In commissione di Vigilanza Rai si intravede una fumata bianca per il rinnovo dei sette consiglieri di amministrazione di viale Mazzini di competenza parlamentare. Dal Pd infatti arriva la rassicurazione che “non ci sarà guerriglia” e che in sostanza il Partito democratico non cercherà di bloccare il voto di questa mattina. Ad assicurarlo, entrando a San Macuto, sono stati il vicepresidente della Commissione Giorgio Merlo e Paolo Gentiloni.

Mentre dal capogruppo Pd Fabrizio Morri è giunta invece la determinazione a ritornare sul tema che ieri ha fatto tanto discutere, e cioè la sostituzione di Paolo Amato con Pasquale Viespoli: “In apertura di seduta cercherò di sollevare la questione della nomina di Viespoli avvenuta nella giornata di ieri”.

Intanto, è scontro istituzionale sull’elezione dei sette membri del Cda Rai di competenza parlamentare dopo la sostituzione tra i componenti della commissione di Vigilanza sulla Rai di Paolo Amato (Pdl) con Pasquale Viespoli (Coesione nazionale) da parte del presidente del Senato, Renato Schifani. Il senatore del Pdl aveva annunciato oggi di voler votare Flavia Nardelli.

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, attacca: ”E’ vero che la questione dell’assenza dalla commissione parlamentare di Vigilanza Rai del Gruppo ‘Coesione Nazionale’ è stata posta ai presidenti delle Camere dal senatore Viespoli il 12 giugno scorso. Il 18 giugno ho risposto al senatore Viespoli e al presidente Schifani che la questione poteva trovare soluzione esclusivamente nell’ambito della quota di seggi spettante al Senato in quanto il Gruppo ‘Coesione Nazionale’ non è presente alla Camera dei deputati. Non è quindi sulla correttezza formale della sostituzione del senatore Amato che bisogna riflettere, bensì sulla tempistica della decisione del presidente Schifani”.

”Mi auguro – prosegue – che egli sentirà il dovere di chiarire perché essa sia improvvisamente maturata solo oggi, con la commissione di Vigilanza già costituitasi in seggio elettorale per eleggere i membri del CdA Rai, e dopo che, andate a vuoto le precedenti votazioni, il senatore Amato aveva pubblicamente annunciato di votare liberamente e secondo coscienza, disattendendo le indicazioni del suo Gruppo di appartenenza”.

”In base a quali elementi il presidente del Senato ha ravvisato l’urgenza di intervenire solo oggi? Forse perché era chiaro che la libertà di voto del senatore Amato avrebbe determinato un esito della votazione non gradito al Pdl? Se così fosse – ammonisce Fini – saremmo in presenza di un fatto senza precedenti e di inaudita gravità politica”.

Da parte di Schifani c’è totale “serenità e tranquillità” in merito alle decisioni odierne sulla composizione della commissione di Vigilanza Rai, perché non ha fatto altro che “far rispettare le regole, impedendo che la commissione di Vigilanza Rai compisse atti viziati da illegittimità”, si apprende da fonti della presidenza del Senato.

Dalle stesse fonti di palazzo Madama viene rilevato che lo stesso senatore Amato ha riconosciuto “l’assoluta correttezza formale delle decisioni e degli atti adottati dal presidente Schifani, che non ha fatto altro che prendere atto della rinuncia del gruppo Pdl ad un componente eccedentario, compensato dall’ingresso di un esponente del gruppo di Coesione nazionale, al fine di rispettare la legge istitutiva della commissione”. Legge istitutiva che prevede che ogni gruppo ha diritto ad essere rappresentato. Ed il gruppo Cn non lo era. E di questo, si ricorda presso la presidenza del Senato, Coesione nazionale “aveva fatto pubblica e reiterata denuncia nel corso della seduta odierna d’aula”.

Domani, a partire dalle 9, voto a oltranza per il rinnovo del Cda nella Commissione di Vigilanza Rai. Una decisione netta assunta su proposta del presidente Sergio Zavoli che ha denunciato una “situazione sul punto di diventare gravemente pregiudizievole per la difesa dei compiti e dei valori del Servizio pubblico, cui il Parlamento assegna un compito cruciale per la Nazione”.

Parole che hanno stigmatizzato l’ennesima votazione in salita: dopo l’annuncio in mattinata del senatore Paolo Amato (Pdl) di voler votare Flavia Nardelli (candidata, cara a Idv e Fli e vista di buon occhio anche da Giovanna Melandri) il Pdl ha annunciato che il parlamentare in questione aveva comunicato la sua decisione di dimettersi. E, in una nota congiunta Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, hanno poi fatto sapere che la sua sostituzione avrebbe comportato dei tempi tecnici rendendo quindi impossibile lo svolgimento delle votazioni.

Questo il ‘caso’ che ha orientato l’intera giornata. A seguire, infatti, è scattata la fumata nera in Commissione dove è mancato il numero legale. E anche se formalmente, secondo quanto riferito il vicepresidente Giorgio Merlo (Pd) è stata colpa di Marco Beltrandi (il 21esimo che non partecipando al voto ha fatto saltare il quorum necessario), in realtà in Commissione erano assenti i parlamentari della Lega Nord e del Pdl, questi ultimi riuniti in un’altra stanza per decidere la linea del partito.

Pasquale Viespoli (Coesione Nazionale) è stato nominato membro della Vigilanza Rai in sostituzione di Amato il quale, però, ha chiarito di non aver affatto rassegnato le dimissioni dal gruppo Pdl: “Ho semplicemente preannunciato un voto in dissenso com’è accaduto tante volte, in questa legislatura, a deputati e a senatori del Pdl, senza che ciò comportasse alcunché”, ha scandito.

E così, visto il caos, l’allarme commissariamento lanciato dal leader del Pd poco prima ha cominciato a prendere piede nei botta e risposta dei politici: “Se oggi la Vigilanza non vota per il rinnovo del Cda della Rai l’azienda andrà commissariata”, aveva detto Bersani. Stessa posizione nell’Udc: “Se la Vigilanza Rai non assolve ai suoi doveri di nomina, è giusto procedere al commissariamento della Rai per evitare deriva fallimentare”, ha twittato Pier Ferdinando Casini commentando l’impasse in commissione.