di Enzo Coniglio -

E’ triste dover scrivere un commento pieno di riserve nel momento in cui l’opinione pubblica esulta per un evento di rilevanza nazionale sia esso una speciale partita di calcio o una riunione internazionale da cui dipendono in parte le sorti del proprio Paese.

Una tristezza tanto maggiore quanto è profondo nell’analista l’amore per il proprio Paese e per i propri concittadini a cui sarebbe più facile e più gratificante dichiarare che va tutto bene e di non preoccuparsi perchè in fondo, “domani è un altro giorno”.

Con animo sereno e disteso, cerchiamo quindi di chiarire cosa è successo di tanto importante nel vertice di mercoledì e giovedì scorso a Bruxelles, il cui obiettivo iniziale dichiarato era quello di affrontare il futuro dell’euro. Sarebbe stato uno dei tanti vertici di routine se le recenti, drammatiche tensioni dei mercati finanziari non avesse convinto i maggiori leader europei che sia venuto il momento di spezzare il legame vizioso, illogico e insostenibile tra bilanci bancari e bilanci sovrani. Necessità questa sostenuta con particolare vigore dal Premier italiano Mario Monti che, a tal proposito, aveva dichiarato che non avrebbe lasciato il vertice senza una risposta puntuale ed efficace su questa tematica e una approvazione di massima di una misura salva spread.

In linguaggio semplice e diattico, ricordiamo che la Spagna nelle settimane precedenti aveva dichiarato con assoluta onestà e chiarezza, che le banche spagnole versavano in gravi difficoltà e che sarebbe stato necessario un intervento per circa 100 miliardi di euro. In questa occasione si è notato che tale richiesta avrebbe peggiorato pesantemente la situazione finanziaria della Spagna in quanto i 100 miliardi da concedere alle banche, sarebbero stati imputati al bilancio della Spagna stessa peggiorandone naturalmente la situazione debitoria che si sarebbe tradotta in un aumento ulteriore dei già pesanti tassi di interesse e dello spread, del differenziale cioè tra Bond tedeschi e Bonos spagnoli. Come dire, io dichiaro che sono stremato e chiedo aiuto a te mercato e tu, mercato, mi aiuti imponendomi sulle spalle un peso maggiore capace di schiacciarmi definitivamente!

Una pura vigliaccata in linguaggio comune; una forma brutale di usura o di abuso della debolezza altrui in linguaggio etico-sociale; inqualificabile, in linguaggio politico. Altro che solidarietà e stabilità dell’area Euro! In questo caso si è manifestato in forma brutale un circolo vizioso tra bilanci bancari e bilanci di Stati sovrani. Occorreva quindi trovare un meccanismo che permettesse di finanziare le banche senza pesare sui singoli Paesi di riferimento e, su questo punto, la proposta di Mario Monti è apparsa geniale, come vederemo tra poco.

Intanto è bene ricordare qualcosa che spesso è ignorata dal cittadino nazionale ed europeo il quale si chiede esterefatto: “Ma perchè si parla sempre di finanziare o rifinanziare le banche e non si parla mai di finanziare o rifinanziare noi cittadini o gli Stati sovrani, ridotti all’osso e che sono il fondamento dell’Unione Europea?

A parte una serie di considerazioni già ricordate negli articoli precedentemente pubblicati in questo giornale e che possiamo sintetizzare nella finanziarizzazione della economia e nella subordinazione della nostra vita al capitale finanziario, ricordiamo in questa occasione che il livello delle passività delle banche nazionali sono di gran lunga superiori al PIL degli stessi Stati. In una parola, il sistema bancario di ogni Paese è di gran lunga maggiore in termini di risorse finanziarie di quello di ogni Paese di riferimento e, pertanto, il singolo Paese non potrebbe mai sanare i debili del proprio sistema bancario. In una parola, gli Stati hanno perso la sovranità non solo sulla moneta ma sul proprio sistema bancario che li sovrasta di tante spanne.

Alcuni esempi concreti della passività dei sistemi bancari nazionali rispetto al PIl del Paese di riferimento: Irlanda: 700%; Gran Bretagna: 510%; Danimarca: 410%; Francia e Olanda ciascuno: 400%; Germania: 300%; Spagna e Austria: 290%; Belgio e Svezia: 280%; Italia: 230%.Il Paese più virtuoso in questo settore è proprio l’Italia se si ecludono gli USA dove le passività bancarie rappresentano soltanto il 70% del PIL.

A questi dati drammatici che si commentano da soli, bisogna aggiungerne un altro per certi versi ancora peggiore e che ho ricordato nel mio precedente articolo di sabato 30 giugno 2012 che vi invito a rileggere: “I Pupi siciliani, Angela Merkel e Mario Monti:la storia continua” http://www.italiainformazioni.com/italia-informazioni/14983/i-pupi-siciliani-angela-merkel-e-mario-monti-la-storia-continua:

Le banche sono letteralmente piene, zeppe di derivati che costituiscono una bomba ad orologieria. “Il 97% dei derivati di cui sono imbottiti i big del credito continentale è di natura speculativa… I 5.854 miliardi di derivati che hanno in pancia, sono arrivati a contare più della metà del Pil europeo…[E' bene ricordare che ] a differenza degli impieghi, i derivati non entrano nel conto. Le perdite però sì. Tanto più che la massa dei derivati è sette volte il patrimonio netto tangibile dei signori del credito” E’ opportuno ricordare, a titolo di esempio, che i dati al 30 giugno 2010, elaborati da R&S , segnalano che dei 1.926 miliardi di euro di attivo della Deutsche Bank, oltre il 54% risulta impiegato in attività finanziarie ad alto rischio e che gli impieghi verso la clientela rappresentano soltanto il 17%! Dati altrrettanto allarmanti sono quelli della Ubs (42%), Rbs (41%), Barclays (40%), Crédit Agricole (32%, Bnp Baribas (30%).

Ora è evidente che se, una delle maggiori banche sopra citate fosse costretta a svalutare i propri attivi in maniera significativa, il suo patrimonio non sarebbe sufficiente a coprire le perdite derivanti dal riallineamento degli stessi attivi ai valori di mercato, creando una nuova catastrofe.

Non ci meravigliamo quindi nel costatare che ad esserne preoccupati non sono i rivoluzionari di sinistra o i contestatori di Occupy Wall Street, ma la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) che rappresenta le banche centrali e lo stesso Primo Ministro inglese, David Cameron che non esclude l’adozione di misure penali, se necessario.

Prima quindi di decidere di ricapitalizzare le banche, come deciso dal vertice della settimana scorsa, sarebbe stato quanto mai opportuno analizzare cosa abbiano nelle loro pance queste banche e soprattutto se servono ai cittadini e alle imprese o se non sono diventate delle autentiche roulettes come lo sono oggi, almeno al 70% le borse. Prima di ricapitalizzarle, chiediamo almeno quanti titoli tossici hanno in pancia e qual’è la percentuale messa a disposizione delle famiglie e delle imprese e il rapporto costo/benefici per noi, azionisti della comunità denominata Stato sovrano di cui di sovrano non ci è rimasto neppure il nome!

Rebus sic stantibus, Mario Monti ha presentato, con il supporto dei suoi colleghi spagnolo e francese e successivamente appoggiato da altri Paesi, una proposta che separa la richiesta di finanziamento da parte di una banca o di un sistema bancario dal Paese di appartenenza e, pertanto il debito bancario non peserà più sul Paese di riferimento. Sarà l’Economic Stability Mecanism (ESM) di prossima attivazione ad intervenire indipendentemente dalla approvazione della Troika, come avviene oggi e come è avvenuto recentemente con la povera Grecia ridotta ad uno straccio di Paese e di cui dovremmo tutti vergognarci.

IL vertice di Bruxelles inoltre ha assegnato alla Banca Centrale Europea (BCE) la vigilanza sulle banche dei 17 Paesi dell’Eurozona. Non appena questa misura sarà implementata, i fondi di stabilità Esm (ora Efsf) potranno finanziare direttamente le banche in difficoltà. E’ previsto inoltre di creare nel futuro una assicurazione comune dei depositi e un sistema di liquidazione delle banche insolventi.

In altre parole, ci si avvia verso una Unione Bancaria.

Naturalmente tutto è di là da venire; i fondi Esm sono del tutto insufficienti (350-500 miliardi) ma il fatto stesso che si è riusciti a stabilire una tale roadmap, ha creato l’euforia nei mercati che conosciamo, salvo domani svegliarci e ricordarci che il debito sovrano è tutto là intero; che non si possono pagare interessi del 5-7% da autentici strozzini quando l’economia cresce dell’1% e che non siamo in grado di bloccare i delinquenti delle banche che utilizzano i nostri soldi per speculare e non certo per creare ricchezza. Così ci saranno nuove crisi finanziarie speculative che affameranno ancora una volta e ancora peggio la gente comune che crede ancora alle fiabe e si infiamma e si entusiasma per i mostri della finanza rivestiti da maghi Magù dai sorrisi smaglianti e dalla toga accademica.

Complimenti ai media. Stanno facendo un ottimo lavoro.