di Enzo Coniglio -

Devo ammetterlo. Sono stato da sempre affascinato dalla grande tradizione del teatro dei pupi siciliani anche se non mi sono mai deciso a scegliere tra la versione palermitana e quella catanese della mia infanzia.

“Ma che pupi e pupi!” – sentenziava mio nonno. “In quel teatro è sintetizzata l’essenza della nostra storia e del nostro destino: la luminosa civiltà cristiana contro la barbarie dei Saraceni; una civiltà rappresentata da Carlo Magno e dai suoi prodi Paladini – primi tra tutti Orlando e Rinaldo – che combattono per la religione, per l’amore, per la gloria e per la fedeltà; e di cui il popolo spettatore di oggi ne conosce i nomi, ne condivide i valori e le singole storie gloriose mentre ne condanna i più vili tradimenti. Il puparo, da parte sua, non si può certo permettere di mutare alcunchè perchè la storia di ogni singolo paladino è in fondo la storia di ogni spettatore, la sua volontà di continuare a battersi in quella che è stata definita ‘la più invisibile delle guerre invisibili’ che siamo chiamati a sostenere e a combattere ogni giorno: una storia catartica universale. Ed è per questo che il teatro dei Pupi è universalmente seguito e apprezzato in tutto il mondo senza eccezioni e compreso da popoli che parlano lingue totalmente diverse”.

La storia di pupi e pupari, di grandi valori e altrettanto grandi tradimenti; una guerra tra civiltà e interessi inesperessi ieri ed anche oggi con l’ultimo epigono nel conflitto finanziario e politico europeo e occidentale in corso, con un Mario Monti che pretenderebbe di vestire i panni di un glorioso Orlando e di una Angela Merkel destinata a vestire i panni del traditore Gano di Magonza e dei Saraceni: Ferraù, Agramante, Marsilio, Agricane, Rodomonte, Mambrino.

Che si tratti di un conflitto tra la civiltà e la tirannide non ci sono dubbi di sorta. Ma sul fatto che Monti rappresenti la civiltà e la Merkel la tirannide, ho dei seri dubbi: ambedue, anche se a titolo diverso, sono iscritti nel campo della tirannide finanziaria in cui il primum in assoluto è rappresentato dalla finanziarizzazione della economia, del predominio assoluto del denaro e degli intoccabili speculatori delinquenziali che affamano l’intera umanità. Nell’altro campo, invece di un Carlo Magno e dei suoi fedeli paladini alla Orlando e alla Rinaldo, ritroviamo un’armata Brancaleone, incapace di rimanere coesa e di gridare ai quattro venti: BASTA e far saltare coerentemente il sistema bacato in nome di un nuovo Rinascimento fondato su un nuovo Umanesimo classico, cristiano, rinascimentale e universalmente contemporaneo.

E’ innegabile il successo personale di Mario Monti nell’ultimo vertice di Bruxelles dove è riuscito ad imporre misure correttive per limitare gli effetti devastanti dello spread su quei Paesi finanziariamente virtuosi che comunque continuano ad essere attaccati dalla speculazione finanziaria internazionale. Ma è altrettanto innegabile che si tratta di un tentativo di “razionalizzazione” di un sistema criminale che peggiora ogni giorno la qualità di vita dei cittadini all’interno del quale Mario Monti intende continuare ad operare utilizzando il nosgro consenso.

Saremmo stati invece ultra felici poterlo congratulare e appggiare con la mssima decisione se avesse pubblicamente condannato la speculazione in tutte le sue forme e mettere dei paletti certi in questa dura ma necessaria “guerra di civiltà”. Che senso ha, ad esempio, caro Monti, ricapitalizzare le banche se nello stesso tempo non si chiede loro di liberare i propri bilanci dei derivati, in gran parte speculativi e tossici e non si impedisce loro di ritornare a comportarsi come hanno fatto nel passato con tutte le conseguenze disastrose che conosciamo per noi tutti, senza eccezione di sorta?

Ricordiamo quanto scriveva Antonella Olivieri sul Sole 24 ore del 20 giugno: “I derivati: una mina si aggira per l’Europa. E le regole non riescono a intercettarla, anzi sono proprio le regole – la prossima introduzione di Basilea 3 – ad aver guidato la ricomposizione dei portafogli delle banche nella direzione di una maggior assunzione di rischio, visto che il 97% dei derivati di cui sono imbottiti i big del credito continentale è di natura speculativa. Le cifre parlano chiaro: sono quelle dei bilanci analizzati da R&S-Mediobanca nello studio sulle «Maggiori banche internazionali».

Sia chiaro. Non è il parere di Antonella Olivieri che conta in questo caso, ma le risultanze delle ricerche approfondite della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) che rappresenta l’unione delle Banche centrali. E’ come dire che siamo seduti su una polveriera ad effetto devastante a causa di meccanismi mai corretti perchè funzionali ad un sistema corrotto e inefficiente. Sarebbe stata questa, caro Monti, la prima cosa da fare.

Vanno ricapitalizzati gli Stati e non le banche; bisogna far affluire il credito direttamente alle imprese e alle famiglie, e non certo alle banche che non hanno alcun interesse a promuovere il credito nella misura assolutamente necessaria.

Su questo punto cruciale, occorre essere assolutamente chiari. Cito ancora la Antonella Olivieri per la sua chiarezza espositiva “Il campione di riferimento è quello delle venti maggiori banche europee, che tutte insieme sono una ‘potenza’ con attivi di bilancio pari a oltre due anni di Prodotto interno lordo dell’area. Ebbene, queste banche, dallo scorso anno si sono messe a vendere a manbassa i titoli in portafoglio per alleggerirsi di asset che assorbono capitale di vigilanza, e in compenso si sono gettate sui derivati, che invece sono quasi ignorati ai fini dei ratio patrimoniali. Risultato: i 5.854 miliardi di derivati che hanno in pancia, sono arrivati a contare più della metà del Pil europeo. Per essere più precisi, mentre l’incidenza sul Pil dei titoli in portafoglio è di colpo calata dal 48,1% del 2010 al 40,9% del 2011, quella dei derivati è balzata dal 41,3% al 53,2%. I due terzi sono scommesse sui tassi d’interesse, ma 450 miliardi sono puntati sul “merito di credito”, 670 sui cambi”.

Una super polveriera che annullerebbe tutti gli effetti positivi di una pesantissima razionalizzazione che Monti persegue perchè il sistema è irrazionale. Ne volete un esempio? “Un 10% di perdite sui derivati sarebbe in grado di mangiarsi più della metà (precisamente il 55,6%) del patrimonio di vigilanza delle grandi banche europee, cosa che non succederebbe nemmeno se tutti i crediti dubbi andassero in fumo (in quel caso il capitale regolamentare diminuirebbe del 49,3%). Salvo che, a differenza degli impieghi, i derivati non entrano nel conto. Le perdite però sì. Tanto più che la massa dei derivati è sette volte il patrimonio netto tangibile dei signori del credito”

Ad essere preoccupati e scandalizzati, non sono più i Di Pietro o i Vendola di turno ma i vertici dello stesso potere finanziario di cui il Sole 24 ore si fa attento portavoce, pubblicando il seguente commento di Leonardo Maisano nell’edizione del 29 giugno: ” «Disonestà elevata a sistema». Le parole che Martin Taylor, ex ceo di Barclays bank, ha piantato in gola al suo – indiretto – successore, Bob Diamond, vanno completate con «incompetenza e follia». È questo il quadro che emerge dalla lettura incrociata delle cronache bancarie al di qua e al di là dell’Atlantico: disonestà, incompetenza, follia”.

A Martin Taylor fa eco il Cancelliere dello Scacchiere britannico George Osborne ai Comuni: «La storia di comportamenti irresponsabili evidentemente non è finita», riferendosi allo scandalo Barclays e a quello della JP Morgan.

E, dulcis in fundo, Il premier David Cameron ha annunciato ieri che tutto ciò finirà, lasciando intendere che una revisione legislativa farà di dinamiche come quelle sul Libor, comportamenti di rilevanza penale, mentre l’opposizione laburista invocava, subito e ora, passi giudiziari.

Agli Italiani che festeggiano la strepitosa vittoria sui cugini tedeschi e il successo politico di Monti sulla Merkel, vorremmo ricordare che le avventure epico-cavalleresche con nomi e cognomi dei protagonisti, sono sempre piacevoli ricordando i pupi e i pupari della tradizione siciliana, se riguardano la “storia di altri”. In questo caso, non possiamo essere d’accordo perchè le vittime di tale gioco al massacro siamo noi stessi e i nostri figli. Schieramoci decisi e senza troppe emozioni nel campo di Carlo Magno e dei Paladini del nuovo Umanesimo per un nuovo Rinascimento e lasciamo Monti e la Merkel ai loro nobili, futuri destini che i posteri ricorderanno come grandi pupi e grandi pupari.