Nell'autorità per le comunicazioni non vince il buon senso, ma l'appartenenza politica: esattamente come nei nostri tribunali in cui non si esaminano più meriti o demeriti di qualcuno, ma si danno dei giudizi in base all'appartenenza politica dei giudici e ciò che conviene alla sinistra politicizzata della magistratura". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi, nel corso della quale ha aggiunto: "Questa è una cosa di cui ci occuperemo nei prossimi tre anni con una grande e radicale riforma della giustizia", giustizia che attualmente "mette in questo pericolo la nostra democrazia".
"Noi continuiamo a lavorare nonostante i giornali e le televisioni siano stati riempiti da temi che la magistratura di sinistra ha abilmente messo in campo", ha ribadito ancora Berlusconi a proposito delle ultime inchieste avviate galla magistratura.
"Sono esterrefatto che continuino ad arrivare sentenze di giudici che di fronte al diritto dei cittadini guardino alla burocrazia", ha aggiunto il presidente del Consiglio, riferendosi in particolare all'esclusione della lista del Pdl della provincia di Roma per le elezioni regionali del Lazio. "Non c'é colpa o responsabilità alcuna dei nostri delegati - ha aggiunto il premier -. Lo ribadisco perché ormai si è diffusa questa opinione" anche da parte di "organi di stampa vicini a noi". "Il giudice avrebbe dovuto con forza richiamare il nostro delegato alla presentazione", ha concluso Berlusconi.
REGIONALI LAZIO: SGARBI HA DIRITTO A RINVIO VOTO - Sempre sul fronte delle elezioni regionali, per Berlusconi, "la lista Sgarbi ha certamente diritto di poter approfittare di altri giorni di campagna elettorale ed è giusto che si rispetti questo diritto". ''Noi - ha aggiunto il presidente del Consiglio - riconosciamo i diritti degli altri''. ''Ho detto al ministro dell'Interno'' Roberto Maroni ''questo mio convincimento sulla lista Sgarbi: cioe' che quando uno ha un diritto e' giusto che lo si rispetti''.
INTERVENTO AGCOM DOVEROSO MA UDC DISSE NO - "Io ho solo cercato, in maniera corretta, di provocare un intervento doveroso della Autorità delle Comunicazioni. Mi è stato risposto che non era possibile. Perché, al di là di ogni ipocrisia per cui queste sono autorità indipendenti, un membro nominato da un partito e che rispondeva all'Udc non faceva maggioranza con gli altri. Quindi in queste autorità non vince il buon senso ma l'appartenenza politica", ha detto Berlusconi parlando delle intercettazioni nell'inchiesta di Trani che hanno coinvolto l'Agcom.
BALDUCCI? SCELTO DA GOVERNO PRECEDENTE - "Ricordo che Balducci non l'abbiamo nominato noi, ma il precedente governo e dato che non facciamo piazza pulita degli uomini nominati lo abbiamo lasciato al suo posto", ha detto il premier a proposito dell'inchiesta sugli appalti per il G8.
DI PIETRO? EDUCAZIONE NON MI CONSENTE DI NOMINARLO - "Mi sembra di aver sentito dire da quel signore, che la mia personale educazione non mi consente di definire e che si chiama Di Pietro, che sono i magistrati che compiono queste operazioni e a loro va il merito della lotta alla criminalità organizzata". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi, aggiungendo: "C'é da spiegare perché questi stessi magistrati non abbiamo fatto altrettanto con i precedenti governi: ricordo che Bertolaso era commissario in Campania anche prima. La differenza sta evidentemente nel manico: il manico di questo governo è un manico che si fa sentire giornalmente nella lotta alla criminalità organizzata".