Altro che braccia rubate all’agricoltura
Sono in continuo aumento i contadini per hobby

di Domenico Giardina
08 febbraio 2010 12:43
Numero commenti Nessuno   Inserisci un tuo commento

Su Internet, e in particolare su Facebook, dilaga un gioco che si chiama FarmVille nel quale ognuno dei partecipanti può improvvisarsi contadino e costruire dal nulla una grande fattoria con tanto di animali e campi coltivati, ranch, stalle e chi più ne ha più ne metta. Sono tantissime le persone che si divertono a coltivare ortaggi e frutta virtuali e ad allevare galline e mucche risultato di tanti uno e zero (il codice binario del computer, ndr).

 

Accanto a questi agricoltori “virtuali” sono sempre di più anche coloro che realmente si dedicano a questa attività, rendendola un hobby molto soddisfacente. I contadini della domenica, è proprio il caso di dirlo, sono persone di qualunque ceto e professione che scelgono i weekend per rilassarsi dedicandosi alla cura di piante e orti di ogni tipo. Secondo un’indagine di Nomisma, condotta in collaborazione con il mensile “Vita in campagna”, è in netto aumento il numero di coloro che scelgono di dedicarsi per passatempo alla coltivazione di più o meno piccole aree rurali.

 

I numeri evidenziano che l’”hobby farming” coinvolge tanto il pensionato qianto il professionista, sia l’impiegato che l’insegnante, così come il medico e l’operaio. Insomma il pollice verde non fa differenza e prende un po’ tutti. Oltre all’indubbio relax, che chi coltiva quest’hobby non fa altro che sottolineare, esistono anche altre motivazioni che spingono verso l’agricoltura per hobby. Innanzitutto la possibilità, e la soddisfazione, di consumare cibi genuini personalmente coltivati. Ognuno sa bene che tipo di piante semina e quali prodotti utilizza nel suo terreno. Inoltre c’è sicuramente più gusto nel cibarsi di un prodotto “esclusivo” perché prodotto dalla propria zappa e dalla propria vanga. Gioca un ruolo importante anche il fatto di praticare un’attività all’aria aperta, magari dopo una lunga settimana chiusi tra le quattro mura di un ufficio. Molti la trovano rigenerante e ricostituente. C’è anche chi magari, in questa maniera, riutilizza un terreno ereditato o magari abbandonato e appositamente acquistato.

 

Tra le produzioni “proprie” più comuni spiccano, ovviamente, gli ortaggi, coltivati con soddisfazione dalla stragrande maggioranza degli hobby farming. Anche frutta, olivo e vite non vengono messi in secondo piano dando luogo anche a processi di trasformazione per ricavare conserve vegetali, olio e vino. Naturalmente tutto ciò viene fatto solo ed esclusivamente per il proprio piacere personale. Infatti i prodotti non vengono mai messi in vendita ma vengono consumati in famiglia, magari in grandi pranzi con immense libagioni. Tanti prodotti poi vengono regalati a parenti e amici, per dare anche a loro la possibilità di godere del risultato acquisito con il lavoro tra i campi.

 

Insomma le cosiddette braccia rubate all’agricoltura tornano alla Madre Terra nei weekend, in una sorta di compensazione verso ciò che le è stato precedentemente sottratto. Con piena soddisfazione da ambo le parti.

© Riproduzione riservata
Segnala ad un amico

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti
Google
ItalianNews
Altre notizie
La tua pubblicità su ItaliaInformazioni