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Giornate cruciali, a Milano disegnano
la mappa del potere finanziario,
in Sicilia le sorti del partito del Sud…

19 marzo 2010 09:49
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Per favore lasciate perdere le analisi, i ragionamenti dotti, le questioni di principio. Mettete uno accanto all’altro due pagine del giornale di ieri, giovedì 18 marzo; non due pagine qualsiasi ma quelle che ospitano gli articoli di economia e finanza e di cronaca politica regionale.

 

Nella pagina economica trovate il resoconto della giornata cruciale vissuta fra Milano e Trieste. Unicredit, Generali, Mediobanca e le Fondazioni del Nord Est stanno ridisegnando gli assetti di vertice delle grandi banche. “Alle 11,30 del mattino”, racconta il Corriere, “il Presidente di Intesa San Paolo, Giovanni Bazoli, ha incontrato Cesare Geronzi nella sede di Mediobanca, a Piazzetta Cuccia. Poi arriva Fabrizio Pellinzona, vice Presidente di Piazza Cordusio, Unicredit…”.

 

Pochi minuti e arrivano in Mediobanca il vice presidente della Fiat John Elkan. Un’ora, ed è la volta di Giampiero Pesenti e Luca Cordero di Montezemolo. Ci sono in ballo Generali, Rcs Quotidiani. La torinese Crt e la finanziaria del Nord Est Ferak allargano la presenza in Generali.

 

Il piano di Profumo, ad di Unicredit, non traballa, ma deve fare i conti con interlocutori forti e ben garantiti anche politicamente. La holding con le sue partecipate, tra le quali il Banco di Sicilia, si trasformerà in un “bancone” suddiviso in sette aree territoriali. Ma prima che ciò avvenga, sono necessari alcuni passaggi.

 

Il risiko bancario è in corso, i meridionali non esistono, di siciliani nemmeno l’ombra.

 

Mentre a Milano si mettevano a punto le strategie e i nuovi assetti del potere economico, in Sicilia Renato Schifani e Angelino Alfano incontravano Gianfranco Miccichè – basta leggere l’altra pagina di cronaca politica regionale che vi abbiamo suggerito – subito dopo Miccichè incontrava Raffaele Lombardo, Giuseppe Castiglione veniva informato del mezzo fallimento dell’incontro, ma altri ricevevano informazioni incoraggianti.

 

Nelle stesse ore, un poco ovunque, si discettava del partito del Sud, come se si trattasse del sesso degli angeli. Sarà benedetto da Berlusconi? Lombardo accetterà Miccichè a mezzadria con Berlusconi? Il Partito Democratico entrerà nel governo? E il Pdl che farà se i democratici dovessero decidere l’ingresso? Il segretario del Pd Lupo si è avvicinato al senatore Lumia? E per quale scopo Leoluca Orlando, portavoce nazionale dell’IDV, ha annichilito i futuri compagni di cordata del centrosinistra?

 

I giornali informati vi daranno conto degli orari degli incontri milanesi e palermitani. Potreste trovare perfino delle singolari concomitanze, strane coincidenze. Mentre Geronzi parla con Pellinzona, Alfano riflette con Miccichè sull’opportunità di fare nascere, nemmeno a dirlo, il partito del Sud.

 

C’è bisogno che vi spieghiamo perché non abbiamo speranza in Sicilia, se continua così?

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Anonimo 20 marzo 2010   00:45

Le due pagine annotate dal Direttore Parlagreco confermano in maniera ecclatante quanto le analisi confermano da tempo e che ricordiamo incessantemente in questo giornale: La Sicilia è stata ed è trattata come una colonia; è stata nell'immediato dopoguerra una sacca di mano d'opera e ieri ed oggi è un MERCATO DI CONSUMO e non un LUOGO DI PRODUZIONE con tutte le contraddizioni che ne derivano.

 

Basti ricordare Termini Imerese e la chiusura di molteplici imprese.  

 

Ma la tragedia nella tragedia, caro Direttore è che il nostro popolo non se ne rende conto e continua beatamente a giocare all'opera dei Pupi sostituendo i personaggi del passato a quelli del presente politico....

 

Dal confronto di queste due pagine dovrebbe essere a tutti chiaro che il futuro della Sicilia è di natura soprattutto economica e di cultura gestionale. Dobbiamo cambiare radicalmente il nostro concetto di far politica: RAFFORZARE LE IDENTITà LOCALI IN UN CONTESTO NAZIONALE ED INTERNAZIONALE ASSICURANDO LA COERENZA TRA OBIETTIVI, RISORSE ED IMPIEGHI CHE BISOGNA AVERE, POSSEDERE E GESTIRE!!!!

 

ENZO CONIGLIO

konics000@gmail.com

Anonimo 19 marzo 2010   17:19

Provo a decodificare.

Se si sta facendo un "meridionalismo che non dispiaccia a Roma e al Nord" .... siamo fritti.

Anzi, forse, siamo davanti ad una vera e propria mistificazione e dirottamento del giusto risentimento dei siciliani per l'insopportabile nordismo verso lidi completamente opposti e subalterni, nelle strutture profonde (leggasi potere bancario e non solo). Questo il PDL Sicilia

Poi c'è la catena di Sant'Antonio: l'MPA che non ha maggioranza, anche se è mezzo mezzo indipendente da Berlusconi ... ammicca perché non può perdere Micciché. Dall'altro lato gli autonomisti di sinistra devono fare equilibrismi per non spiacere anche loro al loro Nord e ritrovarsi senza partito e senza parte. Insomma rispetto alla corazzata della Lega facciamo veramente ridere.

Ma il vero problema sono i siciliani, non solo questa classe politica che è quella che è. Infatti tutto si poggia sul fatto che i siciliani rinc... seguono il caudillo nazionale di turno, di destra o di sinistra che sia, e letteralmente "non sanno" di aver quasi sempre interessi contrapposti a quelli italiani per i quali ci vorrebbe quanto meno un partito contrapposto a quelli italiani. Contrapposto e maggioritario, non minoritario ed equilibrista come l'MPA, che avrà tanti torti ma non quello di essere minoritario nella sua stessa Sicilia.

Del fatto che i Siciliani diano sempre fiducia ai partiti italiani non si può fare colpa a nessuno se non ai siciliani stessi.

Poi a Roma sono tutti a servizio della Padania. Ma, a quanto pare, di questo a sud di Roma non importa poi molto agli elettori.

E siamo qua.

Anonimo 19 marzo 2010   15:15

"IL POTERE NON è NEL CONSIGLIO COMUNALE DI PALERMO, IL POTERE NON è NEL PARLAMENTO DELLA REPUBBLICA, IL POTERE è ALTROVE." 

 

Leonardo Sciascia

 

P.s.: meditate gente, meditate.

Residente Z.E.N.

Anonimo 19 marzo 2010   12:48

purtroppo non ce n'è bisogno....ed è molto triste.

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