Incentivare la produzione di energia fotovoltaica attraverso la sistemazione di pannelli sui tetti dei condomini, chiese ed edifici pubblici. È questo un piano varato dall'assessorato regionale all'Industria. "L'obiettivo è arrivare a fare installare - ha affermato l'assessore Venturi - circa 300 mila i piccoli impianti in Sicilia". "Daremo delle opportunità economiche alle famiglie - ha detto Nicola Vernuccio, direttore dell'assessorato - per mezzo di convenzioni con imprese e banche".
Trasparenza assoluta e snellimento delle procedure di rilascio delle pratiche per la realizzazione di impianti di energia alternativa. Sono le parole d'ordine dell'assessore regionale all'Industria, Marco Venturi, che lancia "un appello alle prefetture siciliane affinché rilascino informative antimafia su tutte le imprese che presentano alla Regione una richiesta per la realizzazione di nuovi impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e autorizzazioni per nuove cave" annunciando inoltre lo sblocco del piano delle cave "fermo da 29 anni".
"Occorre alzare il livello di guardia sulle pratiche autorizzative - afferma l'assessore - L'amministrazione regionale deve essere certa di autorizzare imprese pulite, che non siano solo formalmente a posto. La Regione questo lo deve fare per garantire le aziende oneste. Perché viceversa tutte sono ad alto rischio di infiltrazione mafiosa". Per Venturi "non può infatti passare l'equazione che in Sicilia eolico è uguale a mafia. Ma è pur vero, secondo gli ultimi fatti di cronaca giudiziaria, che il rischio di infiltrazione mafiosa in questo settore sia molto elevato. Siccome la Regione non può bloccare un settore nevralgico per l'economia dell'isola, deve cautelarsi in ogni modo. Ho predisposto una lettera che invierò a tutte le prefetture affinché vigilino sulle imprese che presentano progetti e perché venga rilasciato una informativa antimafia completa".
Inoltre Venturi sta predisponendo un testo modificato che prevede "la richiesta dell'informativa antimafia per tutti i soggetti privati che orbitano nel settore delle cave" e vuole introdurre lo stesso principio "anche nelle nuove direttive attuative per il piano energetico ambientale della regione: verrà inoltre avviato un monitoraggio su tutte le autorizzazioni fin qui concesse, con eventuale revoca della stessa in caso di informativa antimafia negativa".
''Confindustria Sicilia ha tra i suoi valori fondanti la libertà di mercato e la tutela delle imprese sane. Per tale motivo preoccupa il dato che emerge da numerose indagini, che rilevano sempre più frequentemente infiltrazioni mafiose in alcuni settori, come quello delle cave che lavorano a monte della filiera edilizia, e quello dell'energia da fonti rinnovabili". E' quanto si legge in una nota dell'associazione degli industriali. "Occorre alzare il livello di guardia - dicono Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, e Antonello Montante, delegato di Confindustria per i rapporti con le istituzioni preposte al controllo del territorio - a tutela delle imprese sane, introducendo strumenti e misure che prevengano il fenomeno delle infiltrazioni mafiose". "Abbiamo chiesto all'assessore regionale all'Industria, Marco Venturi e siamo soddisfatti che abbia prontamente accolto la nostra sollecitazione - aggiungono - di proporre alle Prefetture siciliane la stipula di protocolli d'intesa per l'acquisizione preventiva di informazioni e relative certificazioni sulle imprese che operano in quei settori 'sensibili' dove forte è l'interesse della mafia".
"Molte indagini giudiziarie - rilevano Lo Bello e Montante - hanno evidenziato diffuse infiltrazioni mafiose nel settore delle cave che lavorano a monte della filiera edilizia, che hanno condizionato il libero mercato e reso più deboli gli imprenditori sani. Anche il settore dell'energia da fonti rinnovabili è strategico e trainante per lo sviluppo dell'economia regionale e costituisce un'opportunità irrinunciabile. Pertanto anche in tale settore occorre una vigilanza fortissima per evitare che le infiltrazioni mafiose ne comprimano e ne danneggino le potenzialità di sviluppo". Per Lo Bello e Montante "i protocolli d'intesa tra l'assessorato regionale all'Industria e le Prefetture potranno assicurare l'assenza di infiltrazioni mafiose, avviando la procedura di controllo sin dall'inizio dell'iter autorizzativo, quando l'azienda presenta la richiesta di autorizzazione dell'impianto da fonti rinnovabili". "Il richiedente - cncludono - dovrà fornire informazioni, oltre che sul progetto, anche sui proprietari dei terreni, sui soggetti che svilupperanno l'iniziativa e sul gestore dell'impianto. Avviando, infatti, all'inizio dell'iter autorizzativo la verifica di assenza di infiltrazioni mafiose, si eviterà di rallentare i tempi di rilascio delle autorizzazioni".
Gentile Redazione,
potreste chiarire ai lettori se esiste la possibilità, per chi possiede una propria casa indipendente, di installare un impianto fotovoltaico con scambiatore di fornitura(cioè con possibilità di immettere nella rete del distributore l'energia prodotta in eccesso) e se esistono pratiche convenzionate con la Regione che permettano di ridurre i costi di installazione? Grazie.