Chi ha assistito, anche attraverso gli schermi televisivi, in diretta alla cerimonia che si è svolta in Quirinale, della consegna delle bandiere ai portacolori delle rappresentative italiane, partecipanti alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi, Valentina Vezzali e Federica Pellegrini, si è accorto della commozione del capo dello Stato, Giorgio Napolitano: un buffetto affettuoso a Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paraolimpico, poi a Valentina Vezzali e a Federica Pellegrini.

Fino ad un istante prima aveva parlato a tutti con voce ferma e vibrante, ponendo l’accento sulle responsabilità e il significato della partecipazione italiana alle Olimpiadi di Londra. Parole di incoraggiamento, di apprezzamento e di fiducia, poi l’improvviso, inaspettato moto di commozione, quando si è voltato verso Pancalli, che utilizza la carrozzella. La sua voce si è incrinata e gli occhi si sono inumiditi.

La sensibilità di Napolitano è nota, non è certo la prima volta che gli capita di esternare la sua commozione, ma abbiamo avuto la sensazione che in questa circostanza il Presidente sia stato vittima anche della stanchezza. Non la stanchezza fisica, ma lo stress provocato dalla impietosa e, per certi versi, del tutto gratuita polemica che si è scatenata attorno all’inchiesta sulla presunta trattativa Stato-mafia. Alcuni giornali, venerdi 22 giugno hanno ancora una volta tirato in ballo il Quirinale.

Il Giornale di Berlusconi apre a tutta pagina, in prima, con questo titolo: “Napolitano ha paura”. E il Fatto Quotidiano, a sua volta, titola in apertura: “Napolitano vuole mettere il bavaglio”. L’ottica di due quotidiani estremamente lontani fra loro appare stranamente simile.

Nei giorni scorsi Antonio Di Pietro aveva attaccato pesantemente il Quirinale per le telefonate di Nicola Mancino al consigliere giuridico, Loris D’Ambrosio, ed una lettera formale di quest’ultimo al Procuratore generale della Cassazione con la quale, nella qualità di Presidente del Consiglio superiore della Magistratura, si pone l’accento sull’opportunità di una coordinamento delle indagini fra le tre Procura che si occupano della trattativa. Una iniziativa, come ha sottolineato il vice presidente del Csm, Viesti, opportuna ed in linea con le funzione, le prerogative e le responsabilità del Capo dello Stato.