D'Alema fuori dalla corsa per ministro degli esteri europeo
Ashton sarà l'alto rappresentante, Van Rompuy presidente

19 novembre 2009 19:16
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Dopo giorni di drammatica suspence che lasciava pensare a un summit Ue sulle nomine difficilissimo, la riunione dei leader dei Ventisette sembra partita davvero in velocita'. Con un'altissima probabilita' che il 'ticket' Ue sara' il premier belga Herman Van Rompuy come presidente Ue e l'attuale commissario europeo al Commercio Catherine Ashton come Alto rappresentante per la politica estera Ue. Il vertice a questo punto dovrebbe chiudersi a un'ora 'civile', e non a tarda notte come temuto da molti.

 

Prima ancora che si aprissero i lavori del Consiglio europeo straordinario nel palazzo Justus Lipsius, i capi di stato e di governo aderenti al Pse, riuniti nella rappresentanza austriaca presso l'Ue a poche centinaia di metri, hanno di fatto spianato la strada al summit. Downing Street ha ufficialmente confermato che i leader socialisti si sono accordati per lanciare la Ashton alla carica di Alto rappresentante. E poiche', in base all'accordo tra grandi 'famiglie' politiche europee, il 'ministro esteri' Ue spetta proprio al Pse, e' come dire che l'accordo definitivo gia' c'e'. E questo vuol dire due cose: esce definitivamente dai giochi l'ex premier britannico Tony Blair come candidato alla presidenza Ue, visto che alla riunione che ha scelto Ashton c'era anche lui e ha detto di si'. Ed esce di scena anche Massimo D'Alema.

 

 

A far capire che la stella dell'ex ministro italiano era ormai in deciso calo ci aveva pensato, nel primo pomeriggio, il capogruppo dei socialisti europeo al Parlamento Europeo, Martin Schulz, anche lui presente al vertice Pse. D'Alema , ha avvertito "e' un candidato di paese che non e' socialista", e "si sa che spesso chi entra al conclave come papa ne esce cardinale".

 

Schulz e' dunque arrivato al vertice Pse a Bruxelles gia' sapendo che la situazione di D'Alema, pure fortemente appoggiato dal suo gruppo parlamentare era ormai compromessa. Lo si era intuito negli ultimi giorni anche dai pesanti attacchi lanciati contro l'ex ministro dal 'Financial Times'.

 

La Ashton oltretutto, oltre a soddisfare le mire britanniche per il posto di Alto rappresentante, uscito di scena il ben piu' carismatico David Miliband, risponde anche al criterio delle 'quote rosa', in quanto donna. I piu' maligni aggiungono che risponde al criterio del 'basso profilo' cui hanno puntato fin dall'inizio soprattutto Francia e Germania. La Ashton, sconosciuta a livello internazionale fino al suo arrivo alla Commissione, non ha esperienza di politica estera, finora si era occupata di welfare nel suo paese.

 

A questo punto appare quasi certo che non vi saranno ostacoli, a meno di soprese dell'ultim'ora, per Herman Van Rompuy alla presidenza Ue. Parigi e Berlino l'hanno fortemente sostenuto da giorni. Non stupisce: pur apprezzato intellettuale e uomo di eccellenti capacita' di mediazioni, non ha certo la notorieta' e il carisma che avrebbe potuto impensierire Nicolas Sarkozy o Angela Merkel. Era proprio quello che temeva il ministro degli Esteri svedese Carl Bild, che questa mattina aveva ammonito nel suo blog a evitare al vertice di Bruxelles una soluzione di basso profilo sulle nomine, che sarebbe stata, com'e', una "occasione storica mancata".

© Riproduzione riservata
Fonte: adnkronos
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Anonimo 20 novembre 2009   08:37

I soliti giochi di potere che dimostrano che tutto il mondo è paese. L'euroscettica inghilterra chiede la presidenza 'UE per T. Blair ma non ci riesce allora si impunta e pretende il ministero degli esteri per la nobile inesperta Ashton che si è sempre occupata di Welfare. Ma che importa tanto tutti sanno che l'Europa in politica estera non deve mettere becco perchè quella è di esclusiva competenza americana ed è quindi molto probabile che la scelta provenga proprio da oltre oceano. Questa nomina dimostra ancora una volta lo scarso prestigio dell'Italia in campo internazionale , nonostante il dichiarato impegno di Berlusconi che a suo dire avrebbe messo in moto tutto il suo prestigio per arrivare alla scelta di D'Alema.Ma il maggiore allarme deriva dal fatto che a capo di un così delicato dicastero si preferisca oltre che una signora del tutto incompetente, la rappresentante di un paese che, oltre a non far parte  del grupo della moneta unica, e a non aderire agli accordi di Schengen,  ha avuto un ruolo determinante nella guerra in Iraq.Non voglio pensare cosa diranno i paesi arabi quando incontreranno il ministro degli esteri europeo per parlare di accordi internazionali di pace o di aiuti umanitari o, ancor di più, di cooperazioni economiche e commerciali. Ma si sa che tutti parlano di Europa ma molti non la vogliono per non perdere la propria autonomia .Per questi motivi l'Europa politica dopo quella economica non sarà mai realizzata e le nomine di basso profilo nei posti chiave ne sono una evidente dimostrazione.

Franco Pizzuto Palermo-

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