(GDB) Il professor Monti ci tiene a precisare che non si tratta di tagli lineari ma di una ristrutturazione globale della spesa pubblica con caratteristiche strutturali. Comunque si voglia chiamare … sempre di tagli si tratta.
Non tema il presidente del Consiglio di dire pane al pane, la maggior parte dei tagli sono largamente condivisi dai cittadini che hanno piena coscienza di essere i pagatori finali di sprechi ed inefficienze, diseconomie ed abusi. I dissensi si annidano altrove, specialmente nella vecchia politica che attende, forse invano, un trionfale ritorno a furor di popolo oppresso dalle tasse. Da quelle tasse oggi necessarie per correggere proprio … la stessa vacua politica italiana allegra e sprecona, godereccia e auto referente, frivola e inconsistente, dai palazzi dorati agli scantinati con o senza palo annesso.
Ben venga quindi questa profonda revisione della spesa ormai necessaria ed improcrastinabile a fronte della gravissima situazione economica e finanziaria attuale . Si ponga dunque rimedio ai guasti prodotti dalla politica in tanti decenni di allegra finanza a spese dei cittadini, ed all’uso della cosa pubblica a fini esclusivamente politici dell’Onorevole sprecone. Si ponga fine all’aumento del debito pubblico che uccide il futuro dei nostri figli e forse anche dei nostri nipoti.
Solo un “Governo tecnico” può fare questo o meglio un governo politico travestito da tecnico, visto che Monti è stato messo lì da politici e non dal popolo, per fare ciò che i partiti non vogliono fare o che non hanno saputo fare. E questa è comunque politica, sia pure in un significato un tantino più elevato del solito.
Per questi machiavellici motivi, in stile del tutto italiano, ci sia consentito di dubitare sulla permanenza nel tempo di questi rigorosi provvedimenti e di questa metodologia, nella gestione a larghe maglie della cosa pubblica da parte dei futuri “governi politici” guidati dai soliti noti in cerca di consenso ad ogni costo.
Due sono le riserve che nutriamo nei confronti di quanto deciso dal Governo. La prima perplessità è sulla equa incidenza dei sacrifici perché sembra che si proceda a due velocità e con due persi e due misure: da una parte si brandisce la mannaia sulle spese e sulla Pubblica Amministrazione e dall’altra si usa il fioretto sui costi della politica, verso i petrolieri, le banche e le assicurazioni … e la Tobin tax è di la da venire così come l’accordo con la Svizzera sui patrimoni all’estero.
L’altra perplessità, a fronte della incisiva riforma della spesa in atto, è relativa al dubbio che i tagli e le maggiori imposte decise in questa fase politica, resteranno per tutti ovvero se poi ci sarà qualcuno “più uguale degli uguali” che tornerà in fretta a cavallo. Si vedrà. Per ora non possiamo che dare credito (limitato, in pieno stile bancario) a Mario Monti non solo per quello che sta facendo ma soprattutto per quello che gli altri non hanno fatto.
Vediamo ora i provvedimenti in cantiere, con l’avvertenza che i lavori sono in corso e non vi è ancora nulla di definitivo.
Pubblica Amministrazione
Il taglio della pianta organica già applicato a Ministero EF e Agenzie fiscali viene esteso a tutti i Rami dell’amministrazione: 10% per i dipendenti e 20% per i dirigenti.
In relazione alle norme applicative, l’impatto potrebbe variare tra le 150 mila e le 300 mila unità. Il taglio sarà preceduto da una ricognizione delle piante organiche. Solo dopo questa verifica saranno quantificati gli esuberi di personale.
Il metodo per raggiungere l’obiettivo prefissato sarà verosimilmente la messa in mobilità obbligatoria per due anni e un meccanismo di accompagnamento alla pensione. Si ipotizza di estendere al 31.12.2013 la validità dei requisiti di pensionamento di anzianità pre Legge Fornero. Previsto inoltre il blocco del turn over.
Stipendi dei pubblici dipendenti bloccati fino al 31 dicembre 2014. In merito ricordiamo che i contratti pubblici sono già bloccati da quattro anni per effetto della legge Brunetta.
Sono sospesi fino al 31.12.2015 i concorsi per l’accesso alla dirigenza.
A partire da gennaio del 2013, saranno ridotti del 10%. i permessi sindacali.
Divieto di monetizzazione delle ferie non godute, anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro. Fine quindi del vecchio giochetto “non ho potuto godere le ferie e quindi me le dovete pagare”.
Gli uffici pubblici resteranno chiusi nella settimana di Ferragosto e in quella tra Natale e Capodanno. In questo periodo ferie obbligatorie per i dipendenti.
Il valore dei buoni pasto degli statali non potrà superare i 7 euro a partire dal 1 ottobre prossimo.
Eliminazione (era ora) degli incarichi di “studio e ricerca” affidati ai dirigenti e divieto di affidare consulenze ai pensionati delle Amministrazioni.
Dimezzamento della spesa per le auto blu, ridotte subito quelle della Presidenza del Consiglio
Previsto un decreto di attuazione per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, che porterebbe alla chiusura di oltre 200 uffici giudiziari.
Accorpamento delle Province.
L’articolo 1 della bozza della spending review prevede che entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto “il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Interno, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze e della pubblica amministrazione, delibera un’ipotesi di riordino delle Province”. Tutto questo dovrà avvenire “a invarianza del contributo complessivo”. Si prevede la cessazione di 42 Province.
Nelle more le Province non potranno procedere ad assunzioni a tempo indeterminato.
Ministeri
Estese a tutti gli enti pubblici alcune regole già valide per l’amministrazione centrale.
Tagli sulla spesa per la carta, e ancora dematerializzazione degli atti, riduzione dei costi della telefonia fissa e mobile, razionalizzazione del patrimonio immobiliare.
Accorpamento in arrivo anche per le diverse Scuole della Pubblica amministrazione.
Trasferimenti alle Regioni ed Enti locali.
Le risorse trasferite alle Regioni a statuto ordinario sono ridotte di 700 milioni per il 2012 e di 1.000 milioni nel 2013.
I tagli colpiscono anche per gli enti locali per i quali scatterà un limite alle assunzioni: il turn-over sarà possibile solo nei limiti del 20% da quest’anno al 2014 e del 50% nel 2015.
Per i comuni sotto i 5 mila abitanti scatta l’obbligo di unificare le funzioni fondamentali con altri piccoli Comuni.
Acquisti delle pubbliche amministrazioni
Si parte dalla nullità dei contratti di fornitura siglati fuori dalle convenzioni Consip, la centrale unificata di acquisto dello Stato, e di quelli che non rispettano i prezzi di riferimento stabiliti.
Ugualmente tutte le amministrazioni pubbliche dovranno acquisire solo attraverso le gare Consip i contratti di fornitura di luce, gas, carburanti, combustibili per riscaldamento, telefonia fissa e mobile.
Blocco delle tariffe
Il decreto prevede inoltre “è sospesa l’efficacia delle norme statali che obbligano o autorizzano organi dello Stato o autorità ad emanare atti aventi ad oggetto l’adeguamento di diritti, contributi o tariffe a carico di persone fisiche o persone giuridiche in relazione al tasso di inflazione ovvero ad altri meccanismi automatici”.
Bloccati ugualmente gli adeguamenti dei canoni all’aumento del costo della vita rilevato dall’Istat relativamente ai canoni dovuti dalle Amministrazioni per l’utilizzo di immobili in locazione passiva da privati.
Anche i compensi dei Caf nel mirino della spending review. Prevista infatti la riduzione a 13 euro per ciascuna dichiarazione e a 24 euro per le dichiarazioni in forma congiunta. Ridotti del 10% anche i trasferimenti a favore dei patronati.
Capitolo Sanità
Molto corposo il capitolo dedicato alla Sanità. Si stima un taglio i 30.000 posti letto ospedalieri che 252.000 a 222.000. E’ previsto “l’ulteriore passaggio dal ricovero ordinario al ricovero diurno e dal ricovero diurno all’assistenza in regime ambulatoriale, favorendo l’assistenza residenziale e domiciliare”.
Il fondo sanitario nazionale viene tagliato di tre miliardi in due anni: “Le predette riduzioni sono ripartite fra le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano secondo criteri e modalità proposti in sede di auto coordinamento dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano”.
Ancora tagli agli acquisti: meno 5% per beni e servizi. Vengono inoltre rideterminati i tetti della spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera e rinegoziati al ribasso i contratti di appalto.
Saranno altresì rimodulate al ribasso le convenzioni con le strutture private.
Inoltre in questi ultimi mesi del 2012, le farmacie dovranno concedere al servizio sanitario uno sconto ulteriore sui farmaci del 6,5%.
Enti soppressi
Sarebbero soppressi l’Istituto nazionale di ricerca metrologica, la Stazione zoologica Anton Dohrn, l’Istituto di studi germanici, l’Istituto di alta matematica, l’Istituto di oceanografia e geofisica sperimentale, l’Istituto nazionale di astrofisica e il Museo storico della fisica e il Centro di studi e ricerche Enrico Fermi.
Le relative funzioni verrebbero ridistribuite tra CNR, Istituto nazionale di fisica nucleare e Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
Altri provvedimenti
I commissari liquidatori di enti pubblici potranno avere un incarico di durata non superiore ai 3 anni, che potrà essere prorogabile una sola volta e per un periodo di 2 anni.
A far data dal 2013 il fondo per il finanziamento delle università sarà ridotto di 200 milioni.
Gli Agenti di polizia di età inferiore a 32 anni dovranno essere adibiti a servizi operativi.
Anche per le Forze armate sarà operato un taglio non inferiore al 10%.
Ridotto drasticamente, da 21 a 9 milioni, il fondo per le vittime dell’uranio impoverito.
Il fondo per le missioni di pace è immediatamente di 8.900.000 Euro.
A decorrere dal 2013, vengono ridotti del 30% i contributi a favore di radio e tv locali.
Il fondo Letta subirebbe una riduzione di 39 milioni nel 2012 ma verrebbe incrementato di 700 milioni nel 2013.
Gli effetti positivi
Per effetto dei risparmi operati con i tagli previsti, l’aumento dell’IVA nel 2012 resta sospeso. Viene altresì ridotto quello previsto per il 2013.
Vengono salvaguardati gli altri 55.000 lavoratori esodati da ultimo “scoperti”, in aggiunta ai 65 mila già interessati.
200 milioni sarebbero destinati alle scuole non statali
73 milioni per l’operazione “strade sicure” e 200 milioni per il settore dell’autotrasporto.
Questo è tutto. Forse.



