel Lombardo-Veneto in tante province ha chiaramente passato anche il PDL, nel quale il 10% è AN e sarebbe contraio ma su tutti gli altri ho i miei dubbi.
Cordiali sauti.
Rinaldi M.
Cosa sia e cosa potrebbe essere la Padania, non lo sa nessuno. E' lecito fare delle supposizioni, direi della più varia natura, e l'articolo pone degli interrogativi.
Credo che l'articolista intenda dire che chi grandi travasi di voti verso la Lega non sono verosimili visto lo schieramento dei voti contrari altrettanto ideologizzati. L'aver preso a paragone il voto politicointerno mi sembra una scelta più corretta del voto europeo.
Infine, anche considerando il voto delle europee, Bossi non ha la maggioranza in nessuno dei possibili scenari, o se vuole in nessun possibile raggruppamento di regioni, a sua scelta (di Bossi non sua).
Noto con una certa sorpresa, che della parte più importante e preoccupante, ovvero le disastrose conseguenze economiche, per tutta l'Italia, della eventuale secessione, ben delineate nel pezzo, non si interessa nessuno. Tabù?
Cordialità
Temo che nell'articolo vi siano un paio di imprecisioni, probabilmente volute. Per prima cosa non è vero che elettori al nord che votano PD, IDV e UDC sarebbero per forza contrari alla divisione e, da ciò che vedo in giro, la gran parte dei voti che oggi vanno alla lega sono di ex socialisti e comunisti, quindi un passaggio da sinistra alla lega non è impossibile, anzi è molto più semplice che un passaggio da sinistra (o centro) a PDL.
Il trentino non da voti alla lega perchè ha un suo partito, sud tirol, che prende quasi l'80% dei voti se non sbaglio, e sono già estremamente indipendenti, che è ciò che la lega vuole anche per le altre regioni. Oltretutto non riesco a capire come mai l'autore considera i voti delle nazionali e non i più recenti delle Europee dove la lega a fatto un notevole balzo avanti, parti dell'Emilia hanno dato il 20% alla lega e nel Lombardo-Veneto in tante province ha chiaramente passato anche il PDL, nel quale il 10% è AN e sarebbe contraio ma su tutti gli altri ho i miei dubbi.
Cordiali sauti.
Rinaldi M.
Io l'ho sempre detto, lasciamoli fare, questi del Lombardo-Veneto perché come appunto accennava l'amico lettore oltre a Trentino (che già vive bene nella sua autonomia) ed il Friuli anche l'Emilia Romagna con la lega ha poco a che fare nonché la Liguria popolo di mare e già di per sé mentalmente aperto (non me ne voglia l'amico trentino). Per non parlare del Piemonte e Valle d'Aosta che vive in un suo mondo.. I veneti notoriamente con una storia diversa rispetto ai lombardi saranno sempre padani di seconda categoria, per non parlare dell'evasione fiscale che dovrà rientrare per rilanciare la grande nazione padana. Auguri! Penso che riuscirete a vendere bene i vostri prodotti nelle nazioni emergenti dell'est europeo.
MX
Ha ragione, i veneti non sono padani, sono solo " veneti" e come tali sparpagliati in giro per il mondo più di qualsiasi altro popolo di questa nostra italia.
Da trentino emigrato in Friuli, vorrei prima di tutto sottolineare che queste due regioni anno ben poco, se non nulla, a che spartire con la Padania, sia per diffrenze geografiche che culturali con i "Lumbard". Quindi il calcolo dell'articolo non è del tutto esatto.
Se poi vogliamo commentare le esternazioni di Bossi & C., sappiamo benissimo che quello che dice non è realistico (e lui è il primo a saperlo), ma è solo quello che la "pancia" dei suoi elettori vuol sentirsi dire. E da bravo comunicatore (Berlusconi docet) lui esterna tutta una serie di luoghi comuni che tanto piacciono e che si sentono in una qualunque riunione da bar.
Se poi vogliamo fare della facile ironia, da non-leghista (e non solo io) sarei sicuramente in prima fila per votare A FAVORE della secessione (ovviamente nell'equivalenza Padania = LOMBARDIA). Pensate, in un colpo solo l'Italia si libererebbe di:
- Berlusconi
- Bossi
- Formigoni
- Mourinho
Meditate gente, meditate
Alberto 59
Che Trentino, Valle d'Aosta ed Emilia, non fanno parte di diritto della "Padania" è chiaro a tutti. Infatti l'articolo evidenzia che Bossi non ha la maggioranza, anzi ne è ben lontano, neanche nel Lombardo Veneto, ovvero la sua roccaforte.
Infine i conti comunque si facciano, non tornano. La secessione non si può fare con metodi democratici, né a Nord Nè a Sud.
Salud
Da trentino emigrato in Friuli, vorrei prima di tutto sottolineare che queste due regioni anno ben poco, se non nulla, a che spartire con la Padania, sia per diffrenze geografiche che culturali con i "Lumbard". Quindi il calcolo dell'articolo non è del tutto esatto.
Se poi vogliamo commentare le esternazioni di Bossi & C., sappiamo benissimo che quello che dice non è realistico (e lui è il primo a saperlo), ma è solo quello che la "pancia" dei suoi elettori vuol sentirsi dire. E da bravo comunicatore (Berlusconi docet) lui esterna tutta una serie di luoghi comuni che tanto piacciono e che si sentono in una qualunque riunione da bar.
Se poi vogliamo fare della facile ironia, da non-leghista (e non solo io) sarei sicuramente in prima fila per votare A FAVORE della secessione (ovviamente nell'equivalenza Padania = LOMBARDIA). Pensate, in un colpo solo l'Italia si libererebbe di:
- Berlusconi
- Bossi
- Formigoni
- Mourinho
Meditate gente, meditate
Alberto 59
Io l'ho sempre detto, lasciamoli fare, questi del Lombardo-Veneto perché come appunto accennava l'amico lettore oltre a Trentino (che già vive bene nella sua autonomia) ed il Friuli anche l'Emilia Romagna con la lega ha poco a che fare nonché la Liguria popolo di mare e già di per sé mentalmente aperto (non me ne voglia l'amico trentino). Per non parlare del Piemonte e Valle d'Aosta che vive in un suo mondo.. I veneti notoriamente con una storia diversa rispetto ai lombardi saranno sempre padani di seconda categoria, per non parlare dell'evasione fiscale che dovrà rientrare per rilanciare la grande nazione padana. Auguri! Penso che riuscirete a vendere bene i vostri prodotti nelle nazioni emergenti dell'est europeo.
MX
Da leggere e poi rifletterci su
A parte qualche valutazione che andrebbe pur fatta per una suddivisione in macroregioni che tenga conto della storia, sono convinta che a non volere che l'Italia diventi veramente una Confederazione di Stati sia proprio la Sicilia la quale, pur avendo, unica in tutta la nazione, un'autonomia reale riconosciuta e riconfermata, non se ne avvale, anzi, sembra temerla e non è difficile immaginare il perchè.
Da trentino emigrato in Friuli, vorrei prima di tutto sottolineare che queste due regioni anno ben poco, se non nulla, a che spartire con la Padania, sia per diffrenze geografiche che culturali con i "Lumbard". Quindi il calcolo dell'articolo non è del tutto esatto.
Se poi vogliamo commentare le esternazioni di Bossi & C., sappiamo benissimo che quello che dice non è realistico (e lui è il primo a saperlo), ma è solo quello che la "pancia" dei suoi elettori vuol sentirsi dire. E da bravo comunicatore (Berlusconi docet) lui esterna tutta una serie di luoghi comuni che tanto piacciono e che si sentono in una qualunque riunione da bar.
Se poi vogliamo fare della facile ironia, da non-leghista (e non solo io) sarei sicuramente in prima fila per votare A FAVORE della secessione (ovviamente nell'equivalenza Padania = LOMBARDIA). Pensate, in un colpo solo l'Italia si libererebbe di:
- Berlusconi
- Bossi
- Formigoni
- Mourinho
Meditate gente, meditate
Alberto 59
Oggi non c'è una maggioranza separatista in nessuna regione, forse neanche in Alto Adige se si fanno bene i conti. Di questo i separatisti devono tener conto, se non sono pazzi, e raccogliere dietro le loro bandiere la minoranza, attestarsi su battaglie "minimaliste", nel rispetto della legalità. E forse anche la Lega, al di là delle sparate, è su questa lunghezza d'onda. Ma le percentuali non sono fisse, possono cambiare.
Prendiamo il caso della Sicilia.
Se il 21 ottobre 1860 si fosse fatto un plebiscito vero, non sappiamo cosa ne sarebbe venuto fuori. Magari avrebbe vinto comunque l'annessionismo, magari col 70 % anziché col fasullo 99,99, o magari avrebbe perso, e automaticamente si sarebbe dovuto riconvocare il Parlamento di Sicilia per decidere se e quali rapporti avere con l'Italia, confederali o altro.
Se nel 1945 fosse stata accolta la richiesta di Finocchiaro Aprile di far decidere ai Siciliani la loro sorte con un referendum non sappiamo come sarebbe andata a finire. Probabilmente avrebbero vito gli unionisti comunque, magari con un 30 % di separatisti. Non si sa, non si potrà mai sapere. Oggi siamo sicuri che più del 95 % degli elettori voterebbe per l'unione, compresi quasi tutti gli autonomisti e molti sicilianisti estremi. Ma domani, chissà. La storia gira.